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Repubblica democratica del Congo orientale: ancora stupri, sequestri e uccisioni di civili

Repubblica democratica del Congo orientale: ancora stupri, sequestri e uccisioni di civili

La popolazione è vittima ogni giorno di crimini di guerra e contro l’umanità. I continui attacchi indiscriminati su anziani, bambini e donne

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ROMA – Il nuovo rapporto di Amnesty International, “Non avevo mai visto così tanti cadaveri”, accende le luci su quanto sta accadendo nella Repubblica democratica del Congo orientale, dove i civili sono vittime di violenze equiparabili a crimini di guerra e contro l'umanità. Il dossier analizza soprattutto le responsabilità delle Forze democratiche alleate, nate in Uganda negli anni '90 e dal 2019 riconosciute dallo Stato islamico, sebbene in un contesto di grande instabilità e di guerra asimmetrica, come quella che vive la Rdc orientale, le violazioni dei diritti umani siano all'ordine del giorno. Anche le Forze armate ufficiali (Fardc), che combattono per il governo e sono supportate dalla missione Onu Monusco, sono accusate infatti di crimini e corruzione. Per questa indagine Amnesty ha intervistato 71 persone tra testimoni diretti degli attacchi e sopravvissuti, membri della società civile, funzionari militari, di polizia e operatori umanitari nella provincia del Nord Kivu.

“Sparavano a qualsiasi cosa si muovesse”. L’organizzazione ha documentato otto aggressioni delle ADF nella provincia di Ituri e nel Nord Kivu tra il 2024 e il 2025. Sebbene il primo obiettivo delle ADF siano le FARDC e i loro alleati, negli ultimi anni hanno iniziato a prendere di mira le persone comuni sia per rappresaglia, sia per rubare cibo, medicine e rifornimenti.Lo scorso 8 settembre, nel villaggio di Ntoyo, i combattenti delle ADF si sono travestiti da civili e hanno partecipato a una veglia funebre col solo scopo di uccidere i presenti. La strage, compiuta con martelli, asce, machete e armi da fuoco, ha causato la morte di oltre sessanta persone nell’impunità assoluta.Un uomo ha visto i miliziani ammazzare sua sorella con un'ascia. Una donna ha raccontato del rapimento delle sue quattro figlie. Un'altra testimone ha detto di aver trovato i corpi dei suoi genitori il giorno dopo l’eccidio: il padre morto per i colpi d'arma da fuoco, la madre colpita con un martello. “Non avevo mai visto così tanti cadaveri”, ha commentato.

I crimini delle ADF. Sequestri a scopo di riscatto, stupri, torture, lavori forzati, schiavitù sessuale, omicidi: la lista è lunga. Le persone rapite vengono trattenute in campi informali nascosti nelle foreste e sono costrette a obbedire agli ordini dei combattenti delle ADF: procurare cibo e acqua, cucinare, raccogliere informazioni, ritirare consegne, estrarre minerali, dare supporto agli attacchi. Chi non lo fa, o chi mostra segni di stanchezza, viene ucciso.

Il reclutamento dei bambini. Le ADF sono considerate dalle Nazioni Unite tra le principali responsabili dell’ingaggio di bambini nella Repubblica Democratica del Congo orientale. Una ragazza rapita quando aveva meno di 15 anni, e sopravvissuta, ha raccontato: “Ci insegnavano l’arabo perché erano musulmani. Dopo le lezioni di lingua ci addestravano al combattimento”.

La violenza contro le donne. La strategia delle ADF prevede che le donne siano un incentivo, un premio da dare agli uomini affinché si impegnino di più. Una ragazza sequestrata quando era ancora adolescente ha raccontato di uno scambio di battute avuto con il capo del campo: “Gli ho detto che ero ancora giovane per sposarmi, avevo 16 anni. Lui mi ha risposto che era un’età giusta, loro davano in moglie anche ragazze di 12 anni”. Se non avesse accettato il matrimonio sarebbe stata uccisa. Quando queste donne sono riuscite finalmente a scappare dal regime di schiavitù sessuale e servitù domestica, si sono trovate ad affrontare lo stigma della società. Una testimone ha confessato di avere pensato più volte al suicidio a causa della pressione che le facevano i suoceri affinché uccidesse i due figli nati nella boscaglia.

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