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Pakistan, a un anno dalle alluvioni che travolsero 33 milioni di persone, metà delle quali bambini, c’è chi vive ancora tra i ruderi delle case

Pakistan, a un anno dalle alluvioni che travolsero 33 milioni di persone, metà delle quali bambini, c’è chi vive ancora tra i ruderi delle case
E’ quanto segnala oggi l’UNICEF, aggiungendo che gli sforzi per tornare ad una situazione normale rimangono sottofinanziati. Le piogge monsoniche di questa stagione stanno peggiorando le condizioni già difficili
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ISLAMABAD – Muriko Bibi (7 anni) e Tehseen (6) siedono sul muro di fango della loro casa. Una specie di rudere semi distrutto durante le inondazioni dell’anno scorso in Pakistan. Tutte e due provengono dal villaggio di Chitool, distretto di Rajanpur, provincia del Punjab meridionale. L'acqua ha inondato completamente il loro villaggio e tutti gli abitanti  sono stati costretti a vivere per settimane sul terrapieno di una strada danneggiata, prima di tornare al loro villaggio dove quasi tutte le case sono state distrutte o gravemente compromesse. Ora, uno dei problemi più urgenti e vitali per la comunità è quello di affrontare la mancanza di acqua potabile.

Otto milioni di persone, la metà bambini, senz’acqua. Un anno dopo la devastazione provocata dalle inondazioni in Pakistan, milioni di bambini continuano ad aver bisogno di assistenza umanitaria e di accesso ai servizi essenziali. E’ quanto segnala oggi l’UNICEF, aggiungendo che gli sforzi per tornare ad una situazione normale rimangono sottofinanziati. Le piogge monsoniche di questa stagione stanno peggiorando le condizioni già difficili delle comunità colpite dalle inondazioni, causando tragicamente la morte di 87 bambini in tutto il Paese. L’UNICEF stima che ci siano ancora 8 milioni di persone, di cui circa la metà sono bambini, che continuano a vivere senza accesso all’acqua sicura nelle aree colpite dalle inondazioni. Oltre 1,5 milioni di bambini necessitano di interventi nutrizionali salvavita nei distretti colpiti dalle inondazioni, mentre l’attuale appello dell’UNICEF di 173,5 milioni di dollari per fornire supporto salvavita rimane finanziato solo al 57%.

Un anno terribile per i bambini. “I bambini vulnerabili che vivono nelle aree colpite dalle inondazioni hanno vissuto un anno terribile”, ha affermato Abdullah Fadil, rappresentante dell’UNICEF in Pakistan. “Hanno perso i loro cari, le loro case e le loro scuole. Con il ritorno delle piogge monsoniche, la paura di un altro disastro climatico incombe. Gli sforzi per la ripresa continuano, ma molti restano irrisolti e i bambini del Pakistan rischiano di essere dimenticati”.

Sommerso un terzo del Paese. Le inondazioni dello scorso anno hanno sommerso un terzo del paese, colpendo 33 milioni di persone, metà delle quali erano bambini. Le infrastrutture vitali sono state danneggiate o distrutte, tra cui 30.000 scuole, 2.000 strutture sanitarie e 4.300 sistemi idrici. Il disastro legato al clima ha aggravato le disuguaglianze preesistenti tra i bambini e le famiglie nei distretti colpiti. Un terzo dei bambini non frequentava già la scuola prima delle inondazioni, la malnutrizione stava raggiungendo livelli di emergenza e l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari era preoccupantemente basso.

Assistite 3,6 milioni di persone. Dall’agosto 2022, grazie al sostegno della comunità internazionale, l’UNICEF e i partner hanno raggiunto 3,6 milioni di persone con servizi di assistenza sanitaria primaria; consentito l’accesso all’acqua sicura a 1,7 milioni di persone in aree in cui le reti idriche sono state danneggiate o distrutte; raggiunto oltre 545.000 bambini con servizi di salute mentale e sostegno psicosociale; e ha sostenuto l’istruzione di oltre 258.000 bambini. Negli ultimi dodici mesi, l’UNICEF ha esaminato 2,1 milioni di bambini per malnutrizione acuta grave – una condizione in cui i bambini sono troppo magri per la loro altezza – e ha ammesso 172.000 bambini per cure salvavita. Tuttavia, i bisogni continuano a superare le risorse necessarie per rispondere.

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