ROMA – Provengono da 198 Paesi diversi, vivono per lo più al Nord, guadagnano in media il 30% in meno degli italiani, oltre 800mila vanno ancora a scuola, 350mila fanno impresa. Sono i “nuovi italiani”: gli oltre 5 milioni di migranti che vivono, studiano e lavorano nel nostro Paese. A fotografarli, mentre in Senato si discute di ius soli (leggi come funziona negli altri paesi europei) è l’ultimo Rapporto immigrazione di Caritas e Migrantes, giunto quest’anno alla XXVI edizione.
Il “pianeta immigrazione”. Nel 2015 sono 243,7 milioni le persone che nel mondo vivono in un Paese diverso da quello d’origine. Dal 1990 al 2015, il loro numero è aumentato del 59,7%. Dopo la crisi del 2008 anche gli stranieri residenti nell’Unione europea hanno continuato a crescere, arrivando a quasi 37 milioni, con un’incidenza sulla popolazione totale del 7,3%. I dati diffusi dall’Istat mostrano che al 1° gennaio 2016 risiedevano in Italia 60.665.551 persone, di cui 5.026.153 di cittadinanza straniera (8,3%). Il 58,6% degli immigrati vive al Nord, il 25,4% al Centro, il 15,9% nel Mezzogiorno. In Italia sono presenti 198 nazionalità, su un totale mondiale di 232 (fonte Onu): poco più del 30% proviene da un Paese dell’Unione. In testa ci sono sempre i romeni (22,9%), seguiti da albanesi (9,3%) e marocchini (8,7%): nel complesso, queste tre nazionalità rappresentano il 40,9% del totale degli stranieri residenti.
Cittadini non comunitari. Al 1° gennaio 2016, con un aumento di sole 1.217 persone rispetto alla stessa data del 2015, sono stati concessi 3.931.133 permessi di soggiorno, di cui il 48,7% riguarda donne. Rispetto alla durata, 1.681.169 permessi sono “con scadenza” (40,5%) e 2.338.435 “di lungo periodo” (59,5%).
Nuove cittadinanze. Al 31 dicembre 2015 su un totale di 178.035 acquisizioni di cittadinanza, 158.891 riguardano non comunitari e 19.144 comunitari, con un aumento rispetto al 2014 del 37,1%. Coloro che acquisiscono la cittadinanza per trasmissione dai genitori (dopo che uno di loro l’ha ottenuta) e coloro che, nati nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno di età scelgono la cittadinanza italiana, sono passati da circa 10mila nel 2011 a oltre 66mila nel 2015.
Scuola e famiglia. A fine 2015, i matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera sono 24.018, pari al 14,1% delle nozze totali. Nell’anno scolastico 2015/2016, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 814.851 (il 9,2% del totale). I nati in Italia sono il 58,7% .
Mercato del lavoro: luci e ombre. La quota di lavoratori non qualificati tra gli immigrati è del 36,5%, contro il 7,9% degli italiani. Non solo. Mentre la retribuzione media mensile dichiarata dagli italiani è di 1.356 euro, quella degli stranieri scende a 965 euro, pari al 30% in meno. Secondo i dati Unioncamere, le imprese di cittadini non comunitari al 31 dicembre 2015 sono 354.117: un aumento rispetto al 2014 del 5,6%.
Gli stranieri in carcere. La popolazione carceraria straniera, secondo i dati del Dap aggiornati al 31 dicembre 2016, è di 18.621 detenuti, di cui 17.763 uomini e 858 donne, su un totale di 54.653 detenuti (34%). Il Marocco è la nazione più rappresentata negli istituti di pena (3.283 detenuti, pari al 17,6%), seguita dagli stranieri di nazionalità romena (2.720, il 14,6%), albanese (2.429, il 13%), tunisina (1.998, il 10,7%), nigeriana (904, il 4,9%), egiziana (705, il 3,8%), senegalese (461, il 2,5%) e algerina (408, il 2,2%). Sui detenuti stranieri pendono condanne soprattutto per reati contro il patrimonio (8.607). Seguono imputazioni per violazione delle norme sugli stupefacenti (6.922) e le condanne per i reati contro la persona (6.751).
