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Afghanistan, la povertà estrema per la metà della popolazione, i beni congelati dagli USA e adesso l'epidemia di morbillo

Afghanistan, la povertà estrema per la metà della popolazione, i beni congelati dagli USA e adesso l'epidemia di morbillo
Definita "furiosa" dall'OMS che sta provocando centinaia di decessi soprattutto fra i bambini al si sotto dei 5 anni, infragiliti dalla fame o dalla malnutrizione. Le difficoltà di garantire aiuti umanitari
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ROMA - La popolazione afgana (circa 38 milioni, con il 42% di età inferiore ai 15 anni, secondo la World Bank) affronta il sesto mese di convivenza con il nuovo governo dei talebani, dopo circa 80 mila morti tra i civili, durante i venti anni di presenza militare statunitense e della NATO, e con una situazione di povertà diffusa e insicurezza aimentare, alimentata anche dal congelamento delle ingenti riserve internazionali della Banca Centrale Afghana, che da 9,5 miliardi di dollari si sono ridotte a 7 miliardi dal 18 agosto scorso, quando cioè  il governo di Washington li ha bloccati, per non farli finire nelle mani dei talebani. Quel denaro è ora in un fondo fiduciario della Banca Federale delle Riserve di New York. Di questi, circa 3.5 miliardi dovrebbero in futuro essere  impiegati per  interventi umanitari in Afganistan. Gli altri 3 miliardi e mezzo gli USA li trattengono per compensare le famiglie delle vittime degli attacchi terroristici, compreso l'attacco alle Torri Gemelle del'11 settembre 2001.

Un'epidemia definita "furiosa". Oggi, all'emergenza determinata dal fatto che la metà della popolazione afgnana sopravvive con aiuti umanitari e tre quartivive in condizione di povertà estrema, si aggiungono i numerosi casi di morbillo, che provocano altre vittime. L'allarme è dell'OMS l'Agenzia sanitaria delle Nazioni Unite, dalla quale si apprende che l'epidemia è particolarmente preoccupante, proprio perché aggravata da una massiccia insicurezza alimentare e dalla diffusa malnutrizione, che espone soprattutto i bambini ad una maggiore probabilità di contagio. L'epidemia di morbillo afgana è definita "furiosa" e sta colpendo decine di migliaia di persone, dopo averne uccise più di 150 solo nell'arco del mese scorso. "I casi di morbillo - dice il portavoce dell'Oms, Christian Lindmeier da Ginevra - sono aumentati in tutte le province dalla fine di luglio 2021" ed ha aggiunto che i casi sono aumentati di recente, del 40% nell'ultima settimana del mese di gennaio.

Muoiono soprattutto bambini. In tutto il mese di gennaio sono stati segnalati 35.319 casi di morbillo, di cui 3.000 confermati in laboratorio e 156 decessi: il 97%  erano bambini con meno di 5 anni. Numeri sottostimati, sostiene Lindmeier, destinati comunque ad aumentare. Il morbillo è una malattia altamente contagiosa, causata da un virus che attacca principalmente i bambini. Le complicanze più gravi includono cecità, gonfiore del cervello, diarrea e gravi infezioni respiratorie. L'ultima ondata di casi arriva proprio mentre l'Afghanistan è nella morsa di un disastro umanitario, aggravato dalla conquista del potere dei talebani e dal blocco degli aiuti internazionali e dell'accesso ai beni detenuti all'estero.

L'impossibile campagna vaccinale per tutti. Le Agenzie umanitarie delle Nazioni Unite continuano ad avvertire che per metà del Paese c'è carenza di cibo. La migliore protezione contro il morbillo sarebbe un'ampia vaccinazione in tutto il Paese, con almeno il 95% di copertura. Ma si tratta di un  obiettivo impossibile nel contesto afghano. Lindmeier ha affermato che l'OMS e i suoi partner hanno lavorato per aumentare le loro capacità di sorveglianza del morbillo e fornire supporto con test di laboratorio e campagne di immunizzazione. Il sistema sanitario dell'Afghanistan crolla sotto lo stress della povertà e dell'oppressione talebana. Tuttavia, lo scorso dicembre, una campagna di vaccinazione nelle zone più colpite ha raggiunto 1,5 milioni di bambini, ha affermato Christian Lindmeier. Sono stati forniti integratori di vitamina A, che sono importanti per aiutare a ridurre la malattia e la morte per morbillo, raggiungendo 8,5 milioni di bambini in un'altra campagna nazionale nel novembre scorso.