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Armi, la logistica e le rotte mondiali della filiera bellica: i passaggi silenziosi anche in Italia

Un libro-inchiesta da acquistare in libreria, pubblicato nelle edizioni di “Altreconomia”
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MILANO – Ogni giorno tonnellate di esplosivi, munizioni, carburanti speciali e componenti per jet da combattimento attraversano in silenzio i porti, i binari e gli aeroporti d’Italia e del mondo. E’ questo l’incipit di un libro-inchiesta di Linda Maggiori pubblicata sull’ultimo numero di Altreconomia.

Sono le vie invisibili della logistica bellica. Sono le infrastrutture civili convertite nel retrovia di conflitti sanguinosi, primo tra tutti il massacro nella Striscia di Gaza. In questa inchiesta documentata e rigorosa, Linda Maggiori svela come le rotte dei giganti del trasporto e i cavilli normativi permettano alle armi di viaggiare al riparo della segretezza di Stato.

Ma è anche il racconto di una resistenza civile. La resistenza civile dalle banchine dei porti di Ancona, Cagliari, Carrara, Genova, Gioia Tauro, Livorno, Ravenna, Trieste, Venezia, fino a tutto il Mediterraneo; le voci di portuali, ferrovieri e attivisti che rischiano in prima persona per bloccare i carichi di morte rifiutando il ruolo di complici.

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