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Marocco: dopo il terremoto dell’8 settembre sono in arrivo le piogge e il freddo e aumenta il rischio frane, così le Ong intensificano i soccorsi

Marocco: dopo il terremoto dell’8 settembre sono in arrivo le piogge e il freddo e aumenta il rischio frane, così le Ong intensificano i soccorsi

Nel villaggio di Tamaloukte i volontari della Mezzaluna Rossa marocchina e del Qatar stanno consegnando tende, materassi, coperte e set da cucina

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ROMA – Le previsioni prevedono piogge imminenti che potrebbero causare delle frane, in seguito al terremoto di magnitudo 6,8 che l'8 settembre ha colpito il Marocco. Così la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC) sta intensificando le operazioni di soccorso per mettere in sicurezza territori e persone.

I danni del terremoto. Il deterioramento della rete stradale, in particolare nei villaggi di montagna isolati, sta rendendo la distribuzione dei beni essenziali una corsa contro il tempo, che rischia di aggravarsi se arriveranno le piogge, come suggeriscono le previsioni. Centinaia di volontari della Mezzaluna Rossa marocchina sono sul posto a fornire aiuti nelle regioni più colpite.

Gli aiuti. Tra i beni distribuiti prevalgono quelli per il primo soccorso. Il bisogno di acqua potabile e cibo è stato soddisfatto grazie alla forte solidarietà della comunità locale, mentre gli alloggi sicuri, soprattutto in vista delle piogge e del freddo invernale, e i servizi igienico-sanitari, restano una preoccupazione importante. Gli insediamenti improvvisati ospitano ancora migliaia di famiglie che necessitano di beni essenziali che vanno da materassi e coperte a utensili da cucina e prodotti per l’igiene. I comuni più colpiti dal terremoto, il più potente che abbia colpito il Marocco in un secolo e che ha avuto il suo epicentro nella porzione centrale del Paese, nell’Alto Atlante a sud-ovest di Marrakech, sono al-Haouz, Marrakech, Ouarzazate, Azilal, Chichaoua e Taroudant. La distribuzione degli aiuti è complicata dai blocchi stradali ancora presenti in alcune zone, che impediscono l’accesso ai villaggi di montagna più isolati.

Il problema dell’elettricità. E’ sempre più evidente, soprattutto nelle aree in cui il ripristino della corrente richiede settimane, come quella di Marrakech-Safi. Con l’avvicinarsi del clima più freddo, aumenta la probabilità che le persone cucinino in casa utilizzando stufe a gas, che possono causare incendi, soprattutto in condizioni abitative precarie - denunciano le organizzazioni.

I finanziamenti. Il 12 settembre la Federazione Internazionale della Croce Rossa ha lanciato un appello di emergenza per 100 milioni di franchi svizzeri al fine di ottenere un sostegno sia all’interno del Marocco che da parte della comunità internazionale. I fondi servono a supportare la Mezzaluna Rossa marocchina negli sforzi che vanno dal soccorso immediato a base di acqua pulita e servizi igienico-sanitari, a soluzioni a medio termine come gli alloggi e la possibilità di garantire a tutti i terremotati i mezzi di sussistenza.

Le vittime. Il numero di morti e feriti continua ad aumentare. Le autorità nazionali il 17 settembre hanno diffuso il bilancio di 2.946 morti e 5.674 feriti. 530 scuole sono rimaste chiuse per danni – riporta il Ministero dell'Istruzione - con le province di Chichaoua e Taroudant tra le più colpite.

La solidarietà dagli artisti. Samira Larouci, Anass Ouaziz e Ismail Elaaddioui sono tre fotografi che hanno dato vita al progetto “Artists for Morocco”, nato in una notte all’indomani del sisma. Nel giro di poco tempo Artists for Morocco ha messo su un network di persone che lavorano nel campo dell’arte e che hanno donato le proprie opere per aiutare i territori più disastrati. Ogni lavoro viene venduto al prezzo standard di 125 euro - scrive Jeune Afrique - e la cifra è devoluta principalmente a due organizzazioni non governative locali: Amal Women’s Training Center e Rif Tribes Foundation, per rispondere all’emergenza umanitaria. Entrambe le realtà lavorano a stretto contatto con i villaggi dell’Alto Atlante che fino a ora, per questioni legate alla viabilità, non hanno ricevuto aiuti. Nelle prime settantadue ore di vita “Artists for Morocco” ha raccolto 110 mila euro.

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