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L'INIZIATIVA

La Colletta del Banco Alimentare
quest'anno va anche in carcere

All'iniziativa parteciperanno infatti anche i detenuti di San Vittore, Monza e Opera. L'anno scorso sono state raccolte 8.600 tonnellate di alimenti, per il valore di 29 milioni di euro. In Italia ci sono oltre tre milioni di poveri 'assoluti', cioè al di sotto di uno "standard di vita minimamente accettabile". Punti di raccolta in 8100 supermercati

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ROMA - In Italia ci sono oltre tre milioni di persone in condizioni di povertà assoluta, il 5,2% dell'intera popolazione. E' soprattutto per loro, ma non solo, che il Banco Alimentare ha indetto per sabato 27 novembre la quattordicesima "Giornata Nazionale della Colletta Alimentare", una raccolta di alimenti a lunga conservazione che verranno acquistati da tutti coloro che vorranno partecipare all'iniziativa in oltre 8.100 supermercati e distribuiti, grazie all'aiuto di 110.000 volontari, a chi ne ha bisogno. L'anno scorso sono state raccolte 8.600 tonnellate di alimenti, per il valore di 29 milioni di euro.

Per la prima volta quest'anno all'iniziativa parteciperanno i detenuti delle carceri di San Vittore, Monza e Opera, che potranno fare la spesa grazie alla collaborazione di una società esterna al carcere, che consegnerà loro gli alimenti. I volontari del Banco Alimentare passeranno poi cella per cella a raccoglierli.

Tra i beni che è meglio acquistare per la colletta ci sono l'olio d'oliva, gli omogeneizzati e altri alimenti per l'infanzia, i legumi in scatola, tonno e carne in scatola, pelati e sughi pronti. Sul sito dell'associazione una raccomandazione da tenere sempre presente: controllare la data di scadenza dei prodotti che si acquistano.

Gli alimenti donati verranno smistati attraverso oltre 8000 strutture caritative (mense per i poveri, comunità per i minori, banchi di solidarietà, centri d'accoglienza). "Le donazioni di alimenti ricevuti durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare - spiegano gli organizzatori - andranno a integrare quanto la Rete Banco Alimentare raccoglie tutti i giorni, combattendo gli sprechi e salvando ogni anno 70.000 tonnellate di alimenti".

Infatti la Fondazione Banco Alimentare Onlus dal 1989 raccoglie le eccedenze di produzione della filiera agro-alimentare e, attraverso la propria rete di 21 organizzazioni diffuse sul territorio nazionale, le ridistribuisce.

E non solo agli indigenti in senso stretto: soprattutto la crisi negli ultimi tempi ha accentuato il fenomeno di quelli che la statistica definisce "working poor", persone che cioè lavorano e hanno un tetto sulla testa, ma hanno un reddito troppo basso, talmente basso che spesso non riescono neanche a garantire a se stessi e alla propria famiglia un'alimentazione adeguata.

Secondo l'ultima indagine Istat sulla povertà, riferita al 2009 e pubblicata nel luglio di quest'anno, l'incidenza della povertà relativa in Italia è pari al 10.8%, mentre quella della povertà assoluta risulta del 4,7%. L'incidenza di povertà assoluta è aumentata, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con "persona di riferimento" (chi contribuisce in modo maggiore con il proprio salario al mantenimento della famiglia, ndr) operaia (dal 5,9% al 6,9%).

In numeri assoluti, le famiglie in condizioni di povertà relativa (che cioè spendono per consumi, se si tratta di famiglie di quattro persone, meno di 1602,31 euro al mese), sono 2.657.000, oltre 7,8 milioni di persone. Mentre i poveri 'assoluti' sono 3.074.000 individui. Può essere interessante leggere la definizione data dall'Istat di povertà assoluta: si tratta di "una soglia di povertà che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per acquisire il paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di vita minimamente accettabili".