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Lampedusa, "I corridoi umanitari sono l'unica soluzione"

Si legge in un documento di In Migrazione: "è ormai improrogabile fermare definitivamente le stragi nel Mediterraneo e dare concretezza alla strada dei corridoi umanitari" 
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ROMA - "Ci si ritrova ancora una volta ad assistere ad una tragedia annunciata nel Mediterraneo - si legge in un documento di In Migrazione, associazione senza scopo di lucro nata dalla volontà di un gruppo di professionisti impegnati nell'accoglienza: psicologi, insegnanti di italiano, progettisti, antropologi, ricercatori ed esperti di formazione e mediazione culturale - "è ormai improrogabile - dicono - fermare definitivamente le stragi nel Mediterraneo e dare concretezza alla strada dei corridoi umanitari". quanto è accuduto altro non è che "la conseguenza dell'incertezza nella  pianificazione di strategie efficaci per garantire alle persone un accesso legale e protetto in Unione Europea".

Corridoi sicuri e controllati per farli arrivare. Il commento del presidente di In Migrazione, Simone Andreotti, all'indomani delle 29 morti per ipotermia nel bel mezzo di un salvataggio nel Mediterraneo prosegue: "Bisogna perseguir…
ROMA - "Ci si ritrova ancora una volta ad assistere ad una tragedia annunciata nel Mediterraneo - si legge in un documento di In Migrazione, associazione senza scopo di lucro nata dalla volontà di un gruppo di professionisti impegnati nell'accoglienza: psicologi, insegnanti di italiano, progettisti, antropologi, ricercatori ed esperti di formazione e mediazione culturale - "è ormai improrogabile - dicono - fermare definitivamente le stragi nel Mediterraneo e dare concretezza alla strada dei corridoi umanitari". quanto è accuduto altro non è che "la conseguenza dell'incertezza nella  pianificazione di strategie efficaci per garantire alle persone un accesso legale e protetto in Unione Europea".

Corridoi sicuri e controllati per farli arrivare. Il commento del presidente di In Migrazione, Simone Andreotti, all'indomani delle 29 morti per ipotermia nel bel mezzo di un salvataggio nel Mediterraneo prosegue: "Bisogna perseguire, dunque, la soluzione dei corridoi umanitari, unica possibilità di garantire percorsi autorizzati e sicuri di ingresso ai richiedenti asilo, che sopravvivono a stento alle illegittime detenzioni infernali tra Libia ed Egitto. Invece di continuare a spendere quantità ingenti di fondi pubblici con missioni in mare per intercettare chi già è partito su vecchi ruderi galleggianti, nella speranza vana di arrivare sulle coste europee, sarebbe arrivata l'ora di fermare questi traffici di vite umane, permettendo di affrontare questo viaggio obbligato dei richiedenti asilo in piena sicurezza e legalità".

L'errore di aver scelto Triton. "Vale la pena ricordarlo - prosegue il commento di Andreotti - Triton ha sostituito dal 1° novembre 2014 l'operazione nazionale gestita dalla Marina Militare italiana, Mare Nostrum, costata circa 114 milioni di euro (9,5 milioni di € al mese) salvando 170.000 persone. Triton costa un terzo, circa 3 milioni al mese, ma si è dimostrata già sulla carta un'operazione inefficace per numero di uomini e mezzi impiegati, e per caratteristiche (non si oltrepassano le 30 miglia marine dalla costa). Nel frattempo si è assistito a un intervento spot di polizia internazionale, il Mos Maiorum (dal 13 al 26 ottobre 2014), unica proposta del semestre di presidenza italiana in Europa".

Non uno straccio di proposta alternativa. "Il tempo passa, le tragedie tornano e la politica resta immobile  -  conclude il presidente di In Migrazione  -  Non uno straccio di proposta o alternativa per permettere le richieste d'asilo nelle ambasciate e nei consolati dei Paesi di transito né tantomeno un impegno per progetti di resettlement, diffusi in altre parte dell'Europa, che permettono di identificare i richiedenti asilo direttamente nei Paesi di transito e nei campi profughi, evitandogli così il dramma del viaggio della speranza nel Mediterraneo. Queste oggi le vere azioni urgenti per salvare vite umane senza costringere paesi come l'Italia a misure emergenziali".