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Immigrati, da Nord a Sud una rete fitta di associazioni: quelle dei senegalesi le più numerose

Una mappa dell'Idos, che tra febbraio e giugno 2014 ha censito ben 2.114 aggregazioni. Con 772 centri organizzati di migranti, il Nord Ovest ospita la quota di gran lunga più consistente (36,5%), precedendo il Nord Est con 558, il Centro con 471, il Sud con 199 e infine le Isole con 67. Tra gli ambiti d'intervento, la mediazione interculturale. Seguono le azioni a favore delle seconde generazioni
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ROMA - Una fitta rete mette in connessione gli stranieri d'Italia. Un reticolo che si estende da Nord a Sud, formato da migliaia di associazioni migranti. A mapparlo è ora il centro studi Idos: tra febbraio e giugno 2014 ha censito ben 2.114 associazioni. Le più numerose? Quelle dei senegalesi.

Record a Nord. Con 772 associazioni di migranti, il Nord Ovest ospita la quota di gran lunga più consistente (36,5%), precedendo il Nord Est con 558, il Centro con 471, il Sud con 199 e infine le Isole con 67. La Lombardia ne conta addirittura 496 (il 23,5% del totale), seguita dal Lazio con 261, dall'Emilia Romagna con 228 e dal Piemonte con 212, che rappresentano le regioni che contano al più di 200 associazioni.

Senegalesi al top. Per quanto riguarda le principali cittadinanze di riferimento delle associazioni, la situazione è la seguente: senegalesi si concentrano per oltre un terzo in Lombardia (36,5%); marocchini per oltre un quarto in Lombardia, per poco …
ROMA - Una fitta rete mette in connessione gli stranieri d'Italia. Un reticolo che si estende da Nord a Sud, formato da migliaia di associazioni migranti. A mapparlo è ora il centro studi Idos: tra febbraio e giugno 2014 ha censito ben 2.114 associazioni. Le più numerose? Quelle dei senegalesi.

Record a Nord. Con 772 associazioni di migranti, il Nord Ovest ospita la quota di gran lunga più consistente (36,5%), precedendo il Nord Est con 558, il Centro con 471, il Sud con 199 e infine le Isole con 67. La Lombardia ne conta addirittura 496 (il 23,5% del totale), seguita dal Lazio con 261, dall'Emilia Romagna con 228 e dal Piemonte con 212, che rappresentano le regioni che contano al più di 200 associazioni.

Senegalesi al top. Per quanto riguarda le principali cittadinanze di riferimento delle associazioni, la situazione è la seguente: senegalesi si concentrano per oltre un terzo in Lombardia (36,5%); marocchini per oltre un quarto in Lombardia, per poco meno di un quinto in Emilia Romagna; peruviani per oltre i due quinti in Lombardia, per circa un quinto nel Lazio; albanesi per poco meno di un quinto in Piemonte, per circa il 15% sia in Lombardia che in Trentino Alto Adige e per oltre un decimo in Emilia Romagna; ecuadoriani per la metà in Lombardia, per circa un quarto in Liguria, moldavi per più di un terzo in Veneto, per circa un settimo nel Lazio; ucraini per circa un terzo nel Lazio e per quasi un quarto in Campania; filippini per i due quinti in Lombardia, per circa un sesto nel Lazio; cinesi per un quarto in Toscana, per un quinto in Lombardia, per una quota di poco inferiore in Piemonte e per un sesto nel Lazio; bangladesi per poco meno di un terzo nel Lazio, per oltre un quarto in Veneto.

Mediazione e seconde generazioni. Cosa fanno le associazioni? Tra gli ambiti d'intervento spicca quello della mediazione interculturale, in cui è impegnata la maggioranza assoluta (51,2%). Seguono le azioni a favore delle seconde generazioni. I servizi di accoglienza dei migranti rappresentano il terzo più diffuso ambito operativo delle associazioni, precedendo le attività di apprendimento dell'italiano e delle lingue madri dei migranti, e quelle di supporto al disbrigo delle pratiche amministrative e (per lo più le procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno e di acquisizione della cittadinanza italiana). Un servizio come quello della tutela legale risulta invece offerto da una quota relativamente contenuta di associazioni di migranti (poco più di un quinto: il 21,9%).