Mondo Solidale

Diaspore, il punto di vista che disegna uno scenario delle migrazioni diverso dal solito

Il summit di Milano: non un'emergenza da contenere ma una risorsa da coltivare, motore di cambiamento e sviluppo economico, sia per il nostro Paese che per i Paesi di origine dei migranti. Lo dicono i dati

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MILANO - La seconda edizione del Summit Nazionale delle Diaspore per la Cooperazione, il più importante evento nazionale dedicato agli incontri e alla condivisione di esperienze e buone pratiche tra i membri della diaspora in Italia, il sistema della Cooperazione internazionale, la politica e il mondo economico, si è tenuta a Milano, nella sede di Palazzo Reale, il 15 dicembre scorso. Le diaspore e Cooperazione italiana, imprese e partenariati, comunicazione e nuove generazioni sono stati gli assi tematici della giornata, che disegnano una visione della migrazione molto diversa da quella a cui siamo abituati: non emergenza da contenere ma risorsa da coltivare, come motore di cambiamento e di sviluppo economico, sia per il nostro Paese che per i Paesi di origine delle comunità migranti. Sono i dati a dirlo.
 
La crescita dell'aiuto pubblico allo sviluppo. Nel 2017 l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps) del nostro Governo ha destinato 5.7 miliardi di euro, pari allo 0,29 % del Reddito Nazionale Lordo, ai Paesi emergenti. Un aiuto che è cresciuto negli ultimi anni e che si traduce in attività di Cooperazione finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nei Paesi partner, in Africa, in Asia e in America Latina, a partire dalla lotta alla povertà e alle disuguaglianze. Nello stesso anno, il volume complessivo delle rimesse inviate dai migranti presenti in Italia verso i loro Paesi di origine ha superato i 5 miliardi di euro (fonte: IDOS). Anche in questo caso si tratta di denaro destinato, almeno in parte, ad investimenti e sviluppo dei Paesi di origine, non solo ai consumi locali.
 
L'apporto delle Diaspore all'economia italiana. Accanto a questi flussi che vanno dall’Italia ai Paesi emergenti, bisogna però considerare anche l’apporto che i lavotori migranti espressione delle Diaspore danno all’economia italiana. I 2,4 milioni di lavoratori regolari stranieri in Italia, ossia il 10,5% del totale dei lavoratori, producono un valore aggiunto pari a 131 miliardi, ben l’ 8,7% del Pil nazionale. E i 691.000 Imprenditori immigrati rappresentano il 9,2 % del totale degli imprenditori in Italia, dato in crescita del 16,3% negli ultimi cinque anni (fonte: Fondazione Moressa). Le risorse prodotte dai lavoratori regolari stranieri contribuiscono quindi a mantenere l’equilibrio del sistema economico e pensionistico italiano.
 
Notizie di integrazione, oltre i drammi degli sbarchi. E mentre i media diffondono prevalentemente storie drammatiche, di sbarchi ed esclusione sociale, la maggior parte della popolazione straniera si è inserita nel tessuto sociale in maniera sempre più strutturale: più di un quarto dei residenti stranieri (oltre 1,3 miloni di persone) è nato in Italia e nel 2017  147.000 persone hanno acquisito la cittadinanza italiana. E’ questa Italia che il Secondo Summit Nazionale delle Diaspore per la Cooperazione vuole valorizzare e raccontare. Affrontando un quadro complesso della Migrazione e del suo ruolo primario nella Cooperazione allo Sviluppo, i panel e i 3 tavoli tematici della giornata hanno così rappresentato una opportunità unica di dialogo e confronto.