Decreto flussi a rischio, il ministero: "Non c'è lavoro, disoccupazione anche tra gli immigrati"
di VLADIMIRO POLCHIIl rapporto interno dei tecnici del dicastero di Giovannini: "I lavoratori stranieri sono già troppi". Se fosse confermato dal governo questo orientamento, quest'anno non potrebbe entrare nessuno per via regolare
ROMA - L'Italia chiude le porte: stop a nuovi flussi di immigrati regolari. I lavoratori stranieri nel nostro Paese sono già troppi e cresce tra le loro fila l'esercito dei disoccupati. Ne sono certi i tecnici del ministero del Lavoro, che lo mettono nero su bianco in un recente rapporto interno. E così anche quest'anno per cercare fortuna in Italia resteranno aperti solo i canali d'ingresso irregolare, a meno di ripensamenti politici dell'ultima ora (il rapporto non è vincolante).
La relazione del ministero. La relazione dell'ottobre scorso è scritta dalla direzione generale dell'immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e si intitola: "Il mercato del lavoro dei lavoratori stranieri in Italia nel secondo trimestre 2013". All'interno delle 24 pagine viene proposta "una serie di considerazioni in merito al tema dei flussi in ingresso nel nostro Paese, derivanti sia dall'analisi dell'offerta che della domanda d…
La relazione del ministero. La relazione dell'ottobre scorso è scritta dalla direzione generale dell'immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e si intitola: "Il mercato del lavoro dei lavoratori stranieri in Italia nel secondo trimestre 2013". All'interno delle 24 pagine viene proposta "una serie di considerazioni in merito al tema dei flussi in ingresso nel nostro Paese, derivanti sia dall'analisi dell'offerta che della domanda d…
ROMA - L'Italia chiude le porte: stop a nuovi flussi di immigrati regolari. I lavoratori stranieri nel nostro Paese sono già troppi e cresce tra le loro fila l'esercito dei disoccupati. Ne sono certi i tecnici del ministero del Lavoro, che lo mettono nero su bianco in un recente rapporto interno. E così anche quest'anno per cercare fortuna in Italia resteranno aperti solo i canali d'ingresso irregolare, a meno di ripensamenti politici dell'ultima ora (il rapporto non è vincolante).
La relazione del ministero. La relazione dell'ottobre scorso è scritta dalla direzione generale dell'immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e si intitola: "Il mercato del lavoro dei lavoratori stranieri in Italia nel secondo trimestre 2013". All'interno delle 24 pagine viene proposta "una serie di considerazioni in merito al tema dei flussi in ingresso nel nostro Paese, derivanti sia dall'analisi dell'offerta che della domanda di lavoro".
Con il decreto flussi si fissano annualmente le quote di extracomunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo. In realtà, come sanno bene gli immigrati, il decreto è anche una chance per chi già sta sul territorio italiano: uscire dalla clandestinità e mettersi in regola.
Mezzo milione in cerca di lavoro. Stando ai tecnici del ministero, "da un lato, la costante contrazione della domanda e dall'altro il considerevole incremento delle persone in cerca di occupazione, determina una condizione in cui l'offerta di lavoro garantita dai lavoratori stranieri già presenti in Italia è più che sufficiente. Tale affermazione è corroborata da alcuni dati e segnatamente dalla presenza, nel secondo trimestre 2013, di oltre 500mila lavoratori stranieri in cerca di lavoro".
Un quadro fosco, con poche luci: "Gli unici segnali positivi - si legge - riguardano il segmento dei servizi alla persona, con una domanda in crescita anche nella fase di crisi, ma che gli attuali livelli di disoccupazione possono sostanzialmente compensare". Ed ecco la bocciatura di un eventuale nuovo decreto flussi: "La domanda di lavoro attesa può essere ampliamente soddisfatta nell'ambito dei settori, dei territori, e dei profili richiesti, compreso il settore domestico, dell'offerta di lavoro disponibile, anche in assenza di una nuova programmazione di quote generali tramite i decreti flussi annuali".
La relazione del ministero. La relazione dell'ottobre scorso è scritta dalla direzione generale dell'immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e si intitola: "Il mercato del lavoro dei lavoratori stranieri in Italia nel secondo trimestre 2013". All'interno delle 24 pagine viene proposta "una serie di considerazioni in merito al tema dei flussi in ingresso nel nostro Paese, derivanti sia dall'analisi dell'offerta che della domanda di lavoro".
Con il decreto flussi si fissano annualmente le quote di extracomunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo. In realtà, come sanno bene gli immigrati, il decreto è anche una chance per chi già sta sul territorio italiano: uscire dalla clandestinità e mettersi in regola.
Mezzo milione in cerca di lavoro. Stando ai tecnici del ministero, "da un lato, la costante contrazione della domanda e dall'altro il considerevole incremento delle persone in cerca di occupazione, determina una condizione in cui l'offerta di lavoro garantita dai lavoratori stranieri già presenti in Italia è più che sufficiente. Tale affermazione è corroborata da alcuni dati e segnatamente dalla presenza, nel secondo trimestre 2013, di oltre 500mila lavoratori stranieri in cerca di lavoro".
Un quadro fosco, con poche luci: "Gli unici segnali positivi - si legge - riguardano il segmento dei servizi alla persona, con una domanda in crescita anche nella fase di crisi, ma che gli attuali livelli di disoccupazione possono sostanzialmente compensare". Ed ecco la bocciatura di un eventuale nuovo decreto flussi: "La domanda di lavoro attesa può essere ampliamente soddisfatta nell'ambito dei settori, dei territori, e dei profili richiesti, compreso il settore domestico, dell'offerta di lavoro disponibile, anche in assenza di una nuova programmazione di quote generali tramite i decreti flussi annuali".