Mine anti uomo, la Croazia completa la bonifica di tutto il territorio
La Croazia si è finalmente liberata delle mine anti uomo. Il Paese ha assolto l’obbligo di sminare tutti i territori contaminati in virtù dell’adesione alla storica convenzione di Ottawa sul divieto di uso, stoccaggio, produzione e trasferimento delle mine antiuomo. Tra i doveri degli stati che aderiscono al trattato c’è anche quello di bonificare tutte le aree ancora contaminate. Nell’annunciare la fine delle operazioni, la Croazia ha sottolineato l’importanza di questa azione sia sotto il profilo legale che quello umanitario. “Completando gli obblighi previsti dall'articolo 5, la Croazia mantiene una promessa fatta ai suoi cittadini nel 1998, quando abbiamo accettato di essere vincolati dal trattato.
Decenni di tenace volontà politica. Questo risultato riflette decenni di costante volontà politica, responsabilità nazionale e collaborazione con gli operatori, nonché una stretta cooperazione con i partner internazionali nel perseguimento di un chiaro obiettivo umanitario: eliminare la minaccia delle mine antiuomo e proteggere le generazioni future”, ha detto il ministro dell’Interno Davor Božinović. Ci sono voluti trent’anni perché la Croazia smaltisse tutti i residuati bellici. Sono state rinvenute in tutto 107 mila mine terrestri e 470 mila ordigni inesplosi.
La Convenzione di Ottawa. È stata adottata a Oslo e firmata a Ottawa nel 1997 ed è entrata in vigore ventisette anni fa, il 1° marzo 1999. È il principale trattato umanitario e di disarmo volto a porre fine alle sofferenze causate dalle mine antiuomo, vietando l'uso, lo stoccaggio, la produzione e il trasferimento, garantendone la distruzione e fornendo assistenza alle vittime. Tutti gli Stati parte della convenzione hanno distrutto oltre 53 milioni di mine anti uomo. L'attuazione del trattato ha contribuito alla pace e allo sviluppo, rendendo nuovamente sicuri miliardi di metri quadrati di territorio per le attività umane e fornendo sostegno a coloro che sono stati colpiti da queste armi.
L’uscita dell’Ucraina dal trattato. Il 28 giugno 2025 l’Ucraina ha deciso di uscire dal trattato per affrontare la Russia che non ha mai aderito al trattato e fa ampio uso di questo strumento di morte. Anche la Polonia ha formalmente abbandonato il trattato a febbraio 2026, dopo quattordici anni di adesione. La decisione è stata sostenuta dal primo ministro Donald Tusk e condivisa con Lituania, Lettonia, Estonia e Finlandia, anch’essi usciti dalla convenzione, al fine di rafforzare la sicurezza sul confine orientale contro le minacce russe.