ROMA – Sono giornate sporcate dal sangue e con 56 morti per le strade della capitale del Paese, Dhaka, e in altre città, al culmine di molti giorni di proteste delle migliaia e migliaia di giovani disoccupati contro il sistema di assegnazione degli impieghi nel settore pubblico, che riserva posti ai familiari dei reduci della guerra di indipendenza dal Pakistan del 1971. L’esito è stato un colpo di stato e le dimissioni della premier Sheikh Hasina, 76 anni, che assieme a sua sorella ha lasciato il Paese in elicottero per atterrare in territorio indiano. La premier è figlia di uno dei padri della patria, Sheikh Mujibur Rahman che nel 1971 guidò il Paese all’indipendenza dal Pakistan e fu assassinato in un colpo di Stato nel 1975,
32 bambini uccisi durante gli scontri. A questo punto la situazione umanitaria nel Paese asiatico assume connotati preoccupanti e pericolosi. “Sono appena tornato dopo una settimana in Bangladesh – dice Sanjay Wijesekera, direttore regionale dell’UNICEF per l’Asia del Sud – e non posso che segnalare una situazione a dir poco drammatica per l’impatto che quanto sta accadendo ha sui bambini. Almeno 32 bambini sono stati uccisi durante le proteste a luglio, mentre molti altri sono stati feriti e detenuti”.
Minori rinchiusi in carcere. “Sono a conoscenza – ha detto Sanjay Wijesekera – delle notizie sulla detenzione dei bambini e ricordo alle autorità che per un bambino entrare in contatto o in conflitto con la legge può essere molto spaventoso. In linea con i diritti umani internazionali e con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia e dell’adolescenza, di cui il Bangladesh è firmatario”
Riaprire le scuole. Uno dei modi migliori per aiutare i bambini a riprendersi dalla violenza e per tenerli al sicuro – viene sottolineato dai documenti dell’UNICEF – è riaprire tutte le scuole, riavviare l'apprendimento e riunire i bambini con i loro amici e insegnanti. 30 milioni di studenti, dalla scuola materna a quella secondaria, hanno perso 10 giorni di scuola. Queste perdite di apprendimento sono aggravate dalla chiusura delle scuole all'inizio dell'anno a causa del caldo, dei cicloni e delle inondazioni.