Migrazioni: aumentano gli spostamenti in tutta la regione dell’America Centrale e del Messico, la gran parte delle persone scappa da Honduras, Ecuador e Haiti
ROMA – Un numero senza precedenti di migranti sta attraversando in questi mesi la regione dell’America Centrale e del Messico. L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) ha lanciato un appello ai governi dei paesi di transito e di accoglienza affinché preparino un piano per soddisfare i bisogni umanitari delle persone in movimento e si impegnino ad adottare soluzioni a lungo termine per affrontare le cause stesse della migrazione.
Panama. Il Servizio Nazionale per la Migrazione di Panama ha segnalato quest’anno un numero record di migranti che ha attraversato la pericolosa giungla del Darien, passando dalla Colombia. Fino al 23 settembre, oltre 390 mila persone hanno affrontato il viaggio. Solo ad agosto sono passati 82 mila migranti, la cifra più alta mai registrata in un mese. La maggior parte di essi proviene da Venezuela, Ecuador e Haiti.
La giungla del Darien. Una tendenza piuttosto diffusa è la scelta, da parte dei migranti cubani e di quelli provenienti dalle nazioni africane, di raggiungere l’America Centrale con l’aereo, evitando così la giungla del Darien, per poi continuare il viaggio verso nord. Solo 4.100 migranti provenienti dall’Africa hanno attraversato la foresta tra gennaio e luglio 2023, una diminuzione del 65 per cento rispetto allo stesso periodo del 2022. L’Honduras, al contrario, ha registrato una crescita del 553 per cento negli arrivi dalle nazioni africane, con 19.412 persone che hanno varcato il confine meridionale. Allo stesso modo, solo 524 cubani sono stati segnalati nel Darien durante questo periodo, in contrasto con i 17.157 registrati arrivati via terra in Honduras.
Le vittime della giungla. Il viaggio attraverso la foresta del Darien miete molte vittime: persone ferite, che spesso scivolano su pendii fangosi e non riescono ad andare avanti, uomini, donne e bambini che vengono travolti da improvvise inondazioni provocate dai fiumi, migranti vulnerabili a rapine, violenze e abusi sessuali. Lungo il viaggio, le persone che non hanno soldi sono costrette a dormire per strada e a vivere di elemosina, sperimentando problemi di salute come la diarrea e la disidratazione.
Gli aiuti. In tutta la Colombia, l’America Centrale e il Messico, l’OIM monitora i movimenti delle persone e fornisce informazioni e assistenza salvavita, tra cui: articoli per l’igiene, cibo, servizi di protezione e assistenza sanitaria. L’organizzazione inoltre si occupa delle operazioni di rimpatrio volontario, per riportare a casa chi non vuole più continuare il viaggio. Eppure, nonostante gli sforzi delle nazioni di transito, delle agenzie delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni umanitarie che lavorano sul posto, la capacità di offrire aiuti salvavita è ridotta al minimo.
Le cause delle migrazioni. I fattori che determinano la migrazione sono complessi e comprendono elementi di natura economica e sociale e altri di tipo ambientale e politico, specifici dei paesi di origine. Oggi bisogna fare i conti anche con le ripercussioni socio-economiche della pandemia di COVID-19 e con gli eventi meteorologici estremi, che sono sempre più frequenti. El Niño, per esempio – un fenomeno oceanico che si manifesta con un aumento della temperatura superficiale del mare al largo delle coste del Perù e dell’Ecuador e causa eventi meteorologici estremi - minaccia di esasperare ulteriormente la situazione, spingendo potenzialmente un numero sempre crescente di persone a trasferirsi.