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Filippine, si estraggono le ricchissime risorse del sottosuolo ma alle comunità locali arriva poco o niente

Filippine, si estraggono le ricchissime risorse del sottosuolo ma alle comunità locali arriva poco o niente
Il Paese asiatico è tra i primi 5 al mondo per risorse minerarie. Emergono temi cruciali legati all'ambiente e alle disuguaglianze a livello planetario. L'uso dissennato del territorio e il disinteresse per la popolazione civile
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ROMA – Dalla città di Tacloban, che fu anche capitale delle Filippine, l'arcipelago del Sud Est asiatico formato da oltre 7.000 isole, emergono due temi cruciali, legati all'ambiente e alle disuguaglianze che aumentano a livello planetario. Questioni emblematiche, dunque, con diretti legami con le distorsioni del sistema economico globale contemporaneo, relativi all'uso dissennato del territorio e al disinteresse per gli abitanti delle aree estrattive - i baranggay, la più piccola unità di governo locale delle Filippine, dove se ne contano 138 - alle quali non arriva neanche un centesimo delle accise (peraltro scarsamente pagate) che le aziende straniere versano allo Stato filippino. Il Paese asiatico è tra i primi 5 al mondo per livello complessivo di risorse minerarie. Si calcola che il valore complessivo delle ricchezza del suo sottosuolo ammontino a 1,4 trilioni di dollari Usa; è poi al secondo posto per depositi aurei, è terzo per il rame oltre che con riserve per 152 milioni di barili di petrolio e 105 miliardi di metri cubi di gas naturale.

A cosa servirebbero quelle risorse. La quota per i governi locali sarebbe un grande aiuto per realizzare progetti di sviluppo, come il calcestruzzo stradale, l'approvvigionamento idrico e gli edifici scolastici, tra gli altri. Sono continue le esortazioni affinché tutte le società minerarie che operano nella provincia rispettino rigorosamente le leggi ambientali esistenti e pertinenti. L'isola di Homonhon, lunga 20 km, è soprattutto nota per i minerali metallici. Nel 2022 le società minerarie hanno estratto dall'isola 605.176 tonnellate di minerale di nichel e 19.105 tonnellate di cromite.

I guadagni delle aziende estrattive. Ben Evardone, governatore della Samar orientale - isola che fa parte delle Visayas, uno dei tre raggruppamenti principali di isole in cui sono suddivise amministrativamente le Filippine - ha ribadito la sua richiesta che le unità del governo locale che ospitano aziende estrattive dovrebbero avere una quota dell'accisa riscossa dalle operazioni minerarie nell'isola di Homonhon nella città di Guiuan. Lo stesso Evardone ha rivelato che i governi locali ospitanti devono ancora ricevere la loro quota di accise riscossa dal governo nazionale dalle società minerarie che operano nell'isola di Homonhon, dove operano ben quattro compagnie minerarie: si tratta di Techiron Resources, Inc., Emir Mineral Resources Corp., King Resources Mining Corp. e Global Min-met Resources, Inc. Secondo il governatore, l'anno scorso queste società minerarie hanno registrato guadagni complessivi per 9,3 miliardi di Peso filippino (PHP).

I diritti delle comunità locali. In base al codice del governo locale del 1991, i governi locali hanno diritto al 40% dei guadagni lordi derivanti da "tasse minerarie, royalties da riserve minerarie, oneri forestali e tasse e ricavi raccolti dalle risorse energetiche" nelle loro aree. La tassa riscossa sarà divisa tra le unità del governo locale che ospitano le operazioni minerarie, di cui il 40% per il villaggio, il 30% per il comune e il 30% per la provincia. Come richiesto dal National Internal Revenue Code del 1997, sarà imposta un'accisa del 4% sui minerali estratti o prodotti o sulle risorse di cava in base al valore di mercato effettivo della produzione lorda di questi prodotti a momento della loro rimozione. Un'accisa - va ricordato - è un'imposta sulla produzione, vendita o consumo di una merce in un Paese.