Tasse agli immigrati, le correzioni possibili
"Ci saranno riduzioni e anche esenzioni"
di CARLO CIAVONI
Parla il sottosegretatio all'Interno con delega all'immigrazione e alle libertà civili, professor Saverio Ruperto. "Sarà analizzata la possibilità di introdurre una riduzione degli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno prevedendo esoneri per particolari situazioni di reddito o composizione del nucleo familiare
ROMA - Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri e il premier, Mario Monti stanno pensando seriamente di correggere prima possibile "l'eredità" che Tremonti e Maroni hanno lasciato in materia di tasse agli immigrati, che - secondo un dispositivo del governo Berlusconi, che diventerà legge alla fine di gennaio - imporrebbe una "stangata" fino a 200 euro per i permessi di soggiorno a cittadini stranieri residenti in italia, che già pagano le tasse sul proprio reddito. Sia la titolare del Viminale, che il Presidente del Consiglio hanno dato mandato ai rispettivi uffici legislativi per studiare il modo di cambiare sostanzialmente un provvedimento percepito come estremamente ingiusto.
La riunione di stamane. Stamattina c'è stata una prima riunione al termine della quale sono apparse le possibili vie d'uscita. La questione, del resto, è assai scivolosa perché si tratterebbe in sostanza di modificare una legge dello Stato ch…
La riunione di stamane. Stamattina c'è stata una prima riunione al termine della quale sono apparse le possibili vie d'uscita. La questione, del resto, è assai scivolosa perché si tratterebbe in sostanza di modificare una legge dello Stato ch…
ROMA - Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri e il premier, Mario Monti stanno pensando seriamente di correggere prima possibile "l'eredità" che Tremonti e Maroni hanno lasciato in materia di tasse agli immigrati, che - secondo un dispositivo del governo Berlusconi, che diventerà legge alla fine di gennaio - imporrebbe una "stangata" fino a 200 euro per i permessi di soggiorno a cittadini stranieri residenti in italia, che già pagano le tasse sul proprio reddito. Sia la titolare del Viminale, che il Presidente del Consiglio hanno dato mandato ai rispettivi uffici legislativi per studiare il modo di cambiare sostanzialmente un provvedimento percepito come estremamente ingiusto.
La riunione di stamane. Stamattina c'è stata una prima riunione al termine della quale sono apparse le possibili vie d'uscita. La questione, del resto, è assai scivolosa perché si tratterebbe in sostanza di modificare una legge dello Stato che, dunque, dovrebbe essere sostituita con altre norme attraverso un passaggio parlamentare, che potrebbe avere esiti assai incerti e dunque vanificare ogni tentativo di rendere più giusto il dispositivo. Così, il Viminale, d'intesa con il dicastero dell'Economia, sta studiando la possibilità di una "sostanziale riduzione" della tassa prevista da quel decreto del 6 ottobre scorso, ipotizzando anche la possibilità di una completa esenzioni.
"Ci vogliono criteri ragionevoli". A rendere note le intenzioni del Governo è stato oggi pomeriggio il sottosegretatio all'Interno (con delega all'immigrazione e alle libertà civili), professor Saverio Ruperto. "Fin dai prossimi giorni - ha detto il sottosegretario - sarà analizzata assieme al Ministero dell'Economia la possibilità di introdurre una sostanziale riduzione degli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno, anche prevedendo esenzioni per particolari situazioni di reddito o composizione del nucleo familiare. Una cosa - ha aggiunto il rappresentante del Governo - è contribuire, giustamente, alla copertura dei costi amministrativi legati al rilascio del permesso di soggiorno e alle altre attività connesse alla gestione del fenomeno immigratorio, altra cosa è invece aver introdotto un contributo a carico degli immigrati regolari, destinato al sostegno dei costi dei rimpatri degli irregolari. Si tratterà, in pratica - ha concluso Ruperto - di applicare due criteri ragionevoli che sono, da un lato, far pagare di meno, e fino all'esenzione, i meno abbienti; dall'altro, tener conto oltre che del reddito, della composizione del nucleo familiare, chi ha più figli deve pagare in proporzione di meno o nulla".
La copertura finanziaria. Resta tuttavia irrisolto il problema della copertura finanziaria. Con il provvedimento di Tremonti e Maroni si era immaginato di incamerare risorse da mettere in bilancio che, con le possibili correzioni dell'attuale Governo, potrebbero non esserci più. Il sottosegretatio Ruperto ha comunque assicurato che, assieme al Ministero dell'Economia, si valuteranno tutte le soluzioni possibili per intervenire senza creare problemi di bilancio.
La riunione di stamane. Stamattina c'è stata una prima riunione al termine della quale sono apparse le possibili vie d'uscita. La questione, del resto, è assai scivolosa perché si tratterebbe in sostanza di modificare una legge dello Stato che, dunque, dovrebbe essere sostituita con altre norme attraverso un passaggio parlamentare, che potrebbe avere esiti assai incerti e dunque vanificare ogni tentativo di rendere più giusto il dispositivo. Così, il Viminale, d'intesa con il dicastero dell'Economia, sta studiando la possibilità di una "sostanziale riduzione" della tassa prevista da quel decreto del 6 ottobre scorso, ipotizzando anche la possibilità di una completa esenzioni.
"Ci vogliono criteri ragionevoli". A rendere note le intenzioni del Governo è stato oggi pomeriggio il sottosegretatio all'Interno (con delega all'immigrazione e alle libertà civili), professor Saverio Ruperto. "Fin dai prossimi giorni - ha detto il sottosegretario - sarà analizzata assieme al Ministero dell'Economia la possibilità di introdurre una sostanziale riduzione degli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno, anche prevedendo esenzioni per particolari situazioni di reddito o composizione del nucleo familiare. Una cosa - ha aggiunto il rappresentante del Governo - è contribuire, giustamente, alla copertura dei costi amministrativi legati al rilascio del permesso di soggiorno e alle altre attività connesse alla gestione del fenomeno immigratorio, altra cosa è invece aver introdotto un contributo a carico degli immigrati regolari, destinato al sostegno dei costi dei rimpatri degli irregolari. Si tratterà, in pratica - ha concluso Ruperto - di applicare due criteri ragionevoli che sono, da un lato, far pagare di meno, e fino all'esenzione, i meno abbienti; dall'altro, tener conto oltre che del reddito, della composizione del nucleo familiare, chi ha più figli deve pagare in proporzione di meno o nulla".
La copertura finanziaria. Resta tuttavia irrisolto il problema della copertura finanziaria. Con il provvedimento di Tremonti e Maroni si era immaginato di incamerare risorse da mettere in bilancio che, con le possibili correzioni dell'attuale Governo, potrebbero non esserci più. Il sottosegretatio Ruperto ha comunque assicurato che, assieme al Ministero dell'Economia, si valuteranno tutte le soluzioni possibili per intervenire senza creare problemi di bilancio.