Un caffé con lo zucchero biologico
per promuovere il commercio solidale
di ROSARIA AMATO
Fino al 17 ottobre Altromercato presenta la seconda edizione di Equopertutti, la manifestazione dedicata al comparto, che quest'anno ha raggiunto un fatturato di 90 milioni di euro, con incrementi delle vendite che per alcuni prodotti sono tra l'80 e il 90%. Dal 21 al 25 ottobre 'Terra Madre', con Slow Food
ROMA - E' nel nome del caffé e dello zucchero, due prodotti emblema da un lato delle storture del commercio internazionale, e dall'altro delle conquiste del commercio solidale, che si tiene 'Equopertutti',la manifestazione promossa da Altromercato, la principale organizzazione italiana di fair trade, cominciata sabato scorso e ancora nelle principali città italiale fino al 17 ottobre. Appuntamenti non solo nelle 350 Botteghe del Mondo, protagoniste del sistema di Altromercato,ma anche nelle piazze, nelle stazioni e nei supermercati, per conoscere i prodotti del commercio equo, chiedendosi soprattutto in cosa consista l'equità, e perché valga la pena di promuoverla.
Il caffé, per esempio: ogni giorno, ricorda Altromercato, in Italia se ne bevono settanta milioni di tazzine. A deciderne il prezzo, ricorda l'organizzazione, non sono però i maggiori produttori, in Messico o Vietnam, ma le fluttuazioni delle principali Borse del mondo, a comin…
Il caffé, per esempio: ogni giorno, ricorda Altromercato, in Italia se ne bevono settanta milioni di tazzine. A deciderne il prezzo, ricorda l'organizzazione, non sono però i maggiori produttori, in Messico o Vietnam, ma le fluttuazioni delle principali Borse del mondo, a comin…
ROMA - E' nel nome del caffé e dello zucchero, due prodotti emblema da un lato delle storture del commercio internazionale, e dall'altro delle conquiste del commercio solidale, che si tiene 'Equopertutti',la manifestazione promossa da Altromercato, la principale organizzazione italiana di fair trade, cominciata sabato scorso e ancora nelle principali città italiale fino al 17 ottobre. Appuntamenti non solo nelle 350 Botteghe del Mondo, protagoniste del sistema di Altromercato,ma anche nelle piazze, nelle stazioni e nei supermercati, per conoscere i prodotti del commercio equo, chiedendosi soprattutto in cosa consista l'equità, e perché valga la pena di promuoverla.
Il caffé, per esempio: ogni giorno, ricorda Altromercato, in Italia se ne bevono settanta milioni di tazzine. A deciderne il prezzo, ricorda l'organizzazione, non sono però i maggiori produttori, in Messico o Vietnam, ma le fluttuazioni delle principali Borse del mondo, a cominciare da New York e Londra. Tanto che alla fine al produttore arriva soltanto un modestissimo 3 per cento del prezzo finale. Tagliando i troppi passaggi della filiera, Altromercato riesce, allo stesso prezzo, a far arrivare in tasca al produttore ben il 47 per cento. Per lo zucchero la questione diventa anche di maggiore qualità: il sistema di produzione e commercio è tale che sulle nostre tale rischiamo di fare arrivare prodotti frutto di coltivazioni intensive, che utilizzano un eccesso di agenti chimici, pesticidi e fertilizzanti. Il commercio equo e solidale predilige invece le coltivazioni biologiche.
Una scelta che i consumatori sembrano apprezzare, dal momento che, a fronte di una rovinosa caduta dei consumi che ha accompagnato la crisi economica negli ultimi due anni, le vendite di zucchero grezzo o integrale distribuito da Altromercato negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 16 per cento. Del resto tutti i settori del commercio solidale hanno registrato un vero e proprio boom delle vendite nello stesso periodo, alla faccia della crisi: le vendite di abbigliamento e accessori, per esempio, sono cresciute dell'89 per cento e quelle della 'detergenza solidale' dedicata ai bambini del 70 per cento; le vendite degli 'articoli da ricorrenza' (dai panettoni alle bomboniere) sono cresciute invece del 21,7 per cento.
