✕

Mozambico, manca cibo per quasi 1 milione di persone e ci si alimenta con piante selvatiche

Ridotti alla fame 160 mila bambini sotto i cinque anni. L'emergenza nelle aree colpite dai cicloni Idai e Kenneth. Le risposte di UNICEF e di OXFAM. Dilaga la malnutrizione
3 minuti di lettura
ROMA – Secondo l’UNICEF, quasi 1 milione di persone, tra cui 160.000 bambini sotto i cinque anni, nel Nord del Mozambico devono far fronte a carenze alimentari e a una crisi nutrizionale, con condizioni che dovrebbero peggiorare nei prossimi mesi. La terribile situazione è la diretta conseguenza della devastazione causata dai cicloni Idai e Kenneth, che ha colpito il Mozambico centrale e settentrionale nei mesi di marzo e aprile di quest'anno. Le due tempeste hanno provocato inondazioni diffuse, la distruzione di quasi 780.000 ettari (7.800 kmq) di colture agricole e lo sfollamento di decine di migliaia di famiglie.

La devastazione ha aumentato l'insicurezza alimentare. Si è calcolato che, entro il prossimo febbraio, il numero di bambini al di sotto dei cinque anni che affrontano livelli critici di insicurezza alimentare, dovrebbe salire a circa 200.000, nelle zone colpite dalla tempesta. Nello stesso periodo, circa 38.000 bambini potrebbero div…
ROMA – Secondo l’UNICEF, quasi 1 milione di persone, tra cui 160.000 bambini sotto i cinque anni, nel Nord del Mozambico devono far fronte a carenze alimentari e a una crisi nutrizionale, con condizioni che dovrebbero peggiorare nei prossimi mesi. La terribile situazione è la diretta conseguenza della devastazione causata dai cicloni Idai e Kenneth, che ha colpito il Mozambico centrale e settentrionale nei mesi di marzo e aprile di quest'anno. Le due tempeste hanno provocato inondazioni diffuse, la distruzione di quasi 780.000 ettari (7.800 kmq) di colture agricole e lo sfollamento di decine di migliaia di famiglie.

La devastazione ha aumentato l'insicurezza alimentare. Si è calcolato che, entro il prossimo febbraio, il numero di bambini al di sotto dei cinque anni che affrontano livelli critici di insicurezza alimentare, dovrebbe salire a circa 200.000, nelle zone colpite dalla tempesta. Nello stesso periodo, circa 38.000 bambini potrebbero diventare gravemente malnutriti e a rischio di morte. "La devastazione agricola causata dai due cicloni ha peggiorato ulteriormente quelli che erano già alti livelli di malnutrizione infantile", ha detto Marcoluigi Corsi, rappresentante dell'UNICEF in Mozambico. Molti bambini nelle zone colpite dal disastro non hanno accesso a cibo nutriente di cui hanno bisogno per il loro sano sviluppo". A distanza di sei mesi, la prospettiva di ulteriori sofferenze è molto reale, mentre ci  avviciniamo alla stagione secca. Sono urgentemente necessarie maggiori risorse per sostenere gli sforzi umanitari in corso".

Le patologie che insorgono per malnutrizione. Prima dei cicloni, il 43% dei bambini del Mozambico era cronicamente malnutrito o con ritardi nella crescita. Essendo uno dei paesi più poveri del mondo, la povertà multidimensionale significa che molti bambini devono affrontare condizioni che arrestano il normale sviluppo fisico e cognitivo. La malnutrizione espone i bambini anche al rischio di contrarre "malattie opportunistiche", vale a dire infezioni causate da batteri, virus o funghi che s'insediano in sistemi immunitari compromessi. Alcune cause di immunodeficienza o di immunosoppressione possono essere: malnutrizione. infezioni ricorrenti. Per la prima volta in anni, il Mozambico ha segnalato casi di Pellagra - una malattia legata alla carenza di vitamina B3. Sono già stati segnalati più di 600 casi. Si prevede anche il consueto aumento stagionale dei casi di malaria e diarrea. Molti bambini malnutriti saranno resi più vulnerabili a causa dello scarso accesso ai servizi sanitari causato dal deterioramento delle strade  nelle zone rurali durante la prossima stagione delle piogge.

Aumentano i matrimoni precoci. Recenti missioni di monitoraggio sottolineano che il tasso di matrimoni precoci sta aumentando. I partner dell'UNICEF hanno riscontrato casi in cui l'età delle ragazze sposate è scesa al di sotto della media pre-emergenza di 13-14 anni. L'UNICEF e i suoi partner stanno lavorando per raggiungere i bambini e le famiglie ancora in difficoltà a causa dei cicloni. Questi sforzi includono:
- screening di più di 735.000 bambini al di sotto dei cinque anni per la malnutrizione acuta, con oltre 400.000 bambini al di sotto dei cinque anni, da sottoporre a screening entro febbraio 2020;
- curare quasi 10.000 bambini malnutriti con integratori alimentari terapeutici;
- attuazione di un programma congiunto di voucher, che assisterà almeno 100.000 persone colpite dal ciclone, oltre a borse di studio per 10.000 famiglie per alleviare l'immediata insicurezza alimentare;
- sostegno a innovative team mobili del Ministero della Salute mozambicano che raggiungono le comunità remote con servizi integrati di salute e nutrizione.

Il lavoro e l'appello di OXFAM. Un appello urgente alla comunità internazionale per intensificare gli sforzi arriva anche dall'Ong OXFAM, la quale sottolinea come le missioni di aiuto umanitario in Mozambico, dal disastro ecologico in poi, siano state "finanziate per meno della metà, nonostante intere aree del Paese africano siano ancora preda di una gravissima siccità e degli scontri che esasperano l’emergenza. Dunque, a sei mesi esatti dall’impatto devastante del ciclone Idai su Mozambico, Malawi e Zimbabwe - in cui oltre mille persone hanno perso la vita - la popolazione colpita dall’emergenza è sull’orlo della carestia.
 
Famiglie costrette a cibarsi di piante selvatiche. Dallo scorso aprile, le persone che hanno urgente bisogno di aiuti alimentari per poter sopravvivere in Mozambico (il paese più colpito dai due cicloni Idai e Kenneth che si sono susseguiti ad aprile) è aumentato di oltre un quarto, passando da 1,6 milioni a 2 milioni. Un peggioramento dovuto in buona parte ancora una volta all’impatto del cambiamento climatico, che si è tradotto in una gravissima siccità nel sud del Paese, mentre violentissimi scontri armati stanno dilaniando il nord del Mozambico.
 
La risposta di Oxfam all’emergenza. Per far fronte all’emergenza, Oxfam, assieme ai suoi partner, ha già raggiunto oltre 600 mila persone nelle aree più colpite del Mozambico, portando beni di prima necessità, cibo, acqua pulita e servizi igienico-sanitari. Con particolare attenzione ai bisogni di donne e ragazze. Secondo il piano di risposta umanitaria, pubblicato in questi giorni dalle Nazioni Unite, oltre 2,6 milioni hanno immediato bisogno di aiuti. Resta perciò ancora molto da fare.