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Epidemia di morbillo: colpisce duemila bambini in Burkina Faso, intanto i leader di alcuni stati africani concordano nuove iniziative per contrastare la malaria

Epidemia di morbillo: colpisce duemila bambini in Burkina Faso, intanto i leader di alcuni stati africani concordano nuove iniziative per contrastare la malaria

L’Africa sopporta il peso più grande delle morti per malaria, con il 95 per cento dei decessi globali solo nel 2022

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ROMA – Oltre duemila bambini hanno contratto il morbillo negli ultimi quattro mesi in Burkina Faso mentre un'epidemia si sta diffondendo in tutto il Paese, denuncia Save the Children. Secondo l'istituto nazionale di sanità pubblica i bambini di età compresa tra 1 e 15 anni rappresentano il 96 per cento dei casi. Nel solo mese di febbraio l’organizzazione parla di 1700 nuovi casi e i numeri crescono di settimana in settimana. Ouagadougou è il posto più colpito, con il 37 per cento dei casi segnalati.

Il morbillo. E’ una delle malattie più contagiose al mondo e se non viene curata in tempo può causare cecità, polmonite e nei casi più gravi anche la morte. I sintomi includono la febbre alta, la tosse e le eruzioni cutanee. Se una donna in gravidanza contrae il morbillo, il rischio di un aborto spontaneo o di un parto prematuro diventa molto alto. Sebbene sia una malattia prevenibile con due dosi di vaccino, i dati di Save the Children mostrano che il 90 per cento delle persone che l'hanno contratta in questi mesi in Burkina Faso non era vaccinata. Anche a livello globale le notizie sulla diffusione della malattia sono preoccupanti. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2023 i casi sono aumentati del 79 per cento rispetto all’anno precedente: la responsabilità è dei mancati vaccini e del sovraccarico dei sistemi sanitari dei Paesi più fragili durante la pandemia di COVID-19. Il Burkina Faso è continuamente esposto a epidemie di morbillo. Nel 2023 gli episodi segnalati sono stati 2.190; 252 nel 2022; 3.866 nel 2021 e 2.480 nel 2020.

La situazione umanitaria. Considerato uno dei Paesi più poveri del mondo, lo scorso anno 2,9 milioni di persone hanno beneficiato dell’assistenza umanitaria secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento umanitario (OCHA). Nel 2024, invece, le persone che avranno bisogno di aiuti e di assistenza salvavita per sopravvivere saranno 6,3 milioni.

La malaria. I ministri della Sanità dei paesi africani, riunitisi a Yaoundé, nel Camerun, insieme ai rappresentanti dell’OMS, hanno preso l’impegno di incrementare gli sforzi per porre fine alle morti causate dalla malattia. Undici dei Paesi africani registrano il 70 per cento dei casi mondiali di malaria: Burkina Faso, Camerun, Repubblica Democratica del Congo, Ghana, Mali, Mozambico, Niger, Nigeria, Sudan, Uganda e Tanzania. Dal 2017 a oggi questi stati non hanno fatto grandi progressi per contrastare la malattia a causa di una molteplicità di fattori che vanno dalle crisi umanitarie, alla carenza dei servizi sanitari, ai problemi economici fino ai cambiamenti climatici.

I dati sulla malaria. A livello globale il numero di casi nel 2022 è stato significativamente più alto rispetto al periodo precedente alla pandemia di COVID-19: 249 milioni contro i 233 milioni del 2019. Nello stesso periodo la regione africana ha visto un aumento dei casi da 218 a 233 milioni. I Paesi africani continuano a sopportare il peso più grande della malattia: il 94 per cento dei casi di malaria a livello mondiale e il 95 per cento dei decessi, con una stima di 580.000 morti nel 2022, sono avvenuti, per l’appunto, in Africa.

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