Panama, il terremoto di due giorni fa ha distrutto 419 scuole e venti ospedali
ROMA - Il terremoto di magnitudo 7,5, che ha colpito Panama due giorni fa, ha provocato danni ad abitazioni, scuole, strutture sanitarie, strade, ponti e infrastrutture idriche, in particolare nelle province di Veraguas, Coclé, Los Santos e Herrera. Le informazioni arrivano da un breve rapporto di UNICEF, che sta già organizzando i primi interventi. Ieri, il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza. Secondo il Centro operativo nazionale per le emergenze, 27 persone hanno riportato ferite e fino a ieri non sono stati segnalati né decessi né dispersi. Circa 300 persone sono state evacuate a titolo preventivo da Isla Caña, mentre otto famiglie sono state accolte in un rifugio temporaneo a Penonomé.
I danni a scuole e presidi sanitari. I ministeri che, rispettivamente, hanno la delega dell’istruzione e della salute, hanno fatto sapere che 419 strutture scolastiche sono state colpite in tutto il Paese e che una ventina di strutture sanitarie hanno subito danni seri, tanto da dover sospendere le loro attività. I danni a strade e ponti hanno limitato l’accesso a diverse comunità rurali. Sebbene l’approvvigionamento idrico sia stato ripristinato nei principali impianti di trattamento, la situazione nelle aree rurali colpite è ancora oggetto di valutazione.
Ora ci si concentra su acqua, igiene, istruzione, salute e protezione dell’infanzia. L’UNICEF sta sostenendo la risposta guidata dal Governo e valutando le esigenze prioritarie che riguardano i bambini e le famiglie. Gli sforzi iniziali si concentrano sui settori acqua e igiene, istruzione, salute e protezione dell’infanzia, compresa la valutazione dei servizi idrici e igienico-sanitari nelle comunità colpite, nelle scuole, nelle strutture sanitarie e nei rifugi temporanei.