Mondo Solidale

Brennero, l'assistenza umanitaria ai profughi siriani ed eritrei diretti in Germania

Al valico italo-austriaco poliziotti e operatori sociali affrontano ogni giorno l'emergenza sfollati. Nel 2014 ne sono stati respinti circa 5 mila. Il lavoro dell'associazione bolzanina Volontarius e la solidarietà di alcuni poliziotti di frontiera
 

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BOLZANO - Al Brennero,  al valico italo-austriaco, imbiancato dalla neve, poliziotti e operatori sociali, che ogni giorno devono affrontare l'emergenza profughi, sono comunque in servizio. Nel 2014, l'Austria, in base agli accordi di Schengen, ha potuto respingere al Brennero complessivamente 5.000 profughi, sbarcati sulle coste italiane e intercettati poi durante il tentativo di raggiungere la Germania. Da pochi giorni, si prende cura di loro un Servizio di assistenza umanitaria, allestito in alcuni locali della stazione ferroviaria.

Soprattutto siriani ed eritrei. Con l'abolizione dei controlli di frontiera, ormai 15 anni fa, il confine era diventato quasi invisibile e dimenticato. Nei mesi scorsi, però, il valico è tornato alla ribalta delle cronache con il forte aumento dei flussi migratori verso nord. "Sono soprattutto siriani ed eritrei che vogliono raggiungere la Germania e gli altri paesi dell'Europa settentrionale, dove spesso hanno amici e parenti", spiega il coordinatore dell'area profughi dell'associazione bolzanina Volontarius, Andrea Tremolada, che gestisce il Servizio di assistenza umanitaria.

"Molti non sanno neanche dove si trovano". Gli operatori garantiscono ai profughi i bisogni primari, come cibo, indumenti e un locale riscaldato, nel quale lavarsi e riposarsi un pò. Inoltre, offrono informazioni legali sul loro status. "Capita - racconta Tremolada - che queste persone neanche sanno in che paese si trovano oppure che sono su un confine di Stato". Il centro di prima accoglienza, cofinanziato dalla Provincia autonoma di Bolzano, è stato inaugurato poco prima di Natale e ha già registrato un'ottantina di contatti. "Si tratta - commenta l'assessora provinciale Martha Stocker - di un piccolo, piccolissimo atto di solidarietà e umanità".

I poliziotti dano una mano. Sono gli agenti del commissariato del Brennero che prendono in consegna gli immigrati respinti dalle autorità austriache, nei mesi caldi anche una trentina al giorno, come spiega Francesco Bianco, portavoce della Questura di Bolzano. Tra i profughi, molte volte ci sono anche donne e bambini. Spesso i poliziotti danno una mano, pagando di tasca propria un panino, una bottiglia d'acqua, o una scheda telefonica. In questi giorni l'esodo verso Nord è un po' rallentato, anche a causa del calo degli sbarchi, ma già nei prossimi giorni ci si attende possa riprendere.