ROMA - Mentre in Italia arrivano centinaia, a volte migliaia, di rifugiati, migranti ogni giorno e situazioni simili si presentano nel mare greco e presso le enclavi spagnole in Marocco, i ministri dell'Interno e di Giustizia dell'Unione europea, nella loro riunione del Consiglio di ieri, non hanno fatto altro che "riconoscere" che la situazione nel Mediterraneo riveste grande preoccupazione e di "prendere nota" del rapporto della Commissione europea che aveva preparato sull'attuazione della Task Force Mediterraneo, istituita dall'Unione europea dopo la tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013.
Decisioni scollegate alla situazione attuale. "Nessuna decisione è stata presa e appare che si continui a girare intorno al problema dell'arrivo di tanti rifugiati dalla Siria e dall'Africa", dice Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR). "Il rapporto della Commissione europea consiste semplicemente nell'elencare i programmi finanziati dalla Ue e dagli Stati membri per la maggior parte iniziati prima del mese di ottobre 2013 e non collegati alla situazione attuale", ha aggiunto. Viene così tutto rinviato al prossimo Consiglio Europeo del 26 giugno, che però non ha poteri esecutivi, ma potrà solo indicare linee politiche e strategiche per un futuro più lontano. "La richiesta fatta da numerosi attori in questo periodo - ha aggiunto Hein - è che l'Unione europea si assuma pienamente una responsabilità collettiva sulla situazione del Mediterraneo e sul dramma dei rifugiati siriani, fin qui non ha avuto nessuna risonanza tangibile".
Decisioni scollegate alla situazione attuale. "Nessuna decisione è stata presa e appare che si continui a girare intorno al problema dell'arrivo di tanti rifugiati dalla Siria e dall'Africa", dice Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR). "Il rapporto della Commissione europea consiste semplicemente nell'elencare i programmi finanziati dalla Ue e dagli Stati membri per la maggior parte iniziati prima del mese di ottobre 2013 e non collegati alla situazione attuale", ha aggiunto. Viene così tutto rinviato al prossimo Consiglio Europeo del 26 giugno, che però non ha poteri esecutivi, ma potrà solo indicare linee politiche e strategiche per un futuro più lontano. "La richiesta fatta da numerosi attori in questo periodo - ha aggiunto Hein - è che l'Unione europea si assuma pienamente una responsabilità collettiva sulla situazione del Mediterraneo e sul dramma dei rifugiati siriani, fin qui non ha avuto nessuna risonanza tangibile".