Mondo Solidale

Migranti, chi approda in Grecia diventa automaticamente espulso, anzi "riammesso"

Il flusso migratorio proveniente prevalentemente dall'Afghanistan e dalla Siria si scontra con il "muro" invalicabile delle autorità greche che non prendono neanche in considerazione l'ipotesi di ammettere richiedenti asilo. E poi ci sono le regole di Dublino 2

1 minuti di lettura
ROMA - Racconta M., 15 anni, fuggito dall'Afghanistan: "Non c'era un traduttore. Parlavo con la polizia del porto a gesti. Con le mani ho cercato di spiegare loro che volevo stare in Italia. Con le mani ho detto che avevo 15 anni. Loro, sempre con le mani, mi hanno detto: "Tu hai 20 anni, devi tornare in Grecia". Ogni anno, alcune migliaia di migranti e richiedenti asilo affrontano un viaggio drammatico cercando di raggiungere l'Italia dalla Grecia, nascosti nei traghetti commerciali che solcano l'Adriatico.

Respinti, anzi: "riammessi". La maggior parte di loro proviene dall'Afghanistan e dalla Siria, in fuga da guerre e persecuzioni. Molti di loro sono adolescenti, poco più che bambini. In nove casi su dieci, chi di loro viene scoperto durante il viaggio, o al momento dello sbarco, sono respinti - anzi, "riammessi" è il termine formale - dalle autorità italiane verso la Grecia, paese devastato dalla crisi economica e da una violenza xenofoba senza precedenti, dove il diritto d'asilo non viene di fatto garantito e dove migranti e rifugiati devono spesso affrontare condizioni di vita inumane e degradanti.

L'intervento di MEDU. Perché dunque all'interno dell'Area Shengen così tanti potenziali richiedenti asilo devono affrontare un viaggio che comporta rischi per la loro vita e la concreta possibilità di essere rimandati indietro? Per sei mesi, da aprile a settembre 2013, Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha intrapreso un'indagine-intervento, fornendo assistenza sanitaria a centinaia di migranti e richiedenti protezione internazionale in Grecia e in Italia e raccogliendo oltre cento testimonianze dirette di riammissioni sommarie di adulti e minori stranieri dai porti italiani al paese ellenico.

Il rapporto "Porti sicuri".
Le evidenze che emergono dall'indagine, raccolte nel rapporto che verrà presentato il prossimo 14 novembre, dimostrano come i valichi di frontiera adriatici del nostro paese non si possano considerare "porti sicuri" dal punto di vista della garanzia dei diritti fondamentali degli stranieri e come sia necessario porre in atto azioni urgenti affinché sia assicurata l'incolumità e la tutela dei migranti, in particolare dei richiedenti asilo e dei minori non accompagnati.

Tra i migranti a Patrasso.
La conferenza stampa vedrà la partecipazione di Medici per i Diritti Umani, dell'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) e di ZaLab che hanno collaborato alla realizzazione di questa indagine. ASGI esporrà l'azione legale intrapresa presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo a tutela di 19 migranti riammessi illegitimamente dall'Italia alla Grecia. ZaLab presenterà in anteprima il video-reportage "Riammessi" realizzato a Patrasso tra i migranti che hanno vissuto l'esperienza del respingimento e tra coloro che sono in attesa di imbarcarsi per l'italia.