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Tunisia, la scarsità e il razionamento dell'acqua è un assillo per la popolazione destinato a durare a lungo ed è un'altra spinta per emigrare

Il governo tunisino decide il razionamento dell'acqua. La Guardia nazionale marittima parla di un aumento del 300% rispetto al 2022 nella regione di Sfax, nella regione centro-orientale del Paese nord africano
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ROMA - Dall'inizio dell'anno si moltiplicano le partenze dei migranti tunisini (e non solo) verso l'Italia. La Guardia nazionale marittima parla di un aumento del 300% rispetto al 2022 nella regione di Sfax, nella Tunisia centro-orientale. Alle stranote ragioni che inducono migliaia e migliaia di africani di affrontare viaggi rischiosi e costosi via mare in direzione dell'Italia e dell'Europa, si aggiunge sempre più pressante quella della scarsità d'acqua e del suo drastico razionamento. 

Il governo di Tunisi decide il razionamento. La scarsità e il razionamento dell'acqua: è un assillo per la Tunisia destinato a durare per lungo tempo. Il governo ha deciso il razionamento dell'acqua potabile, tutto nel quadro della proclamazione ufficiale dello "stato di siccità" e dell'istituzione di un urgente piano nazionale di gestione dell'attuale crisi idrica. Nel corso di una conferenza stampa organizzat…

ROMA - Dall'inizio dell'anno si moltiplicano le partenze dei migranti tunisini (e non solo) verso l'Italia. La Guardia nazionale marittima parla di un aumento del 300% rispetto al 2022 nella regione di Sfax, nella Tunisia centro-orientale. Alle stranote ragioni che inducono migliaia e migliaia di africani di affrontare viaggi rischiosi e costosi via mare in direzione dell'Italia e dell'Europa, si aggiunge sempre più pressante quella della scarsità d'acqua e del suo drastico razionamento. 

Il governo di Tunisi decide il razionamento. La scarsità e il razionamento dell'acqua: è un assillo per la Tunisia destinato a durare per lungo tempo. Il governo ha deciso il razionamento dell'acqua potabile, tutto nel quadro della proclamazione ufficiale dello "stato di siccità" e dell'istituzione di un urgente piano nazionale di gestione dell'attuale crisi idrica. Nel corso di una conferenza stampa organizzata dalla rete Green Tunisia esperti e attivisti hanno lanciato l'allarme sulla crisi idrica in tutto il Paese e ha chiesto la dichiarazione di una situazione di emergenza per adottare misure eccezionali. Inoltre, è stato chiesto al governo di lanciare un appello urgente al Consiglio nazionale dell'acqua e di aprirlo alle competenze nazionali e alla società civile, chiedendo anche la convocazione del Consiglio di sicurezza regionale, visto che l'acqua è una questione di sicurezza nazionale.

L'urgenza di elininare lo spreco. E' stata anche chiesta l'emanazione di una legge d'urgenza per una più corretta gestione delle risorse idriche e porre fine all'uso anarchico e illegale dell'acqua, oltre che fermare lo spreco di acqua nelle case, nelle imprese e negli alberghi e garantire la riparazione degli scarichi dei wc, che monopolizzano tra il 50 e il 60% dell'utilizzo dell'acqua domestica, così come nelle aree irrigate o lo spreco idrico ammonta al 40%. Da parte sua, la rete Green Tunisia ha raccomandato di imporre alle aziende e alle pubbliche amministrazioni di presentare piani di risparmio idrico fino a settembre 2023, assicurandosi di riparare tutti i guasti nei rubinetti e in altri strumenti di diffusione.

Riserve idriche in calo. Lo stesso vale per i cittadini che devono razionalizzare i consumi idrici e riparare tutti i guasti della propria rete domestica. La Tunisia sta vivendo una situazione di stress idrico poiché questa situazione si è evoluta in uno stato di crisi dovuto al perdurare della siccità da 10 anni. Nel 2021, la quota di un individuo nelle risorse idriche è stimata in 355 m3 per abitante. Le riserve idriche delle dighe hanno subito un brusco calo. Il 25 aprile 2023, il tasso di riempimento delle grandi dighe ha raggiunto quasi il 30%. Le risorse idriche nelle falde acquifere sotterranee sono diminuite dal 66,1% nel 2016 al 58,6% nel 2017 e al 41,3% nel 2022, il che ha aggravato il problema dell'eccessivo sfruttamento delle falde acquifere e della proliferazione di pozzi anarchici (quasi 22.000 pozzi nel 2020) secondo la Green Tunisia rete.