ROMA - Ali è un mago dei grissini. Li fa al peperoncino, al rosmarino, cacio e pepe, alla cipolla, al papavero e al finocchio. E poi all'uva passa e al vino rosso, il massimo. Ali lavora in una fattoria nelle campagne a nord di Roma. È un profugo afgano in Italia. Con lui faticano i suoi compagni d'avventura, tutti rifugiati e qualche ex detenuto. Il loro progetto ha un bel nome: si chiama "Fattorie migranti".
Cooperativa di migranti ed ex detenuti. "I nostri prodotti - spiegano dalle Fattorie - nascono nell'azienda agricola "Tenuta del cavaliere", alle porte di Roma. È qui che coltiviamo il nostro orto, che pascolano gli animali, che si trovano le nostre cucine e le nostre case. Il progetto è promosso dal comune di Roma e dalla cooperativa sociale PID e si chiama "Fattorie migranti", perché punta a insegnare un lavoro a un gruppo di migranti o ex detenuti che vogliono ritrovare il loro posto nella società, imparando un mestiere, acquisendo una specializzazione, creando una vera e propria cooperativa di agricoltura sociale".
Ali e i suoi compagni. "Il progetto è nato nel 2012 - racconta Livia Fiorletta, operatrice di Fattorie migranti - per formare al lavoro ex detenuti, ma soprattutto rifugiati e richiedenti asilo. Finora in dieci hanno partecipato, per lo più afgani come Ali. Tutto è cominciato quando il comune di Roma ci ha assegnato un terreno all'interno di un'azienda agricola comunale. Abbiamo avuto anche un casale che, dopo aver ristrutturato, abbiamo destinato a casa famiglia per i rifugiati".
Biscotti e grissini. Alle Fattorie migranti si coltiva la terra e si cuociono prodotti dolci e salati. "L'idea è quella di unire la valenza sociale del progetto all'altissima qualità dei prodotti. Per questo nelle nostre cucine ci sono cuochi professionisti che seguono passo passo la lavorazione dei prodotti. E per questo tutto è fatto interamente a mano, senza conservanti". Il progetto finora ha camminato grazie ai finanziamenti comunali. "Ma da questo mese dovremo andare avanti da soli, con la vendita dei nostri prodotti - fa sapere Fiorletta - con lo scopo anche di far diventare i migranti soci della cooperativa".
Cooperativa di migranti ed ex detenuti. "I nostri prodotti - spiegano dalle Fattorie - nascono nell'azienda agricola "Tenuta del cavaliere", alle porte di Roma. È qui che coltiviamo il nostro orto, che pascolano gli animali, che si trovano le nostre cucine e le nostre case. Il progetto è promosso dal comune di Roma e dalla cooperativa sociale PID e si chiama "Fattorie migranti", perché punta a insegnare un lavoro a un gruppo di migranti o ex detenuti che vogliono ritrovare il loro posto nella società, imparando un mestiere, acquisendo una specializzazione, creando una vera e propria cooperativa di agricoltura sociale".
Ali e i suoi compagni. "Il progetto è nato nel 2012 - racconta Livia Fiorletta, operatrice di Fattorie migranti - per formare al lavoro ex detenuti, ma soprattutto rifugiati e richiedenti asilo. Finora in dieci hanno partecipato, per lo più afgani come Ali. Tutto è cominciato quando il comune di Roma ci ha assegnato un terreno all'interno di un'azienda agricola comunale. Abbiamo avuto anche un casale che, dopo aver ristrutturato, abbiamo destinato a casa famiglia per i rifugiati".
Biscotti e grissini. Alle Fattorie migranti si coltiva la terra e si cuociono prodotti dolci e salati. "L'idea è quella di unire la valenza sociale del progetto all'altissima qualità dei prodotti. Per questo nelle nostre cucine ci sono cuochi professionisti che seguono passo passo la lavorazione dei prodotti. E per questo tutto è fatto interamente a mano, senza conservanti". Il progetto finora ha camminato grazie ai finanziamenti comunali. "Ma da questo mese dovremo andare avanti da soli, con la vendita dei nostri prodotti - fa sapere Fiorletta - con lo scopo anche di far diventare i migranti soci della cooperativa".