Migrazioni, ad Ancona i superstiti del naufragio a largo della Libia, soccorsi dalla Ocean Viking: 336 migranti, 43 sono bambini non accompagnati
ROMA – Stasera verso le 19 attraccherà nel porto di Ancona la nave umanitaria Oceans Viking, con a bordo 336 naufraghi tra i quali 53 minori di cui 32 bambini non accompagnati e 36 donne, di cui 2 incinte, che sono stati soccorsi nelle operazioni di salvataggio in alto mare, dopo un naufragio a largo della Libia. Ne ha dato conto l’Unità, venerdì scorso, con un reportage in diretta dell’inviata Angela Nocioni, che si trovava (e si trova ancora) a bordo della nave. I dispersi, secondo i testimoni superstiti, sarebbero 60, mentre altre 23 persone, in pessime condizioni di salute, sono già sbarcate a Catania, portate a terra da una motovedetta della Guardia costiera.
Il dirottamento verso Ancona: 3 giorni in più di navigazione. La Ocean Viking – che appartiene alla Ong SOS Méditerranée, network di organizzazioni umanitarie attive in Francia, Germania, Italia e Svizzera e che opera soccorsi nel mar Mediterraneo centrale –non ha attraccato nel porto siciliano perché le autorità italiane l’hanno dirottata verso Ancona, nonostante dalla nave fosse stata fatta la richiesta di poter sbarcare i naufraghi in un porto più vicino. Questo è costato ai superstiti una traversata prolungata di 3 giorni, 1.400 chilometri.
La cronaca dalla nave. Questo l’incipit del reportage di Angela Nocioni: “Dal radar del ponte di comando si vede un tassello in mezzo al mare. Binocoli: un cespuglio di teste nere con uno pneumatico issato su un bastone, non si vede il colore: “rubber boat” stracarica con persone a cavalcioni sui tubolari, il passaggio che costa meno, il biglietto di terza classe della traversata dalla Libia alla Sicilia. Eccoli. Gambe nere penzolanti, una selva di mani alzate, bambini piccoli stretti a prua: sono 24 bambini. Il gommone è verde ma il verde non si vede, è lungo 8 metri e loro sono 88. Forte l’odore di benzina. Ci avviciniamo piano, si alzano in piedi: “No, giù”. Nessuno si siede. Un uomo saluta il cielo e piange. Una ragazza con una bambina piccolissima la alza sulle braccia, ha una felpa chiara, grida per mostrarcela in alto tra le sue mani sopra alle teste degli altri. Avrà 10 mesi”.
La Storia di O. “Io viaggio da solo”, ha detto questo ragazzino di 8 anni, imbarcato in Libia e salvato a largo di Tripoli dalla nave Ocean Viking. e ora la domanda è: l’Italia saprà accoglierlo? È partito dal Mali, lo hanno messo anche in prigione in una delle tante galere-inferno libiche. Sulla nave che lo sta portando ad Ancona, assieme ad altri piccoli come lui, dicono di averlo sempre visto da solo. È stato salvato il 14 marzo scorso, era su un gommone alla deriva in mezzo al mare da tre giorni. Qualcuno dei soccorritori gli ha chiesto: Dov’è tua madre? “In Mali”, risponde lui. E tuo padre? “Anche lui, in Mali”. Ma come ci sei arrivato in Libia? “Da solo”. Poi alla domanda, come sei riuscito ad arrivare in Libia e poi come hai fatto con i soldi necessari per il viaggio? “Ho lavorato – ha detto –facendo il saldatore e l’imbianchino”. E’ stato difficile vivere in Libia? “Sì – ha detto - perché sono nero”.