Sudan, tre mesi di combattimenti sanguinosi: migliaia di sfollati a Port Sudan, che sperano di fuggire in Egitto o Arabia Saudita
ROMA – Ancora in questi giorni, “dal Salam – il centro cardiochirurgico di Emergency a Khartoum – sentiamo i rumori dei combattimenti. Ci sono stati colpi di armi da fuoco pesanti e abbiamo visto colonne di fumo alzarsi”. A tre mesi dall’inizio degli scontri armati in Sudan, Franco – Coordinatore Medico del nostro Centro di cardiochirurgia in Sudan – ci racconta la situazione a Khartoum.
La testimonianza. “Le attività del Salam proseguono, anche se a ritmo ridotto. Continuiamo a operare e a ricoverare pazienti, a fare le visite di controllo e la terapia anticoagulante, ma “molti pazienti non riescono ad arrivare, i trasporti sono difficili se non impossibili”, in un contesto così insicuro. Per ogni paziente che riesce a raggiungere il Salam, tanti altri sono bloccati dalla guerra, in attesa delle cure che servono loro. Anche alcuni nostri colleghi, che prima impiegavano un’ora per arrivare in ospedale, devono ora affrontare un viaggio di 6 ore. Una catastrofe sanitaria, di cui il Paese pagherà le conseguenze per molto tempo”.
La situazione in Sudan. Scontri armati tra esercito governativo sudanese e le milizie paramilitari Rapid Support Forces sono iniziati la mattina del 15 aprile 2023 dalle strade della capitale del Sudan, Khartoum, dopo che la contesa delle ultime settimane è sfociata in atti di violenza e conflitto in vari centri del Paese. EMERGENCY ha subito rimodulato le sue attività in Sudan, dove è presente con il Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum, e con i centri pediatrici di Mayo (Khartoum), Nyala (Sud Darfur) e Port Sudan dove offre cure gratuite ai minori di 14 anni.
Garantire la continuità. A Khartoum le attività del Centro Salam di cardiochirurgia proseguono per garantire la continuità delle cure necessarie alla sopravvivenza ai pazienti ancora ricoverati. A Port Sudan e a Nyala i Centri pediatrici sono aperti. Rimane invece chiuso, per motivi di sicurezza, il Centro pediatrico di Mayo.
La situazione a Port Sudan. “Da quando è scoppiato il conflitto in Sudan, migliaia di sfollati hanno raggiunto Port Sudan, nella speranza di riuscire a fuggire in Paesi come Egitto o Arabia Saudita”. Mutasim, il nostro Coordinatore medico a Port Sudan, ci aggiorna sulla situazione in città e sulle attività del nostro Centro Pediatrico. “Il numero di pazienti che arrivano da noi è raddoppiato rispetto a un anno fa: 60 bambini al giorno, la domenica anche più di 100.
Prosciugate tutte le risorse economiche. La maggior parte soffrono di anemia falciforme o patologie respiratorie, rese ancora più acute dal caldo: qui le temperature hanno raggiunto i 40 gradi”. “La guerra ha prosciugato tutte le risorse economiche”, continua Mutasim. “Molti hanno perso il lavoro e non hanno più niente. I loro bambini hanno bisogno di cure e vaccinazioni: sanno che da noi possono riceverle senza dover pagare”.