ROMA – In diverse occasioni e su fronti diversi emerge sempre più spesso un quadro impietoso delle responsabilità delle banche e della finanza internazionale di fronte ai pericoli del collasso ecologico. Insomma, di sostenibilità si parla ovunque: in ogni dichiarazione, in ogni discorso, in ogni accordo. Anche e soprattutto in ambito economico. E’ quasi impossibile trovare banche che non vantino la propria “attenzione all'ambiente”. Ma sono poi le stesse banche che continuano a finanziare l'industria dei combustibili fossili con centinaia di miliardi di dollari l'anno.
Un paradosso o un inganno? Questo paradosso (ma forse è solo un inganno, chissà) è alla base del nuovo libro di Andrea Baranes, uno dei più lucidi critici della finanza internazionale. Il titolo è "O la Borsa o la vita" vengono svelate le contraddizioni di un sistema che si prefigge il massimo profitto nel minore tempo possibile e allo stesso tempo si sbraccia per dichiarare la propria compatibilità ecologica. È oramai assodato che per mantenere il riscaldamento globale entro limiti accettabili la gran parte delle scorte note di combustibili fossili vanno tenute sottoterra: ma le quotazioni di Borsa delle maggiori imprese del settore dipendono proprio da quante scorte potranno essere estratte e bruciate. Il saggio di Baranes, dunque, è un viaggio dentro i movimenti oscuri della finanza globale su cui si sta giocando il futuro del Pianeta.
Il dilemma: proteggere i mercati o la vita? Mantenere gli impegni sul clima potrebbe avere ripercussioni molto pesanti sui mercati finanziari, e tra tutelare le borse o proteggere la vita i governi e le istituzioni sembrano avere imboccato la strada del disastro climatico. "O la Borsa o la vita", dunque, non aiuta soltanto a comprendere i meccanismi che ci stanno conducendo verso quella che sono in molti a definire “un'apocalisse annunciata”, ma anche di additare i responsabili e di mettere in campo possibili soluzioni e alternative: impegnandoci, per evitare il peggio c'è ancora - poco - tempo.
L’autore. Andrea Baranes è stato un componente del CdA e del Comitato Esecutivo di Banca Etica e anche vicepresidente dal 2019 al 2022. Attualmente è ricercatore presso la Fondazione Finanza Etica nel board delle reti europee Finance Watch e FEBEA, la Federazione delle Banche Etiche e Alternative Europee.