✕

America centrale, minacce di morte e violenze delle gang costringono sempre più famiglie a fuggire al Nord

Un nuovo sondaggio dell'Agenzia Onu per i rifugiati e dell'UNICEF. Quasi il 20% degli oltre 3.100 intervistati ha identificato nelle minacce di morte, le estorsioni delle gang la ragione della fuga
2 minuti di lettura

ROMA – Secondo un nuovo sondaggio dell'Agenzia Onu per i rifugiati (UNHCR) e dell'UNICEF lanciato oggi, minacce di morte, reclutamento nelle gang, estorsioni e altre forme di violenza mirata stanno spingendo un numero sempre maggiore di famiglie del Nord dell'America centrale a fuggire dalle loro case e a cercare sicurezza in altri paesi. Quasi il 20% degli oltre 3.100 intervistati che migravano con nuclei familiari ha identificato la violenza - tra cui minacce di morte, estorsioni, reclutamento nelle gang e violenza domestica - come la ragione principale alla base della loro decisione di lasciare le loro comunità.

I bambini migranti senza genitori. Più del 30% dei bambini migranti non accompagnati intervistati ha identificato un qualche tipo di violenza come il principale motivo del loro spostamento, che a sua volta ha influito sulla loro capacità di accedere ai servizi essenziali, tra cui l'andare a scuola. Questi risultati dell'indagine aiutano a spiegare la dinamica alla base dell'allarmante picco del 456% dei nuclei familiari detenuti al confine meridionale degli Stati Uniti d'America l'anno scorso. Questo numero è passato da quasi 77.800 famiglie nel 2018 a più di 432.000 nel 2019. "Lo spostamento demografico della fuga dal Nord dell'America Centrale - dice Giovanni Bassu, rappresentante regionale dell'UNHCR, Cuba compresa - riflette una triste realtà nei Paesi di origine, dove intere famiglie sono minacciate e fuggono insieme per trovare sicurezza". 

"Scappano semplicemente per salvarsi la vita". Nelle comunità caratterizzate da estrema violenza, attacchi di gang e attività criminali, i giovani uomini, le donne e gli adolescenti del nord dell'America Centrale sono particolarmente vulnerabili. La violenza, soprattutto le minacce di morte associate al reclutamento, colpiscono direttamente i bambini e gli adolescenti. I bambini hanno detto di aver dovuto affrontare diversi fattori che li hanno spinti a scappare, tra cui diversi tipi di violenza e la mancanza di opportunità e servizi nei loro Paesi. Gli adulti hanno riferito di aver ricevuto minacce da parte di gang rivolte a tutta la loro famiglia, che hanno portato molti a lasciare la loro comunità con tutti i loro figli per non lasciarli a rischio. "Molte persone provenienti dal nord dell'America Centrale stanno letteralmente scappando per salvarsi la vita, poiché le gang prendono di mira intere famiglie, compresi i bambini, costringendole a fuggire", ha aggiunto Jean Gough, direttore regionale dell'UNICEF - non lasciano indietro nessun membro della famiglia perché temono ritorsioni da parte delle gang nelle comunità".

Più di 800 mila persone da El Salvador, Honduras, Guatemala. Dopo che la pandemia e due uragani devastanti che hanno colpito l'America Centrale, l'aumento della povertà e della violenza probabilmente porterà un numero maggiore di queste famiglie ad abbandonare le loro case nelle prossime settimane e mesi. Alla fine del 2019, oltre 800.000 persone provenienti da El Salvador, Guatemala e Honduras avevano cercato protezione all'interno dei loro Paesi o avevano attraversato i confini internazionali per chiedere asilo per sfuggire a minacce interconnesse, tra cui l'aumento dei livelli di violenza e persecuzione da parte delle gang, tra gli altri fattori determinanti. Mentre alcune giovani donne e ragazze sono vittime di violenze sessuali e di genere perpetrate dai membri delle gang, i giovani uomini sono sfruttati a fini criminali, compreso il traffico di droga, o sono pienamente reclutati in gruppi criminali.

Lo sfollamento forzato imposto da persecuzioni. Durante la pandemia, le severe restrizioni alla circolazione e la chiusura delle frontiere hanno limitato le possibilità di fuga dai Paesi più colpiti dell'America Centrale (appunto, El Salvador, il Guatemala e l'Honduras). Allo stesso tempo, le numerose forme di violenza e di persecuzione che per anni hanno portato allo sfollamento forzato in questa regione sono continuate e, in alcuni casi, sono peggiorate durante il confinamento. L'UNHCR e l'UNICEF chiedono agli Stati di rispettare gli obblighi internazionali che hanno assunto per garantire il pieno godimento dei diritti umani alle persone costrette a fuggire dal proprio Paese o dalla comunità d'origine durante tutte le fasi dello sfollamento.