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Guinea Bissau, un golpe solo in parte "politico" che insospettisce: sullo sfondo l'ombra del controllo del narcotraffico

Guinea Bissau, un golpe solo in parte "politico" che insospettisce: sullo sfondo l'ombra del controllo del narcotraffico
Le reazioni della società civile.La realtà di una popolazione contadina nel 70% dei casi in povertà assoluta, secondo la Banca mondiale. I nessi fra traffico di droga e golpe: il Paese è uno snodo dall'America Latina all'Europa
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ROMA - "Il tentativo di golpe in Guinea Bissau è stata un'azione pianificata - dice Casimiro Jorge Cajucam, direttore dell'emittente missionaria Radio Sol Mansi, in un'intervista con l'Agenzia Dire - con un apparato logistico e un arsenale ingente, rispetto alla quale restano dubbi e zone d'ombra". A chiedere un'indagine che chiarisca dinamiche e responsabilità, sono sia partiti politici che organizzazioni della società civile. "La Liga guineense dos direitos humanos ricorda le vittime delle sparatorie e degli scontri di martedì scorso ed ha sollecitato un'inchiesta giudiziaria trasparente e incisiva, che si sviluppi nel rispetto della legge scongiurando qualsiasi caccia alle streghe", dice Cajucam. "Sulla stessa linea c'è il Movimento nacional da societade civil para paz, democracia e desenvolvimento, che ha sottolineato la necessità di individuare i responsabili sia morali che materiali del tentativo di golpe".

Le due possibili ragioni del golpe. Gli osservatori locali - autorità vaticane, agenzie umanitarie, esponenti della società civile organizzata - avanzano alcune ipotesi per spiegare questo colpo di Stato. Si è propensi ad interpretarne l'origine in due ambiti che per certi versi si confondono: da una parte, l'ambito politico, che vede l'aspro scontro diretto tra il primo ministro e il presidente della Repubblica, con tutti i problemi legati ad una maggioranza di governo instabile. Dall'altra, il versante invece legato al narcotraffico, nei confronti dei quale, tuttavia, negli ultimi anni sono stati copiuti importanti successi, con la cattura di numerosi personaggi appartenenti a clan di trafficanti. Dunque, secondo questa lettura dei fatti, le due possibili ragioni del golpe potrebbero benissimo sommarsi.

Insomma, una messinscena? Secondo Cajucam, sui social network alcuni attivisti, politici e semplici cittadini alimentano dubbi sui fatti di martedì, sostenendo che si potrebbe essere trattato di "una messinscena". Una conferma indiretta, suggerisce il direttore di Radio Sol Mansi, emittente fondata dal Pontificio istituto missioni estere (Pime) oltre 20 anni fa e oggi una delle più ascoltate della Guinea Bissau, di quanto sarà difficile accertare la verità.

Il nesso fra il traffico di droga e il golpe.  Sulla stampa internazionale si è evidenziata la possibilità di un collegamento tra i fatti di martedì e il contrabbando di droga, un traffico che ha nella Guinea Bissau uno snodo sulla via che dall'America Latina porta all'Europa. Il giorno stesso dell'assalto alcuni media hanno d'altra parte ricordato recenti contrasti tra Embalo e Nabiam, esponenti di due forze politiche diverse, il Movimento para a alternancia democratica (Madem) e il Partido africano para a independencia da Guiné e Cabo Verde (Paigc). Sullo sfondo resta una popolazione per lo più contadina che, stando alla Banca mondiale, nel 70% dei casi vive in povertà.

Undici le vittime negli scontri. Secondo la ricostruzione del portavoce dell'esecutivo, Fernando Vaz, martedì il palazzo del governo nella capitale Bissau è stato assaltato da un gruppo di uomini armati. Almeno 11 sono state le vittime confermate, tra le quali militari, paramilitari e civili. Gli scontri, nel centro della città, sarebbero andati avanti per circa cinque ore. Ieri sera, al termine di un vertice in Ghana della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Cedeao/Ecowas), è stato annunciato l'invio a Bissau di un contingente militare dell'organismo regionale. L'obiettivo sarebbe scongiurare nuovi golpe nell'ex colonia portoghese, teatro di diversi colpi di Stato a partire dal 1980. La missione seguirebbe quella già dispiegata a Bissau tra il 2012 e il 2020, l'anno del giuramento del presidente Umaro Sissoco Embalo. L'assalto di martedì è avvenuto mentre nel palazzo del governo era in corso un Consiglio dei ministri al quale stavano partecipando sia il capo dello Stato che il capo dell'esecutivo, Nuno Gomes Nabiam. Ostaggio degli scontri a fuoco, per ore, anche giornalisti.