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Sudan: 24 milioni di bambini reduci da un anno di violenze e abusi, è la crisi di sfollamento infantile più grave del mondo

Sudan: 24 milioni di bambini reduci da un anno di violenze e abusi, è la crisi di sfollamento infantile più grave del mondo

Nazioni Unite: 19 milioni di bambini non frequentano la scuola, in 14 milioni sopravvivono grazie agli aiuti umanitari

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ROMA - A quasi dodici mesi dall’inizio del conflitto armato in Sudan, 24 milioni di bambini vivono ancora esposti alle brutalità della guerra e alle violazioni del diritto alla vita, alla protezione, all’istruzione, alla salute, denuncia il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia (CRC), che sottolinea come ancora oggi molti minori vengono forzatamente reclutati per combattere sia nelle Forze Armate Sudanesi che in quelle di Supporto Rapido.

Le violenze. Uccisioni di massa, anche a sfondo etnico, stupri di civili, compresi bambini, continui ostacoli posti agli operatori umanitari a cui è stato più volte impedito di distribuire gli aiuti: è un elenco solo parziale degli abusi che i sudanesi subiscono da un anno a questa parte. Le Nazioni Unite parlano di una catastrofe generazionale. Secondo l’Unicef 14 milioni di minori hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria, 19 milioni non frequentano più la scuola e 4 milioni sono sfollati: in questo modo la guerra partita da Khartoum ha creato la crisi di sfollamento infantile più grave al mondo. Mancano il cibo e l’acqua potabile; 3,7 milioni di bambini sono malnutriti e di questi 730 mila sono affetti da deperimento acuto, che è la forma più pericolosa per la vita. A peggiorare la situazione contribuisce il dato che due terzi dei sudanesi non hanno accesso ai servizi sanitari e circa il 70 per cento degli ospedali ha smesso di funzionare a pieno regime perché mancano le forniture mediche, compresi i farmaci salvavita.

La crisi dei bambini. Rispetto a un anno fa si è registrato un forte aumento del numero di minori uccisi o rimasti vittime di violenza sessuale. L’altro pericolo a cui i più piccoli sono esposti è il reclutamento forzato. Il reato è particolarmente diffuso nel Darfur, ma episodi di arruolamento di bambini si sono verificati anche in altre zone del Paese. Le scuole sono state quasi tutte distrutte e quelle rimaste in piedi sono state adibite a centri per raccogliere i profughi, per cui non sono utilizzabili per le lezioni. Quando i bambini in contesti fragili come quelli di guerra smettono di andare a scuola, sono meno protetti e più vulnerabili anche allo sfruttamento sessuale.

Gli obblighi internazionali. Nell’ottobre 2023 il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha istituito una commissione d’inchiesta con l’obiettivo di perseguire chi ha commesso crimini contro i civili, in particolare contro i bambini, per consentire l’accesso senza ostacoli agli operatori umanitari e per andare avanti nel negoziato tra le due forze che si combattono. Volker Türk, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, aveva già avvertito che alcuni degli abusi commessi durante la guerra in Sudan corrispondono a crimini di guerra. Da ciò la necessità di una commissione d’inchiesta che certifichi tutte le violazioni del diritto umanitario internazionale e consegni alla giustizia i responsabili.

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