Il “pianeta immigrazione”. Nel 2015 sono 243,7 milioni le persone che nel mondo vivono in un Paese diverso da quello d’origine. Dal 1990 al 2015, il loro numero è aumentato del 59,7%. Dopo la crisi del 2008 anche gli stranieri residenti nell’Unione europea hanno continuato a crescere, arrivando a quasi 37 milioni, con un’incidenza sulla popolazione totale del 7,3%. I dati diffusi dall’Istat mostrano che al 1° gennaio 2016 risiedevano in Italia 60.665.551 persone, di cui 5.026.153 di cittadinanza straniera (8,3%). Il 58,6% degli immigrati vive al Nord, il 25,4% al Centro, il 15,9% nel Mezzogiorno. In Italia sono presenti 198 nazionalità, su un totale mondiale di 232 (fonte Onu): poco più del 30% proviene da un Paese dell’Unione. In testa ci sono sempre i romeni (22,9%), seguiti da albanesi (9,3%) e marocchini (8,7%): nel complesso, queste tre nazionalità rappresentano il 40,9% del totale degli stranieri residenti.
Cittadini non comunitari. Al 1° gennaio 2016, con un aumento di sole 1.217 persone rispetto alla stessa data del 2015, sono stati concessi 3.931.133 permessi di soggiorno, di cui il 48,7% riguarda donne. Rispetto alla durata, 1.681.169 permessi sono “con scadenza” (40,5%) e 2.338.435 “di lungo periodo” (59,5%).
Nuove cittadinanze. Al 31 dicembre 2015 su un totale di 178.035 acquisizioni di cittadinanza, 158.891 riguardano non comunitari e 19.144 comunitari, con un aumento rispetto al 2014 del 37,1%. Coloro che acquisiscono la cittadinanza per trasmissione dai genitori (dopo che uno di loro l’ha ottenuta) e coloro che, nati nel nostro Paese al compimento del diciottesimo anno di età scelgono la cittadinanza italiana, sono passati da circa 10mila nel 2011 a oltre 66mila nel 2015.
Scuola e famiglia. A fine 2015, i matrimoni in cui almeno uno dei due sposi è di cittadinanza straniera sono 24.018, pari al 14,1% delle nozze totali. Nell’anno scolastico 2015/2016, gli alunni con cittadinanza non italiana sono 814.851 (il 9,2% del totale). I nati in Italia sono il 58,7% .
Mercato del lavoro: luci e ombre. La quota di lavoratori non qualificati tra gli immigrati è del 36,5%, contro il 7,9% degli italiani. Non solo. Mentre la retribuzione media mensile dichiarata dagli italiani è di 1.356 euro, quella degli stranieri scende a 965 euro, pari al 30% in meno. Secondo i dati Unioncamere, le imprese di cittadini non comunitari al 31 dicembre 2015 sono 354.117: un aumento rispetto al 2014 del 5,6%.
Gli stranieri in carcere. La popolazione carceraria straniera, secondo i dati del Dap aggiornati al 31 dicembre 2016, è di 18.621 detenuti, di cui 17.763 uomini e 858 donne, su un totale di 54.653 detenuti (34%). Il Marocco è la nazione più rappresentata negli istituti di pena (3.283 detenuti, pari al 17,6%), seguita dagli stranieri di nazionalità romena (2.720, il 14,6%), albanese (2.429, il 13%), tunisina (1.998, il 10,7%), nigeriana (904, il 4,9%), egiziana (705, il 3,8%), senegalese (461, il 2,5%) e algerina (408, il 2,2%). Sui detenuti stranieri pendono condanne soprattutto per reati contro il patrimonio (8.607). Seguono imputazioni per violazione delle norme sugli stupefacenti (6.922) e le condanne per i reati contro la persona (6.751).