Contro la crisi Scec, Eurosic ed Ecoeuro
la moneta locale che batte l'inflazione
di ROSARIA AMATO
Le esperienze delle associazioni e degli enti locali che hanno promosso l'emissione di valute alternative, che permettono di ottenere una riduzione negli esercizi convenzionati, e agiscono da calmiere del mercato
ROMA - Un tempo a Supino, nel frusinate, c'era una fiorente economia industriale, e la popolazione viveva abbastanza bene. Poi è arrivata la crisi, e con la crisi la flessione dei consumi: i commercianti locali rischiavano di soccombere, stretti tra le difficoltà delle famiglie e la concorrenza della grande distribuzione organizzata. E allora, nel marzo di quest'anno hanno deciso di lanciare l'Eurosic, la banconota locale da un euro che permette di fare acquisti negli esercizi convenzionati con uno sconto che va dal 10 al 20%. Il risultato è andato al di là delle aspettative: finora al Comune sono arrivate 10.000 richieste (il doppio del numero di abitanti del Paesino), all'iniziativa hanno aderito commercianti di tutta la provincia, e sono arrivate richieste persino da altre città, a cominciare da Bologna e Milano.
Non è un caso unico: un esperimento analogo è partito circa due mesi prima a Villanova, in provincia di Cagliari. Pr…
Non è un caso unico: un esperimento analogo è partito circa due mesi prima a Villanova, in provincia di Cagliari. Pr…
ROMA - Un tempo a Supino, nel frusinate, c'era una fiorente economia industriale, e la popolazione viveva abbastanza bene. Poi è arrivata la crisi, e con la crisi la flessione dei consumi: i commercianti locali rischiavano di soccombere, stretti tra le difficoltà delle famiglie e la concorrenza della grande distribuzione organizzata. E allora, nel marzo di quest'anno hanno deciso di lanciare l'Eurosic, la banconota locale da un euro che permette di fare acquisti negli esercizi convenzionati con uno sconto che va dal 10 al 20%. Il risultato è andato al di là delle aspettative: finora al Comune sono arrivate 10.000 richieste (il doppio del numero di abitanti del Paesino), all'iniziativa hanno aderito commercianti di tutta la provincia, e sono arrivate richieste persino da altre città, a cominciare da Bologna e Milano.
Non è un caso unico: un esperimento analogo è partito circa due mesi prima a Villanova, in provincia di Cagliari. Promotore dell'iniziativa in questo caso il Gruppo di Acquisto Solidale Cagliari "Circolo aperto". Il principio è lo stesso: l'euro locale deve essere speso insieme all'euro ufficiale, nella misura del 10% della cifra. Dopodiché chi lo riceve in funzione di pagamento lo rimette in circolazione: il tabaccaio lo spende in pizzeria, il ristoratore a propria volta lo dà al fruttivendolo, che lo dà al giornalaio.
A Camigliano, in provincia di Caserta, la moneta locale viene battuata dal sindaco, ed è spendibile solo in Paese: la ricevono in pagamento, per esempio, i bambini che portano a scuola il vetro da riciclare. Con questi buoni possono acquistare materiale didattico negli esercizi convenzionati.
Simile all'esperienza di Villanova e di Supino è quella, più nota e consolidata, legata al sistema SCEC (Sconto che cammina): a Napoli gli esercizi convenzionati sono oltre 150, successivamente l'iniziativa si è estesa anche a Roma, Firenze, Genova, Torino, Verona, Vicenza. Prima ancora, ancora ai tempi della lira, una decina d'anni fa, s'è parlato dei Simec, 'battuti' da un anziano signore di Guardagrele, Giacomo Auriti, in Abruzzo. Al sistema SCEC è dedicata un'approfondita voce di Wikipedia.
Non si tratta di vere e proprie monete, ma di 'buoni sconto circolari': Ecoroma (Roma), Scec (Napoli), Kro (Calabria), Thyrus (Terni), Tau (Toscana), Eco-Aspromonte non sono spendibili da soli, vanno accompagnati agli euro (veri). E non possono essere portati in banca, né sono rimborsabili da parte dell'emittente. A differenza di quanto accade in altri Paesi del mondo, per esempio in Brasile: nel Paese sudamericano vi sono intere comunità locali la cui economia si fonda sulla moneta alternativa, che diventa in qualche caso l'unica moneta utilizzata, senza il supporto della valuta ufficiale.
