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Gaza, uno staff di Emergency è all’interno della Striscia per iniziare un progetto di assistenza sanitaria

Gaza, uno staff di Emergency è all’interno della Striscia per iniziare un progetto di assistenza sanitaria

Il capo-missione: “L’ingresso sewgli aiuti è difficoltoso; più dell’80%del territorio è sotto ordine di evacuazione”

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MILANO - Dopo alcuni mesi di attesa per ottenere il permesso umanitario, EMERGENCY è entrata a Gaza per offrire assistenza sanitaria di base alla popolazione martoriata dalla guerra. Nei mesi scorsi, in attesa dell’autorizzazione definitiva a entrare nella Striscia, l’Ong fondata da Gino Strada ha lavorato per definire il progetto e attivare un coordinamento con le agenzie delle Nazioni Unite e altri partner presenti sul territorio.

Limitati spazi di manovra per gli aiuti. “La possibilità di portare aiuti nella Striscia deve fare i conti con grandi limitazioni nell’accesso delle organizzazioni umanitarie, con le difficili condizioni di sicurezza – spiega Stefano Sozza, capo-missione di EMERGENCY a Gaza – e con uno spazio umanitario garantito che è andato restringendosi sempre di più da novembre ad oggi. Oggi circa 305 chilometri quadrati, ovvero quasi l'84% della Striscia di Gaza, sono stati posti sotto ordine di evacuazione”.

Ristretta l’area umanitaria di al-Mawasi. Dal 12 agosto scorso, l'area umanitaria ad al-Mawasi – città beduina palestinese sulla costa meridionale della Striscia di Gaza – si è ridotta dai 58,9 chilometri quadrati di inizio 2024 ai circa 46 chilometri quadrati attuali. Secondo l’aggiornamento di OCHA della scorsa settimana, nella prima metà di agosto sono state negate dalle autorità israeliane sessantotto missioni umanitarie, circa un terzo delle missioni programmate a inizio mese.

L’urgenza dell’assistenza di base: i pochi ospedali fanno solo urgenze. “Ora che siamo riusciti a entrare a Gaza – prosegue Sozza – stiamo cercando un’area dove costruire e aprire una clinica per fornire assistenza di base alla popolazione. I bisogni sanitari sono enormi e gli ospedali locali che ancora sono operativi non riescono a gestirli tutti: oltre a non avere lo staff e i farmaci necessari, spesso sono sovraffollati perché – in mancanza di altre strutture - i malati si rivolgono agli ospedali anche per necessità che potrebbero essere trattate ambulatorialmente. La situazione nella Striscia è critica e la popolazione è allo stremo: oltre alla mancanza di servizi sanitari, pesano soprattutto la scarsità di acqua, di cibo e di abitazioni”.

Ciò che garantirà Emergency. La clinica offrirà primo soccorso, stabilizzazione di emergenze medico-chirurgiche e trasferimento presso strutture ospedaliere, assistenza medico-chirurgica di base per adulti e bambini, attività ambulatoriali di salute riproduttiva e follow up infermieristico post-operatorio. Nello stesso tempo, EMERGENCY avrà una base logistica in Giordania a supporto del team operativo sul territorio palestinese.

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