MOSCA - Circa 11.200 migranti sono arrivati in Europa dall'inizio del 2017 attraverso il Mediterraneo. Lo rende noto l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). "Circa l'85 per cento di loro arriva in Italia e nel resto della Grecia" sottolinea la nota in cui si legge che nei primi 39 giorni dell'anno gli arrivi sono diminuiti rispetto ai 76.395 del 2016. Nel 2017 almeno 258 persone sono morte nel tentativo di attraversare il mare. Su scala mondiale il 'Missing Migrants Project' dell'Oim stima a 419, il numero di migranti e rifugiati deceduti nei primi 40 giorni del 2017, con una media di 10 decessi al giorno, in diminuzione rispetto ai 723 segnalati tra il primo gennaio e l'8 febbraio del 2016. I ricercatori dell'Oim fanno tuttavia notare che i dati da diverse località particolarmente pericolose giungono spesso dopo diversi giorni, a volte settimane.
Tre su 100 sono nati in un paese diverso da quello di residenza. Lo scenario globale dei flussi migratori ci segnala oltre 245 milioni di persone che nel mondo lasciano i luoghi dove sono nati e dove vivono; 47 milioni, sono gli immigrati negli Stati Uniti; 5,8 milioni, sono i migranti in Italia, stando a dati del 2015. Sempre a livello globale i flussi migratori mostrano che tre abitanti su cento sono nati in un Paese diverso da quello di residenza. In totale i migranti sono risultano del 41% superiori rispetto al 2000. Secondo i dati dell’ultimo International Migration Report delle Nazioni Unite, i migranti nel mondo provengono in maggioranza dall’India (con 16 milioni di indiani emigrati), dal Messico (12 milioni), dalla Russia (11 milioni) e dalla Cina (10 milioni). Sono invece di origine siriana circa 5 milioni di migranti.
La chimera del sogno americano. L’american dream è, evidentemente, una chimera irresistibile per i migranti di tutto il mondo, tanto che gli Usa sono l’area geografica dove si concentra il numero più alto di stranieri (47 milioni). A seguire, tra i Paesi più attrattivi, troviamo la Germania e la Russia con 12 milioni e ancora l’Arabia Saudita (10 milioni) e il Regno Unito (9 milioni). L’Europa è il continente con il più alto numero di migranti, 76 milioni nel 2015 (mentre nel 2000 erano 56 milioni). Al suo interno i Paesi del Nord e dell’Europa Occidentale sono quelli più quotati, con una percentuale rispettiva del 13% per i primi e del 14% per i secondi, mentre l’Italia, anche se ha visto più che raddoppiare la sua quota dal 2000 al 2015, si mantiene su una percentuale del 10% (5,8 milioni di migranti).
Tre su 100 sono nati in un paese diverso da quello di residenza. Lo scenario globale dei flussi migratori ci segnala oltre 245 milioni di persone che nel mondo lasciano i luoghi dove sono nati e dove vivono; 47 milioni, sono gli immigrati negli Stati Uniti; 5,8 milioni, sono i migranti in Italia, stando a dati del 2015. Sempre a livello globale i flussi migratori mostrano che tre abitanti su cento sono nati in un Paese diverso da quello di residenza. In totale i migranti sono risultano del 41% superiori rispetto al 2000. Secondo i dati dell’ultimo International Migration Report delle Nazioni Unite, i migranti nel mondo provengono in maggioranza dall’India (con 16 milioni di indiani emigrati), dal Messico (12 milioni), dalla Russia (11 milioni) e dalla Cina (10 milioni). Sono invece di origine siriana circa 5 milioni di migranti.
La chimera del sogno americano. L’american dream è, evidentemente, una chimera irresistibile per i migranti di tutto il mondo, tanto che gli Usa sono l’area geografica dove si concentra il numero più alto di stranieri (47 milioni). A seguire, tra i Paesi più attrattivi, troviamo la Germania e la Russia con 12 milioni e ancora l’Arabia Saudita (10 milioni) e il Regno Unito (9 milioni). L’Europa è il continente con il più alto numero di migranti, 76 milioni nel 2015 (mentre nel 2000 erano 56 milioni). Al suo interno i Paesi del Nord e dell’Europa Occidentale sono quelli più quotati, con una percentuale rispettiva del 13% per i primi e del 14% per i secondi, mentre l’Italia, anche se ha visto più che raddoppiare la sua quota dal 2000 al 2015, si mantiene su una percentuale del 10% (5,8 milioni di migranti).