Violenza sessuale, soprusi, violenza e ancora violenza. Le donne migranti, in quel terribile flusso della disperazione che trova il suo approdo in Lampedusa, sono un capitolo a sé e necessitano di un'attenzione e di cure particolari. Parte da queste premesse l'incontro patrocinato da Roma Capitale "Oltre la frontiera. Quale accoglienza per le donne migranti"che si terrà il 3 marzo alle 17 nella Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma organizzato dal Comitato 3 ottobre e che vedrà interventi della presidente della Camera Laura Boldrini, del sindaco di Torino Piero Fassino, della ex ministro per l'integrazione Cécile Kyenge, del sindaco di Roma Ignazio Marino, della sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e della scrittrice Iglaba Scego.
"Le donne migranti approdano alle coste italiane dopo un viaggio estremo, che per loro è doppiamente terribile" spiega Tareke Brhane portavoce del Comitato 3 ottobre. "Sono infatti sempre e inevitabilmente vittime di violenza sessuale: e arrivano incinte o magari infettate da qualche malattia. Si vergognano di essere state vittime di violenza spesso inventano un marito, un compagno, un uomo lontano. Difficilmente denunciano lo stupro. E tutto questo, perciò, richiede una cura e un'attenzione particolare".
Tareke Brhane è uno dei promotori del Comitato 3 ottobre, costituito dopo il naufragio del 3 ottobre dello scorso anno al largo di Lampedusa: tra i primi atti del Comitato ci fu la proposta di una legge per istituire la giornata del 3 ottobre come Giornata italiana ed europea per l'accoglienza dei migranti e della memoria, realizzata attraverso una raccolta di firme su change. org. In pochi giorni vennero raccolte 25 mila firme che il 3 dicembre vennero portate con un flashmob che prevedeva l'accensione di una candela alla Camera.
A questo comitato hanno aderito tantissime organizzazioni e istituzioni - Croce Rossa, Unhcr, Save the Children, comune di Palermo, Comune di Torino, e molti altri - e anche il Comune di Roma con Marino che ha promosso insieme al Comitato 3 ottobre, dando il patrocinio, la Giornata "Oltre la frontiera. Quale accoglienza per le donne migranti." Il 3 marzo non è una data scelta a caso: è infatti doppiamente simbolica perché marzo è il mese della festa della donna e perché il 3 è il giorno della ricorrenza del naufragio.
"Le donne migranti approdano alle coste italiane dopo un viaggio estremo, che per loro è doppiamente terribile" spiega Tareke Brhane portavoce del Comitato 3 ottobre. "Sono infatti sempre e inevitabilmente vittime di violenza sessuale: e arrivano incinte o magari infettate da qualche malattia. Si vergognano di essere state vittime di violenza spesso inventano un marito, un compagno, un uomo lontano. Difficilmente denunciano lo stupro. E tutto questo, perciò, richiede una cura e un'attenzione particolare".
Tareke Brhane è uno dei promotori del Comitato 3 ottobre, costituito dopo il naufragio del 3 ottobre dello scorso anno al largo di Lampedusa: tra i primi atti del Comitato ci fu la proposta di una legge per istituire la giornata del 3 ottobre come Giornata italiana ed europea per l'accoglienza dei migranti e della memoria, realizzata attraverso una raccolta di firme su change. org. In pochi giorni vennero raccolte 25 mila firme che il 3 dicembre vennero portate con un flashmob che prevedeva l'accensione di una candela alla Camera.
A questo comitato hanno aderito tantissime organizzazioni e istituzioni - Croce Rossa, Unhcr, Save the Children, comune di Palermo, Comune di Torino, e molti altri - e anche il Comune di Roma con Marino che ha promosso insieme al Comitato 3 ottobre, dando il patrocinio, la Giornata "Oltre la frontiera. Quale accoglienza per le donne migranti." Il 3 marzo non è una data scelta a caso: è infatti doppiamente simbolica perché marzo è il mese della festa della donna e perché il 3 è il giorno della ricorrenza del naufragio.