VERONA – “Capire e vivere la pace non come un diritto aleatorio, ma come una modalità di sistema, una direzione di vita personale e politica”. Don Albino Bizzotto, sacerdote vicentino fra i punti di riferimento del movimento nonviolento italiano, mette questa esigenza al centro dell’Arena di pace che si svolgerà a Verona il 18 maggio. E che per la prima volta nella più che trentennale storia della manifestazione scaligera vedrà la partecipazione di Papa Francesco. I movimenti popolari che animano il cammino delle Arene avranno infatti modo di dialogare con il Pontefice su cinque ambiti, cinque campi di azioni in cui declinare la pace: immigrazione; ecologia integrale e stili di vita; economia, lavoro e finanza; diritti e democrazia; disarmo. Alla vigilia dell’incontro con papa Bergoglio, il 17 maggio, i movimenti popolari si riuniranno alla Fiera di Verona per un grande assemblea.
La prima pietra di un percorso. Don Bizzotto è uno dei fondatori del movimento Beati i costruttori di pace, un gruppo di vescovi del Triveneto che sul finire del 1985 lanciò un appello per una «giustizia fondata sulla giustizia e sull’amore», come quella descritta nella costituzione pastorale Gaudium et Spes pubblicata durante il Concilio Vaticano II. Quel documento, nato anche «sulla scia delle delusioni causate dai fallimenti del movimento pacifista di quel periodo, in modo particolare la campagna contro la collocazione dei missili Nato a Cosimo», ricorda il religioso, diventerà la prima pietra di un percorso che è cominciato con la prima Arena del 1986 e che prosegue ancora oggi. E che oggi è più che mai necessario. In un mondo dove si verificano sempre più conflitti e dove milioni di persone ogni anno sono costrette a lasciare le loro case o a fuggire dalle loro terre. Palestina, Ucraina, Sudan, Repubblica democratica del Congo, Haiti sono solo alcuni dei “pezzi” in cui è divisa la” guerra mondiale” di cui ha parlato Papa Francesco, che si sta già verificando.
I frammenti del conflitto globale. Emergono però dalle fratture del sistema internazionale, come ricorda Don Bizzotto. «La situazione è devastante proprio sotto il profilo del rapporto fra i popoli e fra gli Stati – denuncia il religioso- è una situazione in cui viene meno il concetto stesso di diritto umano e in cui la rete delle istituzioni internazionali è logora, squilibrata, a partire dall’Onu».Dal 1986 si sono tenute prima sei arene fino al 1993 e poi altri due eventi, nel 2003 e nel 2014, in parte svincolati dall’organizzazione originaria. Le iniziative scaligere si sono sempre accordate al ritmo della mobilitazione pacifista e nonviolenta loro contemporanea, convogliando le varie istanze e rilanciandole da uno spazio fisicamente e idealmente unito, appunto l’Arena. Dal sostegno alla lotta contro l’apartheid in Sudafrica fino alle proteste contro l’invasione dell’Iraq, tanti sono stati i temi al cuore delle iniziative. Così come sono stati tanti i protagonisti, fra i quali si annoverano alcuni grandi rappresentanti del pacifismo, dell’ambientalismo, della lotta per la giustizia sociale e contro ogni razzismo.L’Arena ha poi prodotto delle consapevolezze che hanno trasceso, e di molto, i confini del Veneto. Nel dicembre 1992 diversi degli animatori delle manifestazione - come don Bizzotto e don Tonino Bello – si recarono nella Sarajevo assediata dalle truppe serbe-bosniache, riuscendo anche ad attraversare il centro della città con una marcia che riuscì a portare conforto alla popolazione locale. E che riuscì a passare anche per i luoghi di culto delle quattro maggiori comunità religiose della capitale bosniaca: musulmana, cristiano ortodossa, cristiano cattolica ed ebraica.
L’adesione di centinaia di organizzazioni. L’edizione di quest’anno si svolgerà all’insegna del Salmo 84 del Profeta Isaia, “giustizia e pace si baceranno”. L’appuntamento è il punto di arrivo di un percorso cominciato l’anno scorso e promosso dalle riviste missionarie Nigrizia, Missione oggi e Mosaico di pace, a cui si sono poi aggiunte Avvenire e Aggiornamenti sociali. La manifestazione è sostenuta dalla Diocesi di Verona. Centinaia di organizzazioni hanno già aderito alla lettera di invito del vescovo della città Domenico Pompili. Sono già cominciati in vescovado una serie di convegni preparatori. Il primo, a tema immigrazione, si è svolto il 10 febbraio. Se ne devono ancora tenere quattro, uno per ogni ambito. Il prossimo è in calendario il 9 marzo. Si parlerà di ecologia integrale e stili di vita, concetti chiave dell’Enciclica Laudato Sì’ di Papa Francesco del 2015 e di tutto il percorso ecologico che segna il pontificato, arricchito nel 2016 con il Sinodo per l’Amazzonia e l’anno scorso con l’esortazione apostolica Laudato Deum.