Valigia Blu, storie di solidarietà e accoglienza
di CARMINE SAVIANOIl blog collettivo lanciato dal gruppo Valigia Blu (Viaggio nel mondo del giornalismo che cambia) raccoglie "racconti-anticorpo contro il veleno dell'odio"
ROMA - C'è la mappa dei monasteri che hanno aperto i propri spazi ai rifugiati. C'è la storia di Mara Gambato, 90 anni, di Padova, che quando ha visto in televisione le immagini degli ultimi sbarchi ha deciso di ospitare i migranti a casa sua. C'è il resoconto del MigranTour: un viaggio nei vicoli di Napoli restituito attraverso gli occhi degli immigrati. Si chiama "Migranti, storie di solidarietà e di accoglienza" ed è un blog collettivo - lanciato dal gruppo Valigia Blu - che raccoglie "racconti-anticorpo contro il veleno dell'odio". Quel veleno che infetta di intolleranza e razzismo il discorso pubblico non appena il tema principale diventa quello dell'accoglienza.
In due giorni sono oltre quaranta le storie finite online. E altrettante saranno inserite nelle prossime ore. A spiegare principi e motivazioni dell'iniziativa è Arianna Ciccone, fondatrice del Festival del Giornalismo di Perugia. Tutt…
In due giorni sono oltre quaranta le storie finite online. E altrettante saranno inserite nelle prossime ore. A spiegare principi e motivazioni dell'iniziativa è Arianna Ciccone, fondatrice del Festival del Giornalismo di Perugia. Tutt…
ROMA - C'è la mappa dei monasteri che hanno aperto i propri spazi ai rifugiati. C'è la storia di Mara Gambato, 90 anni, di Padova, che quando ha visto in televisione le immagini degli ultimi sbarchi ha deciso di ospitare i migranti a casa sua. C'è il resoconto del MigranTour: un viaggio nei vicoli di Napoli restituito attraverso gli occhi degli immigrati. Si chiama "Migranti, storie di solidarietà e di accoglienza" ed è un blog collettivo - lanciato dal gruppo Valigia Blu - che raccoglie "racconti-anticorpo contro il veleno dell'odio". Quel veleno che infetta di intolleranza e razzismo il discorso pubblico non appena il tema principale diventa quello dell'accoglienza.
In due giorni sono oltre quaranta le storie finite online. E altrettante saranno inserite nelle prossime ore. A spiegare principi e motivazioni dell'iniziativa è Arianna Ciccone, fondatrice del Festival del Giornalismo di Perugia. Tutto parte da una riflessione sul rapporto tra ruolo dei media e costruzione di una pubblica opinione in grado di essere all'altezza dei valori che la devono ispirare: "Immaginavo come ognuno di noi - nell'era "we the media" - potesse contribuire a una sorta di contro-narrazione, diffondendo storie di solidarietà, convivenza, accoglienza". Prima la pubblicazione di storie singole. Poi l'intuizione di raccoglierle in un blog collettivo.
Diffondere racconti anticorpo. Migranti vuole essere uno spazio "partecipativo", dove "raccogliere, segnalare, condividere l'esperienza del "restare umani". Un modo simbolico per contribuire ognuno di noi nel suo piccolo. Evitando di volgere lo sguardo altrove. Impegnandoci nel diffondere racconti-anticorpo, riempiendo gli spazi digitali che abitiamo di bella umanità". E quando vengono di continuo evocate ruspe, quando la parola d'ordine è radere al suolo, quando iniziano a circolare propositi non proprio civili sulla gestione dell'emergenza migranti, la creazione di uno spazio pubblico in cui raccontare l'umanità dell'accoglienza diventa operazione quanto mai necessaria.
L'odio che circola intorno. Altra motivazione di Migranti è "dare voce a persone e storie che raccontano un'altra storia. Fatta di incontri, di integrazione, di generosità e di amore per il prossimo", continua la Ciccone. E l'obiettivo è l'acquisizione di una maggiore consapevolezza. Ancora: "Un progetto ingenuo? Impossibile contrastare in modo efficace l'odio e il razzismo? Un odio che circola tutto intorno a noi e che per fortuna - anche grazie ai social - possiamo vedere, conoscere e quindi in qualche modo affrontare. Non cova sotterraneo, è lì in vista e ci sfida. Nessuno di noi potrà dire: "Non sapevo". Operazione che chiama in causa anche e soprattutto il ruolo e la funzione dei piccoli e dei grandi media. Arianna Ciccone: "Abbiamo bisogno di una informazione responsabile, etica, che senta il peso di quello che immette nell'ecosistema. Su temi come l'immigrazione ci giochiamo tutto, il nostro stare insieme, il nostro futuro come società".
Ognuno può segnalare storie. Quattro modi: sulla bacheca Facebook di Valigia Blu. Sulla bacheca Facebook di Arianna Ciccone. Alla mail: info@valigiablu.it E su twitter scrivendo a @valigiablu
In due giorni sono oltre quaranta le storie finite online. E altrettante saranno inserite nelle prossime ore. A spiegare principi e motivazioni dell'iniziativa è Arianna Ciccone, fondatrice del Festival del Giornalismo di Perugia. Tutto parte da una riflessione sul rapporto tra ruolo dei media e costruzione di una pubblica opinione in grado di essere all'altezza dei valori che la devono ispirare: "Immaginavo come ognuno di noi - nell'era "we the media" - potesse contribuire a una sorta di contro-narrazione, diffondendo storie di solidarietà, convivenza, accoglienza". Prima la pubblicazione di storie singole. Poi l'intuizione di raccoglierle in un blog collettivo.
Diffondere racconti anticorpo. Migranti vuole essere uno spazio "partecipativo", dove "raccogliere, segnalare, condividere l'esperienza del "restare umani". Un modo simbolico per contribuire ognuno di noi nel suo piccolo. Evitando di volgere lo sguardo altrove. Impegnandoci nel diffondere racconti-anticorpo, riempiendo gli spazi digitali che abitiamo di bella umanità". E quando vengono di continuo evocate ruspe, quando la parola d'ordine è radere al suolo, quando iniziano a circolare propositi non proprio civili sulla gestione dell'emergenza migranti, la creazione di uno spazio pubblico in cui raccontare l'umanità dell'accoglienza diventa operazione quanto mai necessaria.
L'odio che circola intorno. Altra motivazione di Migranti è "dare voce a persone e storie che raccontano un'altra storia. Fatta di incontri, di integrazione, di generosità e di amore per il prossimo", continua la Ciccone. E l'obiettivo è l'acquisizione di una maggiore consapevolezza. Ancora: "Un progetto ingenuo? Impossibile contrastare in modo efficace l'odio e il razzismo? Un odio che circola tutto intorno a noi e che per fortuna - anche grazie ai social - possiamo vedere, conoscere e quindi in qualche modo affrontare. Non cova sotterraneo, è lì in vista e ci sfida. Nessuno di noi potrà dire: "Non sapevo". Operazione che chiama in causa anche e soprattutto il ruolo e la funzione dei piccoli e dei grandi media. Arianna Ciccone: "Abbiamo bisogno di una informazione responsabile, etica, che senta il peso di quello che immette nell'ecosistema. Su temi come l'immigrazione ci giochiamo tutto, il nostro stare insieme, il nostro futuro come società".
Ognuno può segnalare storie. Quattro modi: sulla bacheca Facebook di Valigia Blu. Sulla bacheca Facebook di Arianna Ciccone. Alla mail: info@valigiablu.it E su twitter scrivendo a @valigiablu