Oggi in Italia ogni 23 studenti universitari, uno parla straniero. Non solo. Se prosegue la "fuga dei cervelli", cresce pure la quota di laureati tra gli immigrati di casa nostra. A misurare il capitale umano del nostro Paese è lo studio "Migrazioni qualificate in Italia", realizzato per l'Istituto di Studi Politici "S. Pio V" dal centro studi Idos. Cosa emerge?
I "paradisi" degli studenti internazionali. Gli Stati Ue che contano un numero maggiore di studenti stranieri sono (Eurostat 2013): Regno Unito (416.693, di cui il 64,7% da Paesi extraeuropei), Francia (228.639), Germania (196.619), Italia (82.589), Austria (70.852), Paesi Bassi (68.943), Spagna (56.315), Belgio (48.748), Svizzera (47.142) e Repubblica Ceca (40.138). L'incidenza percentuale più elevata di questi studenti sul totale degli iscritti nei Paesi di accoglienza si registra nel Regno Unito (17,5%), ma a questo valore (quattro volte superiore a quello italiano) si avvicinano anche l'Austria e la Svizzera con il 16,8%.
Gli italiani all'estero. Anche l'Italia sta conoscendo una crescente internazionalizzazione. I giovani spostatisi temporaneamente con il programma Erasmus nell'anno accademico 2014/2015 sono 30.875 (24.475 per studio e 6.400 per tirocinio): primo paese di destinazione è la Spagna e prime regioni di partenza sono la Lombardia e il Lazio. Gli studenti italiani si trasferiscono anche per frequentare all'estero il normale corso di laurea (82.450 nel 2013, inclusi però anche i figli degli immigrati residenti in loco) e il primo Paese per iscrizioni è il Regno Unito.
La carica degli studenti stranieri. Nell'anno accademico 2014/2015 gli stranieri iscritti alle università italiane sono 70.339 (il 4,3% di 1.652.592 iscritti complessivi), oltre a 10.290 iscritti all'Alta Formazione Artistica e Musicale (su 86.872 totali) e a 11.101 (dato dell'anno 2013/2014) alla formazione post-laurea (su 137.939). Gli iscritti ai dottorati di ricerca sono 4.262 (12,7% di 33.567 iscritti complessivi), quelli ai master di I livello 2.824 (11,5% di 24.657), quelli ai master di II livello 1.749 (11,5% su un totale di 15.258), oltre ai 1.561 iscritti a corsi di perfezionamento e 706 presso scuole di specializzazione. In Italia si tratta in totale di 91.730 cittadini stranieri, che superano la soglia dei 100mila se si tiene conto anche dei 22.152 studenti venuti in Italia nell'ambito del programma Erasmus e degli studenti presso le facoltà pontificie a Roma. Quindi la presenza presso le università italiane resta così caratterizzata: 1 studente straniero ogni 23 iscritti (15 anni prima erano solo 1 ogni 60) e 1 ogni 28 laureati (15 anni prima, 1 ogni 100).
Cervelli in uscita e in entrata. In 14 anni (2002-2015) si può calcolare che abbiano lasciato l'Italia 202mila diplomati e 145mila laureati, non compensati dagli italiani che hanno preso la via del ritorno. Nel periodo 2012-2014, a fronte di circa 60mila laureati italiani espatriati, vi sono però circa 15mila laureati italiani rimpatriati e oltre 100mila laureati in più tra gli stranieri residenti e quelli diventati nel frattempo cittadini italiani e i soggiornanti in attesa di registrazione anagrafica.
I "paradisi" degli studenti internazionali. Gli Stati Ue che contano un numero maggiore di studenti stranieri sono (Eurostat 2013): Regno Unito (416.693, di cui il 64,7% da Paesi extraeuropei), Francia (228.639), Germania (196.619), Italia (82.589), Austria (70.852), Paesi Bassi (68.943), Spagna (56.315), Belgio (48.748), Svizzera (47.142) e Repubblica Ceca (40.138). L'incidenza percentuale più elevata di questi studenti sul totale degli iscritti nei Paesi di accoglienza si registra nel Regno Unito (17,5%), ma a questo valore (quattro volte superiore a quello italiano) si avvicinano anche l'Austria e la Svizzera con il 16,8%.
Gli italiani all'estero. Anche l'Italia sta conoscendo una crescente internazionalizzazione. I giovani spostatisi temporaneamente con il programma Erasmus nell'anno accademico 2014/2015 sono 30.875 (24.475 per studio e 6.400 per tirocinio): primo paese di destinazione è la Spagna e prime regioni di partenza sono la Lombardia e il Lazio. Gli studenti italiani si trasferiscono anche per frequentare all'estero il normale corso di laurea (82.450 nel 2013, inclusi però anche i figli degli immigrati residenti in loco) e il primo Paese per iscrizioni è il Regno Unito.
La carica degli studenti stranieri. Nell'anno accademico 2014/2015 gli stranieri iscritti alle università italiane sono 70.339 (il 4,3% di 1.652.592 iscritti complessivi), oltre a 10.290 iscritti all'Alta Formazione Artistica e Musicale (su 86.872 totali) e a 11.101 (dato dell'anno 2013/2014) alla formazione post-laurea (su 137.939). Gli iscritti ai dottorati di ricerca sono 4.262 (12,7% di 33.567 iscritti complessivi), quelli ai master di I livello 2.824 (11,5% di 24.657), quelli ai master di II livello 1.749 (11,5% su un totale di 15.258), oltre ai 1.561 iscritti a corsi di perfezionamento e 706 presso scuole di specializzazione. In Italia si tratta in totale di 91.730 cittadini stranieri, che superano la soglia dei 100mila se si tiene conto anche dei 22.152 studenti venuti in Italia nell'ambito del programma Erasmus e degli studenti presso le facoltà pontificie a Roma. Quindi la presenza presso le università italiane resta così caratterizzata: 1 studente straniero ogni 23 iscritti (15 anni prima erano solo 1 ogni 60) e 1 ogni 28 laureati (15 anni prima, 1 ogni 100).
Cervelli in uscita e in entrata. In 14 anni (2002-2015) si può calcolare che abbiano lasciato l'Italia 202mila diplomati e 145mila laureati, non compensati dagli italiani che hanno preso la via del ritorno. Nel periodo 2012-2014, a fronte di circa 60mila laureati italiani espatriati, vi sono però circa 15mila laureati italiani rimpatriati e oltre 100mila laureati in più tra gli stranieri residenti e quelli diventati nel frattempo cittadini italiani e i soggiornanti in attesa di registrazione anagrafica.