Rimpatri, sul premio per gli avvocati “saltate tutte le regole democratiche”
ROMA – Sta suscitando apprensione l’iter parlamentare di conversione del “decreto sicurezza”, in questi giorni in corso di approvazione alla Camera dei Deputati. "Un provvedimento che - afferma Laura Liberto, responsabile Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva - ricorre alla repressione penale come risposta prevalente a bisogni e rivendicazioni sociali, ledendo nuovamente libertà costituzionali, come quella al dissenso e a manifestare, e colpendo categorie sociali più vulnerabili.
L’incentivo in denaro all’avvocato che assiste un cittadino straniero che se ne va. In particolare, ci preoccupa fortemente la misura - e le ipotesi che circolano sul suo superamento - che introdurrebbe un incentivo economico per l’avvocato che fornisce assistenza a un cittadino straniero che presenta domanda di rimpatrio volontario, allorquando questo venga poi effettivamente rimpatriato. Pensare di approvare un decreto con già l’ipotesi di intervenire a distanza di poche ore con lo stralcio della norma in questione, rivela un metodo che calpesta qualsivoglia regola democratica. Una compromissione dei diritti aggravata anche dalla sostanziale esclusione - già prevista nel testo del decreto - dall’accesso al patrocinio a spese dello Stato per gli stranieri che intendano impugnare i provvedimenti di espulsione”.
La diffusione della cultura del contenzioso strategico. In questi ultimi anni Cittadinanzattiva, con la Scuola di Diritti Umani, si sta impegnando nella diffusione della cultura del contenzioso strategico per la tutela dei diritti delle persone migranti, promuovendo una rete di avvocati e giovani attivisti che operano sul campo per difendere e rafforzare le opportunità di tutela delle persone straniere e con background migratorio.