Il fatturato totale di Altromercato ha raggiunto ormai i 90 milioni di euro, dei quali la maggior parte vengono dal comparto alimentare (55 milioni), e in parte minore dall'artigianato (16 milioni), dal comparto fresco (16 milioni), e infine dalla cosmesi (3 milioni). Altromercato vanta una quota del 20 per cento nel mercato italiano del caffé biologico. Il canale di vendita principale è rappresentato dalle Botteghe del Mondo, ma si calcola un 20 per cento di incidenza del canale della Grande Distribuzione Organizzata sul totale del fatturato.
Dal 21 al 25 ottobre, inoltre, le Botteghe del Mondo aderiscono alla campagna Terra Madre, promossa dall'associazione Slow Food: parte del ricavato della vendita dei prodotti verrà devoluto alle 'comunità del cibo' della rete di produttori di Terra Madre.
Nata nel 2004 su iniziativa dell'associazione Slow Food, Terra Madre è formata da migliaia persone accomunate dalla stessa volontà: garantire a tutti l'accesso a un cibo di qualità e costruire dal basso un modello di produzione alimentare locale rispettoso degli equilibri naturali, della dignità dei produttori, della salute dei consumatori. Il meeting annuale di Terra Madre si terrà a Torino, in contemporanea con il Salone Internazionale del Gusto.
Il caffé, per esempio: ogni giorno, ricorda Altromercato, in Italia se ne bevono settanta milioni di tazzine. A deciderne il prezzo, ricorda l'organizzazione, non sono però i maggiori produttori, in Messico o Vietnam, ma le fluttuazioni delle principali Borse del mondo, a cominciare da New York e Londra. Tanto che alla fine al produttore arriva soltanto un modestissimo 3 per cento del prezzo finale. Tagliando i troppi passaggi della filiera, Altromercato riesce, allo stesso prezzo, a far arrivare in tasca al produttore ben il 47 per cento. Per lo zucchero la questione diventa anche di maggiore qualità: il sistema di produzione e commercio è tale che sulle nostre tale rischiamo di fare arrivare prodotti frutto di coltivazioni intensive, che utilizzano un eccesso di agenti chimici, pesticidi e fertilizzanti. Il commercio equo e solidale predilige invece le coltivazioni biologiche.
Una scelta che i consumatori sembrano apprezzare, dal momento che, a fronte di una rovinosa caduta dei consumi che ha accompagnato la crisi economica negli ultimi due anni, le vendite di zucchero grezzo o integrale distribuito da Altromercato negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 16 per cento. Del resto tutti i settori del commercio solidale hanno registrato un vero e proprio boom delle vendite nello stesso periodo, alla faccia della crisi: le vendite di abbigliamento e accessori, per esempio, sono cresciute dell'89 per cento e quelle della 'detergenza solidale' dedicata ai bambini del 70 per cento; le vendite degli 'articoli da ricorrenza' (dai panettoni alle bomboniere) sono cresciute invece del 21,7 per cento.
Il fatturato totale di Altromercato ha raggiunto ormai i 90 milioni di euro, dei quali la maggior parte vengono dal comparto alimentare (55 milioni), e in parte minore dall'artigianato (16 milioni), dal comparto fresco (16 milioni), e infine dalla cosmesi (3 milioni). Altromercato vanta una quota del 20 per cento nel mercato italiano del caffé biologico. Il canale di vendita principale è rappresentato dalle Botteghe del Mondo, ma si calcola un 20 per cento di incidenza del canale della Grande Distribuzione Organizzata sul totale del fatturato.
Dal 21 al 25 ottobre, inoltre, le Botteghe del Mondo aderiscono alla campagna Terra Madre, promossa dall'associazione Slow Food: parte del ricavato della vendita dei prodotti verrà devoluto alle 'comunità del cibo' della rete di produttori di Terra Madre.
Nata nel 2004 su iniziativa dell'associazione Slow Food, Terra Madre è formata da migliaia persone accomunate dalla stessa volontà: garantire a tutti l'accesso a un cibo di qualità e costruire dal basso un modello di produzione alimentare locale rispettoso degli equilibri naturali, della dignità dei produttori, della salute dei consumatori. Il meeting annuale di Terra Madre si terrà a Torino, in contemporanea con il Salone Internazionale del Gusto.