Bambini alla guerra, oltre 93.000 ragazzini e ragazzine sono stati reclutati e utilizzati in conflitti armati tra il 2005 e il 2020
ROMA - Tra le numerose "Giornate" dedicate a temi globali, c'è anche quella contro l’uso dei bambini in situazioni di conflitto. Si possono avere dubbi legittimi sull'efficacia del proliferare di questi appuntamenti mediatici, è un fatto però che, quanto meno, servono per accendere un minimo di attenzione su questioni vere e drammatiche. "Giornate" come quella dedicata al bambini soldato, ad esempio, servono per sapere che oltre 93.000 ragazzini sono stati reclutati e utilizzati dalle parti in conflitto tra il 2005 e il 2020. Sono stati 8.521 solo nel 2020. Gli uffici delle Nazioni Unite che lavorano su questo fenomeno hanno verificato 26.425 gravi violazioni e che quasi il 75% dei conflitti coinvolgono il reclutamento di bambini, ben oltre la metà dei quali ha incluso anche le bambine. In Africa, ad esempio, il 40% delle ragazze e ragazzine reclutate dalle forze e dai gruppi armati partecipa direttamente agli scontri…
ROMA - Tra le numerose "Giornate" dedicate a temi globali, c'è anche quella contro l’uso dei bambini in situazioni di conflitto. Si possono avere dubbi legittimi sull'efficacia del proliferare di questi appuntamenti mediatici, è un fatto però che, quanto meno, servono per accendere un minimo di attenzione su questioni vere e drammatiche. "Giornate" come quella dedicata al bambini soldato, ad esempio, servono per sapere che oltre 93.000 ragazzini sono stati reclutati e utilizzati dalle parti in conflitto tra il 2005 e il 2020. Sono stati 8.521 solo nel 2020. Gli uffici delle Nazioni Unite che lavorano su questo fenomeno hanno verificato 26.425 gravi violazioni e che quasi il 75% dei conflitti coinvolgono il reclutamento di bambini, ben oltre la metà dei quali ha incluso anche le bambine. In Africa, ad esempio, il 40% delle ragazze e ragazzine reclutate dalle forze e dai gruppi armati partecipa direttamente agli scontri armati.
Ragazzini armati e ragazzine oggetti sessuali. Rispetto a tutto questo, l’UNICEF ci ricorda dunque i "bambini soldato", ragazzi e ragazze che subiscono, oltre al reclutamento forzato, anche altre forme di sfruttamento e abuso. Le parti in guerra, infatti, usano i bambini non solo come combattenti, ma anche come esploratori, cuochi, facchini, guardie, messaggeri e altro. Soprattutto le ragazze, sono anche sottoposte a violenze sessuali da parte di soldati adulti. Insomma, I bambini entrano a far parte di una forza o di un gruppo armato per vari motivi. Alcuni vengono rapiti, minacciati, forzati o manipolati da attori armati. Altri sono spinti dalla povertà, costretti a generare reddito per le loro famiglie. Altri ancora si associano per sopravvivere o per proteggere le loro comunità. Indipendentemente dal loro coinvolgimento, il reclutamento e l'uso di bambini da parte delle forze armate resta comunque una criminale violazione dei diritti fondamentali dei bambini e del diritto internazionale.
Rapimenti e matrimoni precoci. Anche il quadro del reclutamento e dell'uso diffuso di ragazze nei conflitti armati in tutto il mondo è allarmante. In molti casi, le forze armate e i gruppi armati nei vari teatri di guerra, in Africa, Asia, Medio Oriente, America Latina, reclutano le ragazze usando tattiche diverse da quelle usate per i ragazzi. Spesso, vengono semplicemente rapite. Il matrimonio precoce è un altro strumento favorito da alcune parti in conflitto: le ragazze sono costrette a sposare combattenti maschi adulti e a vivere sotto il loro controllo, spesso sottoposte a violenza sessuale quotidiana.
La gamma di attività di supporto ai combattenti. Le ragazze agiscono anche in ruoli di supporto che coprono una vasta gamma di attività, tra cui: trasporto, traduzione, telecomunicazioni, assistenza medica, cucina, pulizia e cura dei bambini. Ma possono anche diventare parte attiva nel conflitto. In Africa, per esempio, quasi il 40% delle ragazze reclutate dalle forze e dai gruppi armati partecipa direttamente alle ostilità. Alcuni gruppi in Medio Oriente hanno unità di sole donne per l'uso di armi tattiche. L'UNICEF collabora con i governi, i gruppi della comunità ed altri attori, per affrontare le cause del reclutamento e fermare le violazioni prima che avvengano. Spesso si riesce nell'intento, molto più spesso però si fallisce.