ROMA - Vuoi fare il collaboratore scolastico? Oppure il bidello? Se sei un immigrato, scordatelo. Il nuovo bando di reclutamento del ministero dell'Istruzione parla chiaro: bisogna essere cittadini italiani o dell'Unione Europea. Peccato che la "legge europea 2013" dica il contrario.
Il bando del ministero. Il Miur, con il decreto ministeriale 717 del 5 settembre 2014, ha pubblicato il bando per il reclutamento del personale ATA (ausiliario, tecnico e amministrativo) delle scuole italiane. "Appare inspiegabile - scrivono gli avvocati dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) - che il decreto ministeriale con il quale è stato indetto il bando abbia previsto quale requisito per l'ammissione la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea, nonostante siano ormai in vigore da più di un anno gli emendamenti alla normativa sul pubblico impiego apportati dalla 'legge europea 2013' (legge 97/2013, art. 7)".
Le norme europee. Le nuove norme, infatti, "hanno esteso l'accesso alla funzione pubblica anche alle categorie di cittadini di Stati terzi non membri dell'Unione europea protetti dal diritto dell'Unione europea, ovvero i familiari di cittadini di Stati membri Ue, i lungo soggiornanti di cui alla direttiva 109/2003 e i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria".
La lettera dell'Asgi. Per questa ragione, l'Asgi ritiene che il ministero dell'Istruzione sia incorso in un evidente errore materiale nell'aver previsto l'esclusione di tali categorie di cittadini stranieri di Paesi terzi dalla possibilità di partecipazione al bando. Con una lettera inviata al ministero lo scorso 15 settembre, l'Asgi chiede che "venga posto urgente rimedio a detto errore, modificando i requisiti richiesti ai fini dell'ammissione alle graduatorie, con l'eliminazione della clausola di cittadinanza italiana o Ue, posticipando la data ultima di presentazione della domanda (ora prevista per l'8 ottobre 2014) al fine di consentire la diffusione della notizia e l'effettiva possibilità di partecipazione dei cittadini stranieri a parità di condizione con quelli italiani e di altri Stati membri Ue".
Il bando del ministero. Il Miur, con il decreto ministeriale 717 del 5 settembre 2014, ha pubblicato il bando per il reclutamento del personale ATA (ausiliario, tecnico e amministrativo) delle scuole italiane. "Appare inspiegabile - scrivono gli avvocati dell'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) - che il decreto ministeriale con il quale è stato indetto il bando abbia previsto quale requisito per l'ammissione la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione europea, nonostante siano ormai in vigore da più di un anno gli emendamenti alla normativa sul pubblico impiego apportati dalla 'legge europea 2013' (legge 97/2013, art. 7)".
Le norme europee. Le nuove norme, infatti, "hanno esteso l'accesso alla funzione pubblica anche alle categorie di cittadini di Stati terzi non membri dell'Unione europea protetti dal diritto dell'Unione europea, ovvero i familiari di cittadini di Stati membri Ue, i lungo soggiornanti di cui alla direttiva 109/2003 e i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria".
La lettera dell'Asgi. Per questa ragione, l'Asgi ritiene che il ministero dell'Istruzione sia incorso in un evidente errore materiale nell'aver previsto l'esclusione di tali categorie di cittadini stranieri di Paesi terzi dalla possibilità di partecipazione al bando. Con una lettera inviata al ministero lo scorso 15 settembre, l'Asgi chiede che "venga posto urgente rimedio a detto errore, modificando i requisiti richiesti ai fini dell'ammissione alle graduatorie, con l'eliminazione della clausola di cittadinanza italiana o Ue, posticipando la data ultima di presentazione della domanda (ora prevista per l'8 ottobre 2014) al fine di consentire la diffusione della notizia e l'effettiva possibilità di partecipazione dei cittadini stranieri a parità di condizione con quelli italiani e di altri Stati membri Ue".