Presupposto del successo delle iniziative avviate in Italia è che nessuno rimanga con il cerino in mano. Finora i primi esperimenti sembrano riusciti. La gente è contenta, e ricomincia a spendere, assicura Marco Tricarico, titolare di una serie di negozi di ottica, promotore dell'iniziativa di Supino: "La positività del sistema è che più andiamo avanti, più ci sono richieste, più l'iniziativa si allarga. Al momento ci sono oltre 100 esercizi convenzionati in provincia di Frosinone, a Supino circa 30. Si va dal bar alla pizzeria, le onoranze funebri, il fioraio, il falegname, un pub, l'azienda che si occupa di alluminio, il parrucchiere, un dentista, l'agenzia di assicurazione".
Si tratta di un'iniziativa che agisce da calmiere dell'inflazione: le famiglie sono portate a scegliere gli esercizi che accettano i buoni, perché di fatto lì i beni o i servizi costano meno: "Ma è anche un invito al consumo", assicura Tricarico. La particolarità di Supino è che della distribuzione dei buoni non si fa carico un'associazione del terzo settore (come di solito avviene), ma il Comune, che procede con un invio di 70 Eurosic a fronte di qualunque richiedente (non si valuta il reddito). Al momento è previsto un unico invio, ma se l'esperimento dovesse precedere bene il Comune potrebbe anche prevedere erogazioni periodiche.
Non è un caso unico: un esperimento analogo è partito circa due mesi prima a Villanova, in provincia di Cagliari. Promotore dell'iniziativa in questo caso il Gruppo di Acquisto Solidale Cagliari "Circolo aperto". Il principio è lo stesso: l'euro locale deve essere speso insieme all'euro ufficiale, nella misura del 10% della cifra. Dopodiché chi lo riceve in funzione di pagamento lo rimette in circolazione: il tabaccaio lo spende in pizzeria, il ristoratore a propria volta lo dà al fruttivendolo, che lo dà al giornalaio.
A Camigliano, in provincia di Caserta, la moneta locale viene battuata dal sindaco, ed è spendibile solo in Paese: la ricevono in pagamento, per esempio, i bambini che portano a scuola il vetro da riciclare. Con questi buoni possono acquistare materiale didattico negli esercizi convenzionati.
Simile all'esperienza di Villanova e di Supino è quella, più nota e consolidata, legata al sistema SCEC (Sconto che cammina): a Napoli gli esercizi convenzionati sono oltre 150, successivamente l'iniziativa si è estesa anche a Roma, Firenze, Genova, Torino, Verona, Vicenza. Prima ancora, ancora ai tempi della lira, una decina d'anni fa, s'è parlato dei Simec, 'battuti' da un anziano signore di Guardagrele, Giacomo Auriti, in Abruzzo. Al sistema SCEC è dedicata un'approfondita voce di Wikipedia.
Non si tratta di vere e proprie monete, ma di 'buoni sconto circolari': Ecoroma (Roma), Scec (Napoli), Kro (Calabria), Thyrus (Terni), Tau (Toscana), Eco-Aspromonte non sono spendibili da soli, vanno accompagnati agli euro (veri). E non possono essere portati in banca, né sono rimborsabili da parte dell'emittente. A differenza di quanto accade in altri Paesi del mondo, per esempio in Brasile: nel Paese sudamericano vi sono intere comunità locali la cui economia si fonda sulla moneta alternativa, che diventa in qualche caso l'unica moneta utilizzata, senza il supporto della valuta ufficiale.
Presupposto del successo delle iniziative avviate in Italia è che nessuno rimanga con il cerino in mano. Finora i primi esperimenti sembrano riusciti. La gente è contenta, e ricomincia a spendere, assicura Marco Tricarico, titolare di una serie di negozi di ottica, promotore dell'iniziativa di Supino: "La positività del sistema è che più andiamo avanti, più ci sono richieste, più l'iniziativa si allarga. Al momento ci sono oltre 100 esercizi convenzionati in provincia di Frosinone, a Supino circa 30. Si va dal bar alla pizzeria, le onoranze funebri, il fioraio, il falegname, un pub, l'azienda che si occupa di alluminio, il parrucchiere, un dentista, l'agenzia di assicurazione".
Si tratta di un'iniziativa che agisce da calmiere dell'inflazione: le famiglie sono portate a scegliere gli esercizi che accettano i buoni, perché di fatto lì i beni o i servizi costano meno: "Ma è anche un invito al consumo", assicura Tricarico. La particolarità di Supino è che della distribuzione dei buoni non si fa carico un'associazione del terzo settore (come di solito avviene), ma il Comune, che procede con un invio di 70 Eurosic a fronte di qualunque richiedente (non si valuta il reddito). Al momento è previsto un unico invio, ma se l'esperimento dovesse precedere bene il Comune potrebbe anche prevedere erogazioni periodiche.