Mondo Solidale

Africa, è la fame che incalza soprattutto in 7 Paesi: sono i più colpiti dal cambiamento climatico e dai conflitti

Africa, è la fame che incalza soprattutto in 7 Paesi: sono i più colpiti dal cambiamento climatico e dai conflitti

Sono Gibuti, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan del Sud, Sudan e Uganda contano già 62,9 milioni di persone alle prese con livelli di insicurezza alimentare acuta

2 minuti di lettura

ROMA – L' Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo (IGAD), formata dai Paesi del Corno d’Africa, nell’ultimo Rapporto Globale sulla Sicurezza Alimentare evidenzia una crisi sempre più grave in tutta la regione che comprende il Gibuti, l’Etiopia, il Kenya, la Somalia, il Sudan del Sud, il Sudan e l’Uganda. Il rapporto mette in luce un pericoloso e costante aumento della fame acuta negli ultimi cinque anni e chiede maggiori sforzi, e più concentrati, per affrontare le esigenze umanitarie.

I principali risultati emersi dal dossier. La ricerca rivela che circa 62,9 milioni di persone, ovvero il 25% della popolazione analizzata nei sette Paesi sopra elencati, vivono alti livelli di insicurezza alimentare acuta dall’inizio del 2024. Una cifra in aumento rispetto ai 61,9 milioni del 2023 e che non fa altro che sottolineare la natura critica della situazione e la necessità di un'azione immediata. In Sudan, per esempio, la carestia è già in corso nel campo di Zamzam, nel Darfur settentrionale, mentre altre tredici aree sono a rischio. “Stiamo assistendo per il quinto anno consecutivo di peggioramento della sicurezza alimentare nella regione cosiddetta dell'IGAD. È evidente che è necessario un cambiamento: dalle risposte di emergenza a un approccio che preveda e attenui gli impatti dovuti al clima” commenta il coordinatore della FAO per l'Africa orientale, Farayi Zimudzi. Per il quale oggi bisogna puntare a mettere in campo maggiori sforzi per costruire la pace, poiché l’impatto dei conflitti in tutta la regione ma in particolare in Sudan sta portando fame e malnutrizione.

Le cause. Gli sbalzi climatici frequenti e gli eventi meteorologici estremi contribuiscono in modo significativo all'insicurezza alimentare regionale. Al momento le conseguenze più gravi per tutta la regione derivano dalla grave siccità che ha colpito il Corno d'Africa orientale nei tre anni dal 2020 al 2023 e, di contro, le recenti inondazioni dovute a El Niño. La mancanza di acqua e di pioggia ha avuto un impatto negativo sulla produzione agricola e sul bestiame mentre le inondazioni hanno distrutto le poche scorte a disposizione. Al fattore climatico, che al momento è il più importante e anche il più difficile da contenere se non con interventi umanitari consistenti, si sono aggiunte altre cause che vanno dal deprezzamento della valuta, all'inflazione fino alla volatilità dei mercati alimentari globali.

E ci sono 25 milioni di sfollati. Inoltre la crisi degli sfollati nella regione ha raggiunto livelli senza precedenti: 25 milioni di persone hanno dovuto abbandonare case e villaggi nella prima metà del 2024. In particolare il conflitto in corso in Sudan ha provocato la fuga di 7,9 milioni di persone da aprile 2023: a oggi è la più grande crisi di sfollamento interno del mondo. “Il conflitto in Sudan ha innescato la più grande crisi alimentare del mondo, con più di metà della popolazione che lotta per mettere un po’ di cibo nel piatto ogni giorno. La violenza e l'insicurezza hanno spinto milioni di persone a cercare protezione sia nel proprio Paese che in quelli limitrofi, i quali sono a loro volta alle prese con alti livelli di insicurezza alimentare e instabilità e questo sta mettendo ancora più pressione sulle limitate risorse umanitarie”, spiega Rukia Yacoub, vice direttrice regionale del World Food Programme per l'Africa orientale.

Che cosa è l’insicurezza alimentare acuta. E’ la condizione in cui una persona non è in grado di accedere con facilità al cibo e ai mezzi di sostentamento. L’insicurezza alimentare acuta viene determinata utilizzando misure riconosciute a livello internazionale, come la Classificazione di fase della sicurezza alimentare integrata (IPC). Non va confusa con la fame cronica, che viene segnalata ogni anno nel rapporto delle Nazioni Unite sullo stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo. La fame cronica si verifica quando una persona non riesce ad accedere a cibo sufficiente per un periodo prolungato e questo gli impedisce di mantenere uno stile di vita sano e attivo.

I commenti dei lettori