ROMA – All'inizio di gennaio tre migranti, due dei quali bambini, sono annegati nel Rio Grande vicino a Shelby Park, nella città di Eagle Pass, in Texas. Alcuni giorni prima, le autorità del Texas avevano sequestrato il parco contro la volontà dei cittadini e proibito agli agenti federali di accedervi, impedendo le operazioni di salvataggio nell’ambito dell’operazione Lone Star, volta a frenare l’immigrazione irregolare. Gli annegamenti e il sequestro del parco fanno seguito a una dichiarazione del governatore del Texas, Greg Abbott, il quale il 5 gennaio durante un'intervista radiofonica ha specificato che l'unica cosa che non sta facendo è sparare alle persone perché l'amministrazione Biden lo accuserebbe di omicidio, riferisce Human Rights Watch. “E’ inammissibile respingere le persone nel fiume dove c'è filo spinato negando l'accesso ai soccorritori. In questo modo si rischia che ci siano più morti e feriti", commenta Bob Libal, consulente dell’organizzazione in Texas.
Il filo spinato e le presunte invasioni. Il 22 gennaio la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che il Texas non può impedire agli agenti federali di tagliare o rimuovere il filo spinato messo lungo il Rio Grande. Tuttavia le autorità locali, in barba alla decisione della Corte, hanno installato ancora più filo spinato al confine, facendo appello alla Costituzione degli Stati Uniti che tutela il diritto del Texas all’autodifesa nell'ipotesi di invasione. Le riprese video diffuse dal programma olandese EénVandaag nel dicembre 2023 mostrano i militari del Texas respingere i migranti con gli scudi antisommossa lungo la riva del fiume Rio Grande. Le immagini fanno vedere anche diversi profughi feriti a causa dei tagli provocati dal filo spinato.
Gli effetti dell’operazione Lone Star. Non ci sono prove che l’operazione Lone Star abbia rallentato la migrazione – denuncia HRW – mentre è certo che il programma di sicurezza fino a oggi ha provocato morti e feriti, ha costantemente violato i diritti delle persone in movimento e quelli dei texani e ha soppresso le libertà di associazione e di espressione dei gruppi che forniscono aiuti umanitari nello Stato americano. Secondo un rapporto di Human Rights Watch pubblicato a novembre 2023, almeno 74 persone sono rimaste uccise e oltre 189 sono rimaste ferite in una serie di inseguimenti, da parte della polizia, di veicoli che si ritiene trasportassero migranti nell'ambito dell'operazione Lone Star. Tra le vittime si contano non solo migranti ma anche cittadini statunitensi, inclusi molti passanti.
Le nuove misure contro i migranti irregolari. A dicembre 2023 il governatore Abbott ha firmato tre ulteriori misure per contrastare l’immigrazione. Una prima, che entrerà in vigore a marzo, consente alla polizia di arrestare i migranti che entrano in Texas dai valichi di frontiera ufficiali. Le pene per questo reato variano dai due ai venti anni di carcere e l’unico effetto che produrrà, commentano le organizzazioni per i diritti, sarà quello di intensificare la profilazione razziale, intasare i tribunali e riempire le carceri. È anche probabile che distragga i poliziotti da altre attività di pubblica sicurezza, perché impone loro di concentrarsi sull’arresto e sul perseguimento di persone che cercano di ricongiungersi alla famiglia, di trovare protezione o di costruirsi una vita migliore. Un’altra misura prevede una pena minima obbligatoria di 10 anni di carcere per i trafficanti di esseri umani.
Il traffico di esseri umani made in USA. Un’indagine di Human Rights Watch svela che quasi l’80 per cento delle persone denunciate per traffico di esseri umani sono cittadini statunitensi, con un’età media di 26 anni. Il 13 per cento ha un’età compresa tra 18 e 19 anni. Una terza legge prevede di raddoppiare i finanziamenti per rafforzare e allungare il muro al confine con il Messico. Il Texas fino a oggi ha stanziato quasi 12 miliardi di dollari per l’operazione Lone Star.