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Sudan, cinquanta organizzazioni umanitarie lanciano oggi un appello congiunto: la situazione ormai è fuori controllo

Sudan, cinquanta organizzazioni umanitarie lanciano oggi un appello congiunto: la situazione ormai è fuori controllo

Amnesty International, Freedom House, Human Rights Watch, International Federation for Human Rights: tutte chiedono più attenzioni per il Paese africano dilaniato dalla guerra civile

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ROMA – I capi di oltre 50 Organizzazioni Umanitarie hanno lanciato l’allarme sul Sudan con un appello congiunto. Con i combattimenti che continuano in tutto il Paese, l’aumento della violenza sessuale brutale, gli attacchi diffusi, deliberati e indiscriminati contro i civili, e il silenzio di giornalisti e difensori dei diritti umani, impossibilitati a svolgere il proprio lavoro, il Paese non è più sull’orlo delle atrocità di massa: è ormai già caduto oltre il limite.

L’appello di oggi. Da aprile, quando sono scoppiate le ostilità aperte a Khartoum, la capitale del Sudan, più di cinque milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case e centinaia di migliaia potrebbero presto essere costrette a unirsi a loro. Molte di esse ora vivono in campi con accesso limitato all’assistenza umanitaria, poche opportunità educative per i figli e quasi nessun supporto psicosociale che le aiuti a metabolizzare il trauma della guerra e della perdita. In Sudan oltre 20 milioni di persone, il 42 per cento della popolazione totale, si trova oggi ad affrontare una grave insicurezza alimentare e circa 6 milioni sono a un passo dalla carestia. Almeno 498 bambini sono morti di fame. Cliniche e medici sono stati presi di mira in tutto il Paese mettendo fuori servizio l’80 per cento dei nosocomi.

Linguaggio bellico. L’incitamento all’odio, in particolare il linguaggio che spinge a colpire le persone in base al colore della pelle, è sempre allarmante. Ma con un tessuto sociale sempre più fratturato – scrivono le organizzazioni – si teme il peggio. Alcuni combattenti hanno preso di mira i civili in base alla loro etnia e alcune donne, sopravvissute alla violenza sessuale in Darfur, si sono sentite dire “speriamo che possiate partorire i nostri bambini” mentre venivano stuprate.

La solidarietà. Le organizzazioni sollecitano più aiuti, maggiore solidarietà e attenzione ai bisogni dei civili sudanesi. La richiesta umanitaria delle Nazioni Unite rimane, purtroppo, sotto-finanziata ed è ferma al 25 per cento del necessario, e le parti in guerra a Khartoum continuano a minare gli sforzi perché si possa fornire aiuti in modo sicuro. I costi dell’inazione stanno aumentando. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe passare dalle parole all’azione -scrivono le ONG - e avviare negoziati per approvare una risoluzione che metta in discussione il clima di impunità, ribadisca che il diritto internazionale richiede di permettere l’accesso umanitario sicuro e senza ostacoli e reindirizzi gli sforzi internazionali per proteggere i più vulnerabili.

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