Bangladesh, pressione sui confini: cresce il flusso di profughi in fuga dalla guerra in Myanmar e in cerca di protezione
ROMA – La Croce Rossa Internazionale (CICR), che lavora da sette anni a Cox’s Bazar, in Bangladesh, segnala un numero crescente di sfollati in arrivo al confine con il Myanmar a causa del conflitto in corso, che costringe le persone ad abbandonare case e villaggi alla ricerca di sicurezza e protezione. Con oltre 2,8 milioni di sfollati interni, 660 mila dei quali registrati solo negli ultimi quattro mesi, la crisi umanitaria in Myanmar diventa ogni giorno più grave e rischia di avere effetti devastanti sul Bangladesh, che non ha risorse adeguate per gestire il flusso di profughi e assicurare alle persone condizioni di accoglienza e di vita dignitose.
Il Bangladesh. Nonostante il governo bengalese si sia rifiutato di accettare altri rifugiati, spiegando che ne ospita già un numero consistente da sette anni a questa parte, la Croce Rossa Internazionale, che monitora la situazione sui confini, registra un numero sempre maggiore di persone in arrivo nel campo di Cox’s Bazar. Numero che crescerà ulteriormente se il governo del Bangladesh dovesse fare marcia indietro e riaprire alla possibilità di accogliere nuovi profughi.
Gli sfollati a Cox's Bazar. Il Paese ospita già un milione di rifugiati Rohingya - secondo i dati recenti rilasciati dal Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione - fuggiti dalle persecuzioni, dalle violenze diffuse e dalle violazioni dei diritti umani perpetrate dalla giunta militare in Myanmar. Dal 2017 a oggi i Rohingya, tra i gruppi più discriminati al mondo, sono rimasti intrappolati in condizioni di vita poco dignitose, ammassati nei campi, costretti a vivere in rifugi inadeguati, esposti alle inondazioni o agli incendi provocati dai fuochi che vengono accesi nei rifugi per cucinare o per riscaldarsi. I campi sono sovraffollati, senza privacy e le donne in particolare rischiano di subire abusi sessuali e sfruttamento. Anche i servizi di base sono al limite: molti rifugiati Rohingya sopravvivono esclusivamente grazie all’assistenza umanitaria. Il Bangladesh è uno dei Paesi maggiormente esposto alle conseguenze del cambiamento climatico, che porta inondazioni, frane, cicloni, l’ultimo dei quali, battezzato “Mocha”, ha seminato distruzione e morte a maggio 2023.
Sensibilizzare sulla questione Rohingya. Tra le attività che l’IRC porta avanti a Cox’s Bazar vi è anche quella di sensibilizzare sulla questione dei Rohingya e mostrare, attraverso mostre e dibattiti pubblici, in quali condizioni disastrose le persone vivono nei campi. La situazione umanitaria complessiva a Cox's Bazar è destinata a peggiorare anche perché il conflitto in Myanmar continua ad aggravarsi soprattutto vicino al confine, nello Stato di Rakhine, e il Bangladesh ha bisogno di sostegno economico per aiutare le persone in fuga. L'IRC ha iniziato a rispondere alla crisi dei Rohingya nell'agosto 2017 con progetti di assistenza sanitaria, riproduttiva, materna, con servizi di protezione dell'infanzia, istruzione, prevenzione e risposta alla violenza di genere e riduzione del rischio di catastrofi.