Mondo Solidale

Migrazioni, la mappa e gli identikit dei 5 milioni di stranieri in Italia

I "nuovi italiani" sono operai, studenti, imprenditori, intere famiglie. L'ultima fotografia arriva dal XXIV rapporto di Caritas e Migrantes, che prova a illuminare anche i lati oscuri del fenomeno. Secondo il dipartimento Onu per gli Affari economici e sociali,  232 milioni di persone nel mondo vivono in un Paese diverso da quello d'origine

2 minuti di lettura
ROMA  -  Un esercito di operai, studenti, imprenditori, famiglie lavora e vive nel nostro Paese. Sono i "nuovi italiani": i 5milioni di immigranti residenti nello stivale. Fondazioni e ricercatori ne tracciano continui identikit. L'ultima fotografia arriva dal XXIV rapporto immigrazione di Caritas e Migrantes, che prova a illuminare anche i lati oscuri delle migrazioni.  

I flussi mondiali. Secondo il dipartimento Onu per gli Affari economici e sociali, nel 2013 circa 232 milioni di persone nel mondo vivono in un Paese diverso da quello d'origine. È molto probabile che questo dato non tenga conto dei migranti senza documenti. Stando all'Organizzazione internazionale delle migrazioni, la quota dei migranti irregolari sul totale dei flussi internazionali ammonterebbe al 10-15%. Quanto all'Europa, il numero totale di stranieri residenti al 1 gennaio 2013 è di 34,9 milioni di persone, pari all'8,4% del totale della popolazione.

I "nuovi italiani". Alla luce delle stime Istat per inizio 2015, gli stranieri residenti in Italia arrivino a quota 5 milioni 73mila, rappresentando l'8,3% della popolazione totale. Guardando alle nazionalità, si conferma la netta prevalenza di quella romena (22%), seguita da albanese (10,1%) e marocchina (9,2%). Entrando nel dettaglio delle presenze territoriali, in tre regioni del Nord e una del Centro è concentrato il 57% dell'intera popolazione straniera: si tratta di Lombardia (22,9%), Lazio (12,5%), Emilia-Romagna (10,9%) e Veneto (10,5%).

Matrimoni e famiglie. Nel 2013 sono state celebrate 26.080 nozze con almeno uno sposo straniero, il 13,4% del totale dei matrimoni, una quota in leggera flessione rispetto all'anno precedente. Le famiglie con almeno un componente straniero sono 1.828.338 e costituiscono il 7,4% del totale.

Operai e imprenditori. Al primo semestre 2014 risultano 2.441.251 occupati stranieri (che costituiscono l'11% del totale degli occupati), di cui 1.627.725 non-Ue e 813.526 comunitari. Rispetto al primo semestre 2013, a fronte di una lieve diminuzione generale dell'occupazione (-0,1%), per gli stranieri la tendenza è positiva, con un aumento del 3,5% degli occupati extra-Ue e del 4,6% di quelli Ue. Cosa fanno? Sono impiegati nel settore dei servizi collettivi e personali (39,3% sul totale degli occupati nel settore), degli alberghi e ristoranti (19,2%), delle costruzioni (18,0%), dell'agricoltura (17,1%), dell'industria in senso stretto (10,5%) e del trasporto (10,3%). Non è tutto. Gli stranieri in Italia, nel corso del 2014, hanno prodotto l'8,8% della ricchezza nazionale, per una cifra complessiva di oltre 123 miliardi di euro. Secondo i dati Unioncamere, le imprese di cittadini non comunitari al 31 dicembre 2013 sono 315.891: un aumento rispetto al 2012 del 4,5%.

Alunni e cittadini. Nell'anno scolastico 2013/2014, gli alunni stranieri nelle scuole italiane sono 802.785 (di cui 415.182 nati in Italia), che corrisponde a un aumento, rispetto all'anno scolastico precedente, del 2,1%. Sempre più cittadini: le acquisizioni di cittadinanza nel 2012 sono aumentate rispetto all'anno precedente del 16,4% (65.383). Le province con il maggior numero di acquisizioni sono Milano, Roma, Brescia, Torino e Vicenza.

Crimini e detenuti. Dal 2000 al 2011, le denunce nei confronti di stranieri sono aumentate di ben il 339,7%, passando da 64.479 a 283.508, mentre il corrispondente aumento dei detenuti si riduce al 55,1% (da 15.582 a 24.174). Ma attenzione: "Riconsiderando l'aumento degli ingressi in carcere degli stranieri  -  si legge sul rapporto Caritas  -  questi dipendono dalla loro permanenza in Italia senza permesso di soggiorno e dalla non ottemperanza al decreto di espulsione da parte dei giudici, punita con una pena detentiva da uno a 5 anni.

Etichettati per tratti somatici. Come è stato rilevato in alcune indagini sui fermi da parte della polizia, si attiva un etichettamento degli stranieri per via dei tratti somatici, con una probabilità di fermo per identificazione da parte della polizia che risulterebbe dieci volte superiore a quella che riguarda gli italiani". Quanto agli altri reati, i dati mostrano che la maggiore incidenza degli stranieri si osserva sui detenuti per reati connessi alla prostituzione (77,9%).