ROMA - Conquistare la cittadinanza italiana è un percorso lungo e difficile. Anche per chi è nato in Italia da genitori stranieri o ci è arrivato da piccolo. La vecchia legge del ’92 non aiuta e i tempi della burocrazia ancora meno. Per questo, per un “nuovo italiano” il passaporto tricolore è una festa nella festa. Da celebrare e rendere pubblica. I social ne sono uno specchio. Sempre più spesso si leggono infatti post di ragazzi e ragazze che danno conto della nuova cittadinanza. Hasnain Abbas Bhatti è uno di loro. Un giorno fa sulla sua pagina facebook ha scritto: «Finally I’m Italian: 16 anni e 4 giorni ci son voluti, ma ce l’ho fatta. Viva l’Italia».
“Sono italiano!”. «Ultimamente ho visto spesso gente condividere foto delle loro lauree o dei loro compleanni e definirli come giornate più belle della loro vita – scrive Hasnain – Beh per me oggi, giorno in cui ho fatto giuramento, è una delle giornate più importanti e significative della mia vita. Sarà l’attesa, l’emozione o quello che volete. Fatto sta che oggi è arrivato alla conclusione un lungo e complicato processo durato 5 anni. So di avervi annoiato con tanti post a riguardo, in realtà l’obiettivo era quello di informarvi quanto fosse un travaglio arrivare alla giornata odierna. Finally I’m Italian, 16 anni e 4 giorni ci son voluti, ma ce l’ho fatta».
Anni di burocrazia. Hasnain ha 24 anni, è arrivato in Italia nel 2003 con i genitori dal Pakistan. Vive da sempre a Carpi. Si sta per laureare in ingegneria gestionale, è titolare di due uffici Caf e Patronato, da anni è impegnato nel volontariato e in politica (è iscritto al Pd) e fa parte della Consulta per l’integrazione di Carpi. La domanda per la cittadinanza l’ha presentata nel lontano 2015. «Ci sono voluti 4 anni e sette mesi di pratiche burocratiche e attese, davvero troppi – racconta – e poi finalmente il 21 dicembre scorso ho giurato sulla Costituzione al comune di Carpi. È stata un’emozione indescrivibile. Finalmente posso votare, finalmente sono italiano anche per la legge».