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Immigrati, 1° marzo: "Ventiquattr'ore senza di noi"

Sarà la quinta edizione dello "sciopero" di badanti, infermieri, braccianti stranieri che lavorano, magari da molti anni, in Italia, ma ancora senza diritti di cittadinanza.Ecco tutti gli appuntamenti previsti.
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di VLADIMIRO POLCHI
ROMA - Badanti? Scomparse. Infermieri? Introvabili. Braccianti? Svaniti nel nulla. Cosa accadrebbe al nostro Paese se tutti i migranti scioperassero? Il caos, o meglio, la paralisi. Ritorna lo sciopero degli immigrati. L'appuntamento è fissato per il 1° marzo 2014. "Ventiquattr'ore senza di noi": senza colf, badanti, babysitter, operai, ma anche infermieri, imprenditori, studenti.

Lo "sciopero dei migranti". In verità non si tratta di uno sciopero in senso tecnico (ben difficile da organizzare nel pianeta immigrazione), ma di una serie di iniziative e manifestazioni a livello locale (qui tutti gli appuntamenti). Una giornata per rispondere anche al "taglio" del ministero dell'Integrazione da parte del governo Renzi. "La giornata del Primo Marzo giunta nel 2014 alla V° edizione - si legge nell'appello del comitato - si è consolidata come un appuntamento per rinnovare l'impegno e la lotta per i diritti, co…
di VLADIMIRO POLCHI
ROMA - Badanti? Scomparse. Infermieri? Introvabili. Braccianti? Svaniti nel nulla. Cosa accadrebbe al nostro Paese se tutti i migranti scioperassero? Il caos, o meglio, la paralisi. Ritorna lo sciopero degli immigrati. L'appuntamento è fissato per il 1° marzo 2014. "Ventiquattr'ore senza di noi": senza colf, badanti, babysitter, operai, ma anche infermieri, imprenditori, studenti.

Lo "sciopero dei migranti". In verità non si tratta di uno sciopero in senso tecnico (ben difficile da organizzare nel pianeta immigrazione), ma di una serie di iniziative e manifestazioni a livello locale (qui tutti gli appuntamenti). Una giornata per rispondere anche al "taglio" del ministero dell'Integrazione da parte del governo Renzi. "La giornata del Primo Marzo giunta nel 2014 alla V° edizione - si legge nell'appello del comitato - si è consolidata come un appuntamento per rinnovare l'impegno e la lotta per i diritti, contro il razzismo, le frontiere e lo sfruttamento. Una mobilitazione che da alcuni anni unisce migranti e autoctoni per affermare la dignità dell'essere umano, il diritto alla libera circolazione e quello di scegliere liberamente dove risiedere, il valore del meticciato".

Un "anno drammatico". "Il 2013 è stato un anno caratterizzato da eventi drammatici e dalla crisi economica: peggiorano le condizioni lavorative, aumentano precariato e disoccupazione. A trovarsi nella posizione più critica sono i soggetti più deboli e ricattabili. E la maggior parte dei migranti si colloca a pieno titolo in questa categoria, anche per effetto della legge sull'immigrazione in vigore, che continua a tenere legati permesso di soggiorno e contratto di lavoro. L'Italia è diventata per i richiedenti asilo un Paese di transito ma le sue frontiere, in molti casi passaggi obbligati per chi aspiri ad entrare nella Fortezza Europa, continuano a rivelarsi come luoghi di morte. La tragedia del 3 ottobre non è in questo senso che la punta dell'iceberg. Una legge organica sull'asilo, di cui tante volte è stata sottolineata la necessità, ancora non c'è. Gli accordi di Dublino sono stati modificati in peggio, senza intaccare il principio per cui il richiedente asilo dovrà permanere nel primo Paese dell'Ue in cui sarà identificato, a prescindere dai suoi progetti di vita, dai suoi legami e dalla sua volontà".

Cie e ius soli. "Il sistema Cie, unanimemente riconosciuto come disumano, costoso e persino incapace rispetto agli scopi assegnati, rimane in vita, sebbene giorno dopo giorno, l'implosione di vari centri, abbia portato a una riduzione di quelli operativi. La tanto attesa nuova legge sulla cittadinanza, che dovrebbe contemplare il passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli, non c'è ancora. Di quella per riconoscere il diritto di voto amministrativo agli immigrati non si parla più. Eppure erano entrambe proposte di legge popolare a cui si era arrivati attraverso la campagna "L'Italia sono anch'io" con centinaia di migliaia di firme".

Le richieste del Primo Marzo. La Rete Primo Marzo chiede: una nuova legislazione in materia di immigrazione, la cittadinanza per tutti i figli di migranti nati o cresciuti in Italia, il diritto di voto amministrativo e regionale per stranieri residenti, instaurazione di corridoi umanitari, legge sull'asilo politico, abrogazione degli accordi bilaterali di respingimento, chiusura immediata di tutti i Cie.