Sudan, la fame minaccia milioni di persone che vivono nel Paese africano stravolto dopo quattro mesi dall'inizio del conflitto
ROMA – Il tempo sta per scadere: a quattro mesi dall'inizio del conflitto in Sudan - avverte Concern Worldwide - la carestia è sempre più una realtá. L’organizzazione umanitaria irlandese, focalizzata sui temi della fame, precisa che quasi 6,3 milioni di persone si trovano in aree del Sudan che sono ad un passo dall'emergenza alimentare.
I livelli di fame. Nel Paese hanno raggiunto tassi preoccupanti e se l’accesso umanitario non migliorerà a stretto giro le conseguenze saranno catastrofiche, avverte l'organizzazione. Sotto la guida delle Nazioni Unite, Concern Worldwide monitora il pericolo carestia e contribuisce alla cosiddetta Integrated Food Security Phase Classification, meglio nota come IPC, ovvero l'indice che definisce i livelli di fame nei Paesi a rischio. Il conflitto e il conseguente declino economico del Sudan hanno portato circa 20,3 milioni di persone, oltre il 42 per cento della sua popolazione, a livelli di insicurezza alimentare acuta. Attualmente 4 milioni di persone vivono nella Fase 3 dell’IPC, ovvero a due passi dalla carestia e 6,3 milioni di persone, il 13 per cento del totale, sono già precipitati nella Fase 4, che è la condizione peggiore perché ufficializza una emergenza in corso ed è appena un gradino al di sotto del livello carestia.
I prezzi del cibo. Sono aumentati vertiginosamente, la produzione alimentare è stata drasticamente ridotta, l’accesso agli aiuti umanitari è limitato e si prevede che quest’anno le piogge saranno inferiori alla media, il che avrà un ulteriore impatto sui raccolti, sul bestiame e sulla disponibilità di acqua potabile. Per le organizzazioni che si trovano sul territorio, la sfida più grande in questo momento è riuscire a garantire la circolazione delle merci e degli aiuti poiché non ci sono le condizioni di sicurezza. Ed è solo questione di tempo - spiegano da Concerne - prima che finiscano le scorte nelle strutture sanitarie rimaste operative e che i servizi si interrompano nonostante i livelli di necessità sempre crescenti in tutto il Paese.
I profughi. Secondo le Nazioni Unite, dall’inizio del conflitto, il 15 aprile, oltre un milione di persone sono scappate dal Sudan verso i paesi vicini. Oltre 366.430 di questi rifugiati sono arrivati nel Ciad orientale, dove organizzazioni umanitarie come Concern stanno cercando di fornire il sostegno necessario. La maggior parte dei profughi sono donne e bambini che arrivano con pochi oggetti e molti traumi.