Mondo Solidale

"Sbilanciamoci", una contro-finanziaria ispirata ai diritti, all'ambiente, alla pace

Il rapporto diffuso qualche giorno fa. Secondo i 47 enti del non-profit che lo hanno scritto, la prima preoccupazione è fermare la crescita della povertà in Italia. Le 89 proposte per 7 macro aree raccolte in un sito

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ROMA - Per il 16° anno il rapporto Sbilanciamoci! dà voce alle proposte di una parte del non-profit e della società civile italiana sulla destinazione dei fondi pubblici della legge di stabilità, in discussione alla Camera a partire dal prossimo 6 dicembre. Le spese del governo per l'anno a venire, sostengono i 47 enti che hanno redatto il documento - presentato lo scorso 26 novembre al Senato - dovrebbero dare più spazio a ambiente, welfare, diritti e inclusione sociale. Da tagliare, invece, grandi opere e comparto militare, mentre il prelievo fiscale dovrebbe diventare strumento di redistribuzione del reddito. Duro il giudizio sull'operato del governo Renzi, accusato di aver "perso il controllo della spesa pubblica, accrescendo disuguaglianze economiche e sociali".

35 miliardi di diritti. Da Lunaria a Arci, passando per Cittadinanza Attiva, Legambiente, Antigone, Un Ponte Per, Emergency, gli estensori di "Sbilanciamoci!" immaginano una "controfinanziaria" da 35 miliardi, con un  pareggio fra entrate e uscite. Una spesa leggermente superiore a quella - di 31,5 miliardi - prevista dalla Commissione Bilancio del Senato a ottobre e modificabile da qui a fine anno. 89 proposte per 7 macro-aree, con lo scopo - nelle parole della portavoce Grazia Naletto - di "tagliare spese nocive, riorganizzare il fisco e investire nel sociale e nelle nuove tecnologie".

La povertà che cresce. Prima area d'intervento è quella della povertà. Sono 11 i miliardi che potrebbero essere destinati a un piano sperimentale di supporto al reddito per chi, come disoccupati di lungo periodo, precari e persone escluse dal mercato del lavoro, non ha nessuna forma di sostegno pubblico. Per Naletto si tratta di una "misura necessaria, presente ormai in tutta l'UE ad eccezione di Italia e Grecia". Nel 2016 sono sì previste risorse aggiuntive - 600 milioni in più rispetto al 2015 per non-autosufficienza e altre voci - ma, prosegue la portavoce, "sono interventi estemporanei e frammentari, che mostrano un disimpegno di fondo dello Stato".

Più piccoli e più sostenibili. A richiedere uno "sbilanciamento" sarebbe anche la discrepanza fra spese per le grandi opere - circa 2,8 miliardi nelle previsione del Senato (per autotrade e Tav) - e budget per l'ambiente - 16,3 milioni in totale. Un dato che "stride con gli obiettivi della conferenza ONU sul cambiamento climatico di Parigi e non dà spazio a settori come quello delle energie rinnovabili, per cui l'Italia potrebbe essere all'avanguardia, mentre oggi deve importare i pannelli solari dalla Germania". Tassando emissioni e estrazioni dal sottosuolo, si potrebbe infatti supportare un'industria hi-tech sostenibile e duratura.

Spese per i migranti. A far crescere i fondi per il 2016 - di 2/3 miliardi - potrebbe essere la "clausola migranti" della Commissione Europea, che permette di sforare il patto di stabilità a chi ha sostenuto spese straordinarie per l'accoglienza. Su questo pesa però, secondo Naletto, "la poca chiarezza del governo sulla spesa effettiva, che Ministero degli Interni e Ragioneria dello Stato valutano in modo difforme". In attesa che di un sblocco, probabilmente in primavera, secondo le associazioni 500 milioni di euro potrebbero essere risparmiati chiudendo i CIE e i grandi centri di accoglienza per richiedenti asilo, per investire sull'integrazione.

La battaglia culturale della trasparenza. "Come ogni anno abbiamo consegnato il rapporto a tutti i parlamentari", spiega Naletto, "ma poi vogliamo arrivare all'opinione pubblica, per far capire che, dal piccolo Comune allo Stato, ogni cittadino può controllare e influenzare i bilanci pubblici". In 15 anni, Sbilanciamoci "può dire di aver giocato un ruolo centrale nell'introduzione dei corpi civili di pace, nati da un concetto di sicurezza non militare, e nell'incremento delle risorse per il servizio civile nazionale, che dal 2014 sono tornati a crescere, con 100 milioni in più nel 2016". Sulle armi - F35, sommergibili e droni - "c'è invece ancora molto da fare, nonostante una mozione del 2014 che impegnava il governo a dimezzare le spese". 4 miliardi il risparmio previsto dalla riduzione di armamenti e effettivi dell'esercito.

Sbilanciarsi per la stabilità. Sono 5.000 gli emendamenti depositati alla Camera, che saranno ridotti e accorpati in fase di discussione, per arrivare, molto probabilmente, alla chiusura con un maxi-emendamento del governo, che potrebbe includere anche la proposta di Renzi sul bonus di 500 euro per i neo-maggiorenni, a cui "Sbilanciamoci!" oppone sgravi fiscali per universitari, fondi per le carriere artistiche e 20mila nuovi ricercatori in quattro anni (a fronte dei 1000 posti in un anno dichiarati dal premier lo scorso ottobre).